Riga, il fascino dell'Art Nouveau nei Paesi Baltici

Art Nouveau, reminescenze sovietiche e vita notturna in Lettonia

  • di Elle67
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Vicino al Museo della Guerra invece è bello passare nella strada dove ci sono le Jacob’s Barrack. Ci sono diversi bar e ristoranti e oltre l’arco tagliato a metà c’è una statua un po’ inquietante, soprattutto di notte!

Una zona completamente diversa e che sembra ancora parte dell'Unione Sovietica è quella attorno al Mercato Centrale. Assolutamente da vedere. Il mercato ha bisogno di una bella sistemata ma il suo fascino consiste anche in questo. Banchi dì stoccafissi, caviale di tutti i tipi, spezie varie. Poi bisogna fare un giro nei dintorni e passare sotto a quello che sembra una dette sette sorelle di Mosca, un enorme grattacielo quadrato altissimo e imponente, annerito dagli anni, sede dell'Accademia delle Scienze. Ho scoperto troppo tardi che a pagamento si poteva salire alla terrazza panoramica. Li vicino c'è un mercatino dell'usato: la guida diceva che se ti rubano il cellulare quello è il posto in cui andare il giorno dopo a ricomprarlo! Quindi mi sono ben guardata dal tirarlo fuori per fare delle foto. È all'aperto, in una specie di cortile, i banchi sono fitti e semicoperti da teli di plastica per coprirsi della frequenti piogge, pieni di roba ammassata per terra e impilata fino a due metri d'altezza con un equilibrio a prima vista molto precario ma non ho assistito a crolli! Oltre a ogni aggeggio tecnologico e a vari pezzi di ricambio, ci sono varie cose, da scarpe a pitali, da maschere anti gas a tute da pilota di MIG, da colbacchi pulciosi a.... qualsiasi cosa! Indirizzo (approssimato) Firsa Sadovnikova iela 11

Usciamo indenni da lì e passiamo da quella che era una vecchia Sinagoga e dove adesso c'è il Monumento all'Olocausto. Restiamo ancora un po' a zonzo in questo decadentissimo quartiere e poi decidiamo di prendere un autobus per andare oltre il fiume.

Andiamo a vedere la nuova Biblioteca, incuriositi dalla forma modernissima, e ne rimaniamo affascinati. Innanzitutto dal punto di vista architettonico: la struttura è molto bella, pulitissima, tutta di acciaio, vetro e legno. Design pulito e liscio, tutte le pareti di vetro, massima trasparenza. Una bella caffetteria, dei comodi divani nella grande hall. Chiediamo se si può entrare e ci danno un pass con cui possiamo girare liberamente ovunque. Ogni piano è dedicato ad un argomento, entriamo liberamente in varie zone poi in quella con i libri d’arte decidiamo di sederci su un bel divano davanti alla parete di vetro da cui restiamo ad ammirare Riga, comodamente seduti, dietro a un vetro senza una macchia, in un ambiente insonorizzato in cui non si sente il minimo rumore, anche se l’edificio è su una strada molto trafficata. Un sogno. E tutto questo è disponibile per chiunque ne faccia richiesta, assolutamente gratis. Penso alle vetuste biblioteche in cui andavo a studiare all’Università e mi chiedo perché non riusciamo anche noi ad avere strutture simili. Con quali soldi hanno pagato quella meraviglia? Sono 2 milioni di abitanti in Lettonia, quante tasse pagano? Comunque, dopo un po’ a malincuore ce ne andiamo e ripartiamo in esplorazione.

Facciamo una bella camminata nell’isola che c’è lì davanti, due foto alla mega bandiera lettone e poi torniamo sulla terra ferma. Un giretto sempre oltre il fiume, passiamo in mezzo al parco attraversato da Slokas Iela e ci troviamo in quella che ci sembra la zona universitaria. Vediamo qualche casa di legno, altra architettura tipica di Riga, sembrano le case del Far West, ma purtroppo le condizioni non sono ottime, solo qualcuna è ben tenuta. Molto colorata la Chiesa Ortodossa di Meza Iela, lì vicino un edificio che sembra un castello, ma nulla di speciale

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