Partenza il 12/4/2017 · Ritorno il 25/4/2017
Viaggiatori: 4 · Spesa: Da 500 a 1000 euro

Isola della Riunione, un paradiso poco conosciuto

di ciottolina - pubblicato il

Non amo i diari di viaggio, quindi quello che scrivo sono più che altro appunti pratici che spero siano di aiuto a chi si vuole recare sull'Isola di Reunion

REUNION: APPUNTI DI VIAGGIO

Volo: AirFrance con scalo a Parigi e cambio di aeroporto, da CDG a Orly. Abbiamo scelto questa opzione perché ci è costata 2.150€ in quattro contro i 3.700€ che avremmo speso con una combinazione di volo low cost da Roma a Orly e poi un volo da Orly a Reunion.

All’andata ci hanno cancellato il volo 20 giorni prima, ma ce lo hanno anticipato di due ore. Noi avevamo programmato 4 ore tra un volo e l’altro per avere il tempo di fare il cambio aeroporto, e sono sufficienti. Tra l’altro noi viaggiamo con solo bagaglio a mano, quindi non abbiamo neanche la perdita di tempo di ritirare i bagagli al nastro.

Per farsi dare i biglietti gratuiti occorre salire al piano superiore e andare ad un banco airfrance, dove, mostrando la carta di imbarco, vi stampano i biglietti gratis. Poi si torna al piano di sotto e si va al capolinea degli autobus, dove ci sono anche quelli che vanno a Parigi centro o a Disneyland, quello per Orly è al terminal G.

Al ritorno è stato necessario dormire una notte a Parigi. Noi abbiamo optato per dormire ad Orly, in quanto il volo parte da Reunion alle 09.10 del mattino e arriva alle 18.00. Stanchi dal viaggio abbiamo preferito evitare la sera lo sbattimento di un’ulteriore ora di trasferimento, e dormire a Orly. Dormire a CDG sarebbe stato più economico ma avendo risparmiato una bella cifra abbiamo preferito avere maggiore comodità.

Noi viaggiamo facendo scambio casa, quindi non abbiamo avuto necessità di trovare alloggio. La nostra casa in scambio si trova a St.Pierre, appena fuori dal centro, in località Pierrefond. E’ una bella villa a due piani, con giardino tropicale, patio enorme e una fantastica piscina. Abbiamo anche una WW Polo a nostra disposizione che è fondamentale per girare l’isola in lungo e in largo.

SPESA: l’isola è piena di Auchan e Carrefour enormi, dove si trovano diversi prodotti italiani, tipo pasta Barilla (e anche Gragnano!), parmigiano reggiano, prosciutto di parma, philadelphia, l’immancabile nutella, etc. Altrimenti ci sono anche i Leader Price o i Leclerc. I prezzi sono salati, ce lo immaginavamo, del resto è un’isola e avevamo avuto la stessa esperienza l’anno scorso a Guadalupa.

Saint PAUL

Da non perdere il mercato del venerdì (intera giornata) e sabato mattina. E’ decantato in ogni guida, ed in effetti vale la pena. Si trovano oggetti di artigianato locale, oltre che cibo locale, è un tripudio di colori ed odori. E’ piuttosto grande, quindi dedicate un po’ di tempo. Attenzione al parcheggio, non facile da trovare dato l’alto afflusso di visitatori.

Il cimitero marino vale una veloce visita, sia per la particolarità delle tombe monumentali, sia per la bella vista che si gode affacciandosi su una spiaggia nerissima.

L’HERMITAGE: la lunga striscia di sabbia chiara mista a corallo è davvero bella. Inoltre l’ombra naturale è assicurata da un boschetto alle spalle con la tipica vegetazione tropicale. Ci sono diversi localini, con possibilità di mangiare sandwich e anche alcuni ristoranti.

Il mare è bellissimo, si nuota in una laguna che arriva fino alla barriera corallina, e si vedono belle formazioni di corallo già a metà strada. Inoltre si nuota in un vero e proprio acquario con tantissimi pesci di barriera, alcuni curiosissimi che se allunghi un dito vengono a toccarti, uno spettacolo stupendo per grandi e bambini. Importante avere ai piedi o pinne o comunque scarpette da scoglio sia per le formazioni coralline sia per il temibile pesce pietra.

