Natale a Rio e dintorni

Un viaggio fai-da-te di due settimane che ci ha portato alla scoperta di una parte del Brasile: la meravigliosa Rio de Janeiro, le imponenti cascate di Iguaçu, l'enigmatica Brasilia e la solare Salvador de Bahia

  • di Oli79
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Per noi questo è un viaggio molto importante perché è il nostro primo fai-da-te e il primo viaggio in Sud America. È un viaggio studiato nei minimi dettagli dopo aver letto e riletto guide, blog e resoconti di esperienze già fatte.

Venerdì 23 Dicembre 2011

Partiamo da Milano Malpensa via Lisbona per Rio de Janeiro. La compagnia aerea utilizzata è la TAP. L’aereo per Lisbona, previsto per le 19, è in ritardo di quasi due ore: tra i passeggeri aleggia l’incubo di perdere le varie coincidenze. Nella sala d’aspetto incontriamo, inaspettatamente, una coppia conosciuta durante un viaggio in Cina in attesa di imbarcarsi sull’aereo (anche questo in ritardo) che li porterà in Argentina e Patagonia. Ci scambiamo gli auguri di buone feste e promettiamo di rivederci per una tranquilla serata di foto. Atterrati a Lisbona le hostess fanno sbarcare subito dall’aereo i passeggeri diretti a Rio e a San Paolo. A terra un pulmino ci accompagna direttamente al controllo doganale. Il tutto è velocissimo perché i tempi sono strettissimi. Finalmente ci imbarchiamo: la stanchezza e la tensione si fanno sentire e abbiamo solo voglia di chiudere gli occhi e lasciarci andare. Ormai siamo in vacanza…

Sabato 24 Dicembre – Rio de Janeiro

Il viaggio è lungo e noioso. Atterriamo a Rio in perfetto orario e con una velocità supersonica arrivano anche i nostri bagagli. Facciamo un piccolo cambio in reais e acquistiamo il trasferimento in città via taxi all’interno dell’aeroporto (la tariffa è fissa, costa di più dei taxi che useremo nei prossimi giorni ma è sicuro, visto che abbiamo con noi “armi e bagagli”).

In circa mezz’ora siamo a Copacabana: la giornata è calda, il sole è estivo e il cielo è di un azzurro cartolina. Alloggiamo presso l’hotel Golden Tulip, un albergo discreto ma con una posizione fantastica: si trova proprio davanti alla famosa spiaggia e all’oceano. Appena arrivati (sono circa le nove del mattino), entriamo in possesso della nostra camera: una doccia, un cambio d’abiti, un caffè per svegliarci, la conferma telefonica delle escursioni prenotate via Internet per i prossimi giorni e… Rio è nostra.

Vogliamo goderci la città e, seguendo il percorso che avevamo preparato, gironzoliamo per Copacabana, camminando sui marciapiedi con i famosi disegni a onde bianche e nere fino al rinomatissimo Hotel Copacabana Palace. Pranziamo in un tipico chioschetto sulla spiaggia con un ottimo fish and chips e musica dal vivo (le cucine sono situate sotto la spiaggia, ma tutto all’apparenza è pulito). Poi decidiamo di avviarci a piedi verso il Pan di Zucchero. Sembra a due passi, ma ben presto scopriamo che non lo è: cammina, cammina, ci rendiamo conto di dover attraversare sottopassi e tunnel. La città, infatti, è tutto un susseguirsi di colline. Quando finalmente arriviamo alla base della funivia, la troviamo inaspettatamente chiusa, anzi fechada. Non ci perdiamo d’animo e con un taxi raggiungiamo il Corcovado, compriamo i biglietti e ci mettiamo in coda. C’è molta gente e i tempi sono ormai prossimi alla chiusura, così decidiamo di soprassedere e di tornare l’indomani mattina (il biglietto fortunatamente ha la durata di un mese).

Un altro taxi ci porta al forte di Copacabana per il rito del tramonto (il taxista è senza moneta e non ci dà il resto… giornata davvero “fortunata”). Il forte, situato sul promontorio Arpoador nel parco Garota de Ipanema, divide la spiaggia di Copacabana, più popolare (anche per la vicinanza di alcune favelas) da quella di Ipanema, più modaiola. Camminiamo lungo la spiaggia di Ipanema (la sabbia bianca sembra borotalco e l’acqua è freddina per i nostri gusti) fino al posto 9 dove dovrebbe esserci la meglio gioventù. Forse non è giornata ma qui c’è un normale concentrato di ciccia e cellulite con tanga interdentali portati con una spavalderia che si trasforma in una quasi eleganza. All’ora del tramonto il cielo è infiammato e i colori sono splendidi ma non vediamo il sole tuffarsi in mare, perché interviene la sempre presente nuvoletta di Fantozzi

  • 44660 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social