Brasile: dal Sertao alle spiagge di Rio

Per la prima volta in Brasile abbiamo scelto il Nord-Est, Fernando de Noronha e Rio de Janeiro

  • di pipa61
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

BRASILE: DAL SERTAO ALLE SPIAGGE DI RIO

Dopo aver tanto letto, abbiamo deciso di fare la prima parte del viaggio con un'agenzia del posto soprattutto per risparmiare tempo e vedere quanto più possibile. Ci è costato un po' di più ma siamo riusciti a vedere tantissimo senza tempi morti e non è facile in una regione in cui gli spostamenti dipendono molto dalle maree, in cui ci sono pochissime strade e le infrastrutture sono assai carenti. Ci siamo. per così dire, scapicollati in jeep con autista attraverso gli stati del Maranhao, Piauì, Rio Grande do Norte, Paraiba e Pernambuco. Le tappe le seguenti: Sao Luis, Barreirinhas, Lencois Maranhenses, navigazione del Rio Preguicas con soste a Vassouras, Mandacaru e Cabure', Parnaiba e navigazione del Delta das Americas, e stupendo trasferimento lungo(6 ore) in 4x4 fino a Jericoacoara. Paesaggi surreali con denominatore comune sabbia di un bianco accecante e tanto, tanto vento, soprattutto a Jeri. In certi momenti ci siamo trovati completamente soli con la natura e se non fosse stato per l’autista che ci descriveva i posti che incontravamo lungo il tragitto, per noi potevamo essere anche sulla luna. Primo problema pratico da sottolineare visto che a noi ha creato tanti problemi:l'acquisto della valuta locale! Sembra una sciocchezza, ma dopo tre giorni senza un singolo real ero diventata isterica. Purtroppo le coincidenze aeree fino a Sao Luis erano tutte strette, e quando finalmente siamo arrivati, erano ormai le 22.00 e non era proprio il caso di avventurarsi a cercare un bancomat di notte. A primo acchito la città, patrimonio dell’Unesco, ci è sembrata un po’ squallida, buia e deprimente, ma il tassista che ci accompagnava in albergo, forse vedendo le nostre facce, ci ha informati in una lingua assai "oscura" che per nostra fortuna era venerdì e c'era movimento. Così, sistemati i bagagli, abbiamo deciso di uscire per farci un boccone e prendere confidenza con questo nuovo paese in cui non eravamo mai stati. Abbiamo constatato che il movimento era costituito per lo più da una baraonda di giovani che si accalcavano intorno a gruppi musicali estemporanei che tutti insieme facevano un baccano infernale. Molti di questi giovani si trovavano di spalle e guardavano fissi il muro mentre continuavano a chiacchierare tra loro. Poi abbiamo capito che i muri del centro velho di Sao Louis erano un gigantesco orinatoio comune. Stravolti dal lungo viaggio e anche un po' intimoriti dalle facce che ci attorniavano, ci siamo fiondati nel nostro albergo centrale rimandando il cambio della valuta al giorno dopo.

Il giorno seguente però ci hanno prelevati alle 8.00 e quindi abbiamo per forza dovuto aspettare l'arrivo a Barreirinhas (6 ore di viaggio abbastanza allucinante di sballottamento vario su piste disastrate). A questo punto e' necessario fare chiarezza su un punto: i brasiliani sono molto gentili tanto da cercare in tutti i modi di aiutarvi anche quando non hanno idea di cosa cerchiate e tanto meno di dove questa fantomatica cosa si trovi. Vi diranno con grande sicurezza "tranquilli insieme risolveremo tutto" per poi puntualmente eclissarsi come se niente fosse. Insomma la guida prima ci ha detto che la “caixa elettronico” si trovava in centro e che ci avrebbe accompagnati e poi ci ha abbandonato come due salami. Soltanto finito il tour degli stupendi Lencois Maranhenses, con la coda dell'occhio intravediamo vari bancomat del Banco do Brasil e ci ripromettiamo di tornarci con le nostre preziose tesserine elettroniche. Non si può andare in giro senza la possibilità di comprare neanche una bottiglia d'acqua! Armati di tutto punto ci presentiamo di fronte a uno dei sedici sportelli circa e sorpresa delle sorprese il primo disgustato ci risputa la tessera bancomat. Proviamo con il postamat e un'altra cassa fa lo stesso. Con la morte nel cuore e la coda tra le gambe torniamo alla pousada sconfitti. Per nostra fortuna molti esercizi in Brasile, anche nei posti più sperduti, accettano carte di debito e credito, altrimenti in questi primi giorni saremmo morti di fame e di sete. Non ancora dati per vinti chiediamo alla reception della pousada se cambiano euro ma senza successo. Chiediamo come mai i bancomat non funzionano e ci guardano come se fossimo marziani. Alla fine, lampo di genio, interroghiamo internet con le parole chiave Barreirinhas e bancomat. Salta fuori una tizia che suggerisce di provare con la carta di credito in varie casse fino a trovare quella magica. E così siamo riusciti a prelevare i primi reals dopo ben tre giorni. Finalmente sono anche riuscita a slurparmi diversi sucos e vitaminas con i miei adorati spiccioli. Cambiate subito qualche spicciolo in valuta locale, non ve ne pentirete. Le tessere Bancomat, come dice la saggia Lonely Planet, funzionano solo a quattro cifre, peccato che in Italia vengano emesse solo con PIN di cinque numeri. Le carte di credito invece, funzionano soltanto in qualche sportello automatico. Fortunatamente abbiamo le carte di credito e il tempo per fare i tentativi. Fine dell'inciso

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