SALINES LE BAINS: la spiaggia di Salines le Bains si trova a proseguire quella dell’Hermitage. Si tratta di una lunga striscia di sabbia chiara con una laguna dai colori tropicali, dove si può effettuare un buono snorkeling. Molto simile all’Hermitage, nel tratto attaccato al parcheggio c’è un boschetto che garantisce ombra a volontà a ridosso della spiaggia. Andando invece verso il centro di Salines l’ombra è piuttosto difficile da trovare. Di quando in quando ci sono piccoli hotel o ristorantini coi loro ombrelloni. Al Parcheggio principale c’è anche un ristorante/bar dove poter mangiare o acquistare panini a portar via. Altrimenti occorre fare un km in auto per arrivare nella parte centrale del villaggio dove ci sono diversi esercizi commerciali, noi abbiamo acquistato crepes a portare via (la Kaz a Crepe) e ce le siamo mangiate in spiaggia.

GRANDE ANSE: il selvaggio sud si manifesta in questa spiaggia, dove le onde fragorose si infrangono a riva. La spiaggia da un lato ha bellissime rocce basaltiche nere, dove si trovano purtroppo delle lapidi che ricordano alcune persone scomparse in mare. Dal lato opposto è stata creata una piscina naturale, per permettere un bagno in acque sicure. Nonostante le dimensioni ridotte, anche qui si trovano diversi pesci colorati di barriera. E’ un posto ideale per pic-nic, infatti la parte centrale ha un bellissimo manto erboso coperto da palme, con tavoli e anche bbq a disposizione degli avventori.

BOUCAN CANOT: La spiaggia di Boucan Canot, tanto decantata come una delle più belle dell’isola, a noi non è piaciuta granché. E’ molto sfruttata turisticamente, con una marea di locali, bar, ristoranti alle spalle. Molto affollata, si riesce ad vere un po’ d’ombra nel gradoni che poi portano al lungomare, meglio portarsi un ombrellone. Sul lato di destra si può fare il bagno, quello di sinistra è per i surfisti. Al centro una piccola barriera, o meglio quel che è rimasto perché continuamente calpestata dai bagnanti. A largo non c’è barriera corallina, questo significa che le acque possono essere anche molto mosse con risacca, quindi nuotare risulta faticoso. Pericolo squali non ce n’è in quanto la baia è protetta da reti antisqualo visibili da riva. Noi siamo stati un’oretta, il tempo di fare il bagno e siamo venuti via.

SAINT GILLES LES BAINS: Loaclità turistica piena di vita, sicuramente qui è difficile apprezzare il lato creolo e selvaggio dell’isola. La spiaggia principale, Plage de Roches Noire, a mio avviso è da evitare. L’acqua è piuttosto torbida, non c’è molto da vedere nei fondali ed è anche molto affollata. Il lato destro è per i surfisti, tutta la mezza luna di sinistra per i bagnanti. Non c’è ombra. Decisamente meglio venire qui per una passeggiata e un drink e per ammirare il tramonto con i surfisti nella scia d’argento del sole che scende a picco sul mare.

Saint LEU

Vale la pena la visita all’osservatorio delle tartarughe marine se avete bambini al seguito. Si possono toccare e vedere da vicino, e con un po’ di fortuna, si può assistere anche al momento del pranzo da parte di un addetto. Bellissima la vista dalla torretta di osservazione su tutta la baia.

La spiaggia di ST.Leu si apre a sud dopo il porticciolo. Attenzione perché c’è ombra solo la mattina, a ridosso degli edifici che costeggiano la spiaggia. La laguna è protetta dalla barriera corallina e lo snorkeling è davvero bello qui. I coralli hanno colori fantastici, decisamente migliori dell’Hermitage, mentre semmai ci sono un pochino meno di pesci. Lo spettacolo dei rosa, celesti verdi e viola crea un effetto subacqueo meraviglioso. Essendo il giorno di Pasqua ci siamo concessi un pranzo in un bel ristorante affacciato sulla spiaggia, Le Lagon. I prezzi sono piuttosto alti, ma come del resto ci è sembrato tutti i risto della zona, ma la visita decisamente paradisiaca. Menù bambini a 9€ comprensivo di secondo (noi abbiamo scelto trancio di spada alla griglia) patatine fritte, bevanda e palla di gelato. Per me calamari ai peperoni, piuttosto insipidi, per mio marito trancio di tonno semicotto e impanato nel sesamo, davvero molto buono! Personale parlante anche in inglese.

