Riga, il fascino dell'Art Nouveau nei Paesi Baltici

Art Nouveau, reminescenze sovietiche e vita notturna in Lettonia

  • di Elle67
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Pensavo che mi sarei trovata in un paese dell'Ex Unione Sovietica, un po' grigio, freddo, ravvivato solo dalle vicinanza del mare. E invece Riga è una bellissima città soprattutto grazie alle tantissime case in stile art nouveau sparse un po' ovunque ma soprattutto in un quartiere del centro. Le più belle sono già state restaurate e sono in ottime condizioni, altre hanno bisogno di una bella pulizia ma si vede che sotto strati di polvere e smog nascondono dei tesori.

La città è a misura d'uomo quindi abbiamo deciso di non fare abbonamenti per il trasporto pubblico, che comunque ha un costo contenuto. Importantissimo avere scarpe comode perché tutte le strade del centro sono fatte di pietre (una via di mezzo tra i sanpietrini e i ciottoli).

Abbiamo iniziato la nostra visita dal centro storico, siamo passati dalla Chiesa di San Pietro e abbiamo strofinato il naso degli animali della scultura dedicata ai musicanti di Brema che è proprio dietro alla chiesa, di fronte al Ristorante Felicità. Il nome vi dice qualcosa? Ebbene sì, è quello di Albano! Siamo entrati in chiesa e saliti sulla torre con un ascensore che odora ancora di URSS per avere una visione globale della città. Bellissima vista, ma che vento gelido!

Lì vicino c'è la piazza che secondo me è il centro del centro, dove c'è il ristorante Egle, che raccomando per la cena perché ha un menù ampio a prezzi contenuti e soprattutto c'è musica dal vivo di ottimo livello quasi tutte le sere, spazio per ballare e gente allegra. Lì di fianco c'è il monumento all'albero di Natale, una specie di scultura metallica, e la piazza del Municipio, bellissima, peccato che la Casa delle Teste Nere e quella di fianco siano al momento in ristrutturazione. Lì ci sarebbe anche il Museo dell'Occupazione ma al momento è stato trasferito in un'altra sede. Invece vale la pena fare un giro nel negozio di souvenir, hanno anche cose carine di design nordico.

Andiamo verso la Cattedrale ma non ci siamo mai passati in orario di apertura quindi siamo ripartiti senza averla vista dentro! Pazienza. Ma io mi emoziono solo con romanico e gotico quindi non sono troppo afflitta.

Continuando il giro del centro si passa davanti ai Three Brothers, tre case una di fianco all'altra, la casa con i gatti neri sul tetto, il Parlamento, e spingendosi verso il fiume il Castello, oggi residenza del Presidente della Lettonia. Ma non vi aspettate un castello in grande stile, direi che è abbastanza modesto.

A quel punto ci siamo allontanati dal fiume per andare verso il quartiere art nouveau, dove ci sono la maggior parte delle case di quell'epoca.

Basta camminare con il naso all'insù per Elizabetes Iela, Alberta Iela, Antonia Iela e le strade lì intorno e ammirare i colori e le forme dei fregi delle case. Bellissime, ce ne sono tante, molte sono in ristrutturazione (anche molti marciapiedi e strade), immagino che tra qualche anno bisognerà tornarci! Una di queste in Alberta Iela è stata trasformata in un museo ed è interessante entrare per vedere anche gli arredi. Sono davvero spettacolari, non pensavo che ce ne fossero tante e così belle.

Sul Kalpaka Bulvaris, nel Parco Kronvalda, c’è il monumento alla scimmia vestita da astronauta. Simpatico!

Non troppo distante c'è il Museo del KGB, che però non abbiamo visto.

Invece siamo stati in quello dell'occupazione (che al momento è in Raina Bulvaris) e quello della guerra. Non sono nulla di speciale ma spiegano la storia della Lettonia, di cui non sapevo quasi nulla, quindi un giro veloce vale la pena farcelo. Questo piccolo paese è sempre stato conteso tra varie super potenze ed è passato dai Russi ai Tedeschi al tempo del Nazismo e poi di nuovo ai Russi dell'Unione Sovietica. Sono sempre stati oppressi da qualcuno fino a quando nel 1991 sono finalmente riusciti ad essere indipendenti.

A questo proposito vale la pena passare davanti al Monumento alla Libertà (impossibile evitarlo visto che si trova in mezzo alle strade e parchi principali): è un obelisco con una statua di donna che è stata testimone di molte manifestazioni spesso finite male.

Non troppo lontano c’è la chiesa ortodossa russa, le sue cupole dorate si vedono anche da lontano

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