Passaggio Baltico: Estonia e Lettonia

Tra i quartieri dell’Art Nouveau di Riga e le torri di Tallinn

  • di micheledemo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Di fronte c'è il Municipio (Ratsnams), anch'esso distrutto durante la guerra; ricostruito dai russi in stile sovietico, dopo l'ottenimento dell'indipendenza fu rifatto ancora, questa volta in stile neoclassico fortunatamente, con tanto di torre dell'orologio. Al centro della piazza troneggia una bella statua di San Rolando, difensore degli accusati e giusto giudice. La punta della spada di Rolando è il punto da cui vengono calcolate le distanze da Riga di tutte le altre città e paesi della Lettonia. Sul lato ovest, invece, troverete un moderno e severo edificio cubiforme, direi proprio brutto, in gran contrasto con la bellezza della piazza: fu edificato dai russi in onore dei tiratori lettoni. Dopo la conquista dell'indipendenza, fu convertito in museo dell'occupazione lettone, dove vengono mostrate le barbarie subite dal popolo lettone dagli occupanti tedeschi (prima) e russi (poi). Ai tiratori lettoni, già citati, è dedicato un monumento proprio fuori dal museo. Si tratta di un grosso monolite di chiaro stampo sovietico, dedicato ai soldati lettoni che si batterono coraggiosamente a fianco dei sovietici durante la prima guerra mondiale. È un monumento controverso: per alcuni ricorda la sottomissione del popolo lettone all'invasore, per altri invece rappresenta il coraggio dei soldati. Più della metà degli abitanti della città è di origine russa e la divisione tra queste due etnie è tangibile: le due comunità vivono vite distinte. Ad esempio leggono giornali, ascoltano radio e guardano canali televisivi in lingue differenti ed è diffuso il bilinguismo nei documenti e nella cartellonistica. Ci intrufoliamo tra i vicoli medievali, curatissimi e dal fascino algido e scopriamo scorci di una città piccola, ma suggestiva, grazie all'acciottolo delle strade, ai colori pastello delle case basse, alle grandi piazze desolate per via del freddo, agli altissimi campanili aguzzi delle chiese. Mi perdo ad ammirare le merlature e i fregi barocchi di alcuni sfarzosi palazzi e le austere mura di mattoni rossi di quelli meno opulenti, ma che magari all'interno nascondono immensi tesori artistici. Qua e là qualche richiamo art nouveau, stile che qui a Riga è molto ben rappresentato: esiste proprio un quartiere con un'altissima percentuale di edifici eleganti in stile art nouveau. Ci avviciniamo al lungo fiume, all'altezza del viale 11 novembra krastamala (il fiume è il Daugava, che nasce in Russia). La riva opposta, con i suoi grattacieli, sta scomparendo tra la nebbia umida e quando il buio avanza il panorama si illumina con le luci dei ponti. Torniamo in albergo per riposarci e poi usciamo per la cena. Decidiamo per il Folkklubs Ala, una bellissima taverna in stile medievale, con musica dal vivo ogni sera (tradizionale, rock, folk). Fiumi di birra, atmosfera frizzante e conviviale e cucina estone in chiave moderna. Ad essere sincero quello che ho ordinato io non mi è piaciuto, ma vale la pena andarci per una bevuta. Usciamo per fare due passi nel gelo della sera, e in effetti, tranne i pochi turisti e la gioventù più entusiasta di Riga, per strada c'è davvero poca gente. Il clima invita di più a starsene a casuccia. Ci infiliamo in un bel pub per un po' di birra scura. La birra qui in Estonia è il passatempo preferito. A dire il vero c'è poco altro da fare...

26/10/16: Riga

La colazione al nostro albergo è davvero sontuosa; usciamo soddisfatti alla scoperta della città. Nei pressi ci imbattiamo in una piazzetta che ospita bancarelle di un mercatino artigianale. Regina tra gli oggetti esposti è l'ambra del Mar Baltico. È venduta ovunque (sia qui che in Estonia) e in milioni di applicazioni diverse. Ovviamente c'è parecchia contraffazione, quindi se il prezzo è troppo basso vuol dire che si sta acquistando plastica

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