CIRQUE DI CILAOS: dei 3 cirques noi abbiamo scelto questo perché il più vicino alla nostra casa. La strada delle quattrocento curve che porta a Cilaos vale il viaggio in sé. Si attraversano foreste incantate e si vedono panorami con guglie coniche e maestosi picchi spesso coperti di nuvole. Il verde è ovunque, e gli strapiombi sono scenografici. Cilaos è una località turistica con casette colorate adagiata nel centro del cirque. Noi avendo due bambini al seguito non abbiamo fatto grandi escursioni ma siamo andati al belvedere La Roche Meravilliouse, ben segnalato dopo Cilaos (si trova anche su google maps). Da lì, oltre alla foto di rito al panorama dalla roccia, si può fare un piccolo percorso a piedi di 2 km all’interno della foresta tropicale, molto suggestivo e alla portata di tutti.

STRADA DA ST.LEU A ETANG SALE LE BAINS. Avremmo voluto ammirare il fenomeno dei Sofflour, ma occorre venire in questo tratto quando il mare è in tempesta, altrimenti, come nel nostro caso, non si vede niente se non scogliere di roccia basaltica nera.

Ad Etang non ci siamo fermati perché la spiaggia a nostro avviso non merita. Quella principale ha solo un tratto protetto dalla barriera corallina e delimitato da delle boe, tratto in cui si affolla ovviamente moltissima gente. Inoltre l’ombra è piuttosto lontana dalla riva, il che è davvero poco comodo. L’altra spiaggia, denominata Bassin Pirogue, è praticamente quella del porticciolo. Strettissima, inoltre si nuota tra le barchette dei pescatori, insieme ai pescatori stessi.

Saint PIERRE

Ha diversi tratti di spiaggia tutti protetti dalla barriera corallina. Il primo tratto, quello a nord, è molto attrezzato, ha un boschetto alle spalle con diverse attività. La spiaggia va in discesa ed è di colore scuro. I weekend è frequentata dai locali e si presta a pic-nic. Il secondo tratto, adiacente al lungomare, è stretto con sabbia chiara, non c’è ombra, normalmente è utilizzato dai kite surf, il mare ha colori molto belli.

Il terzo tratto, quello che si avvicina al porto, è di nuovo largo, sabbia chiara, alle spalle un parco con giochi per bambini e bagni/docce pubbliche. Poca ombra anche qui. Il mare si presta ad un bellissimo snorkeling, con formazioni di corallo e pesci colorati. Qui abbiamo avuto anche la fortuna di avvistare una murena, però è davvero straffollato durante i we.

Infine, superato il porto, si arriva ad una piccolissima spiaggia in località Terre Sainte, con rocce a sfioro. E’ particolarmente raccolta e ideale in giornate in cui tira molto vento, perché è riparata, però essendo piccola potrebbe risultare affollata nei we. Noi siamo andati in mezzo alla settimana ed eravamo in 7-8 persone. Non c’è ombra né servizi di alcun tipo nei dintorni. I fondali sono ricchi di pesci non solo comuni di barriera, abbiamo infatti avvistato sia una murena sia un bellissimo pesce leone. Anche i coralli sono colorati e abbondanti, occhio solo alle correnti che tengono a spingervi sugli scogli.

Se avete voglia di mangiare una pizza dal gusto veramente italiano, fermatevi a Pizza Gadimb. Il proprietario, Fabrice, utilizza materie prime ottime, prepara l’impasto a mano ogni giorno, che risulta croccante e leggero. Se chiedete di sostituire l’orrido emmenthal con la mozzarella (Galbani) che costa 1€ in più, avete assicurata una vera pizza italiana. Inoltre, se avete bambini, verranno piacevolmente intrattenuti dal figlio del proprietario nella stanzetta sul retro con giochi e schermo gigante. Essendo principalmente un posto per take away, ha pochissimi tavoli, meglio prenotare e si cena dalle 20,00 in poi che prima deve evadere gli ordini.

LE MAIDO. Per arrivare al belvedere di Maidò si affronta una strada di curve (ma niente in confronto a quella per Cilaos) che si snoda all’interno salendo di quota e regalando bei panorami della costa. Si attraversa un paesaggio bucolico, con mucche sul ciglio della strada, e boschi che ricordano quelli alpini. A ridosso dell’arrivo si incontrano moltissime piazzole attrezzate per pic-nic, ma durante i we o le festività perdete la speranza di trovarne una libera, i locali le avranno già prese dalla mattina presto. Noi ci siamo adagiati con un telo sul prato per mangiare i nostri panini. Il belvedere di Maidò, raggiungibile in 5’ a piedi dal primo parcheggio (quello che ha un piccolo chioschetto) o addirittura attaccato al secondo parcheggio per i più pigri che non vogliono camminare, è davvero spettacolare e non va perso per nessun motivo al mondo! Dalla staccionata che si snoda in vari punti (seguitene il percorso) ci si affaccia sull’orrido, ovvero sulla caldera estinta del cirque de Mafate che scende a picco con una veduta spettacolare. Purtroppo noi abbiamo solo potuto vedere qualche sprazzo di paesaggio in quanto eravamo immersi in una nuvola, cosa piuttosto frequente sui cirques, motivo per cui nelle guide è consigliato di andare la mattina presto, mentre noi siamo arrivati dopo pranzo. Per me che soffro di vertigini tuttosommato vedere solo in parte è stato più facile, ma in effetti in una giornata tersa lo spettacolo deve essere unico!

PITON DE LA FOURNAISE Non si può venire a Reunion e non salire sul Vulcano attivo, è un’esperienza che da sola vale tutto il viaggio, quindi non perdetevela per nessun motivo al mondo! Importante andare su la mattina presto, prima che arrivino le nuvole a rovinare la vista. Noi, essendo stanziati a St.Pierre, siamo stati facilitati perché la strada parte proprio da qui, siamo partiti di casa verso le 08.30 ed effettivamente ci è andata bene. La strada per arrivare passa prima attraverso paesaggi bucolici, poi man mano il territorio cambia aspetto diventando sempre più brullo. Dopo Bourg-Murat si prende la strada del vulcano che porta al primo punto panoramico, il belvedere du Nez de Beuf, dal quale si gode la vista su un Canyon verde e discretamente profondo. Andando più avanti si arriva all’incredibile Pas de La Sable, una distesa di sabbia nera desertica che fa pensare di essere su un altro pianeta. Qui si comprende di essere su un vulcano. Scesi con la strada sulla parte desertica comincia un tratto non asfaltato e strapieno di buche, ancorché accessibile con le automobili, quindi occorre armarsi di santa pazienza e procedere in prima, massimo in seconda, per evitare di distruggere l’automobile. Alla fine della strada si arriva al Belvedere del Pas de le Bellecombe, da cui ci si affaccia direttamente sulla caldera del Vulcano. Una vista ineguagliabile! Oltre alla possibilità di vedere la caldera praticamente a due passi dal parcheggio, la cosa unica è che si può scendere nella caldera e arrivare al primo piccolo cratere chiamato Formica Leo con una passeggiata relativamente semplice. Relativamente perché all’andata occorreranno 15-20’ in discesa e si potrà camminare poi sulla lava solidificata per arrivare alla formica e farsi immortalare sopra o dentro di essa. Al riotrno però occorrerà risalire tutti i 524 ripidi scalini, quindi occorrerà almeno il doppio per tornare all’automobile.

Noi siamo riusciti a fare tutta l’escursione con i nostri due bambini di 9 e 5 anni, entusiasti alla vista di uno spettacolo naturale così dirompente, e abbiamo avuto la fortuna di avere il sole e vista perfetta. Quando stavamo risalendo, le nubi hanno cominciato ad avvolgere tutto e, nell’ultimo tratto verso il parcheggio, ci siamo ritrovati immersi nella nuvola e nella sua pioggerellina fitta. Chi veniva dopo di noi (erano le 11.45) avrà potuto godere ben poco dello spettacolo naturale.

Lungo la strada del ritorno segnalo il ristorante Le Vieux Bardeau, lungo la strada principale del paese Le Vingt-Quatrieme, in una vecchia casa creola piena di fascino. Cameriere gentilissimo, non parlando lui inglese né noi francese ci ha comunque illustrato a gesti quello che avremmo potuto mangiare. A pranzo molto conveniente il menù a buffet “all you can eat” a 15€. Essendo in mezzo alla settimana, ci ha offerto incluso nel prezzo anche il buffet di antipasti, che sarebbe in realtà costato 10€ a testa. Menù bambini a 11€ con secondo, contorno e gelato. Nel buffet abbiamo apprezzato il riso con salsiccia (molto piccante però), il maiale alla birra, i fagioli in umido e anche il polipo al sugo.

LANGEVIN – CASCADE DE GRAND Galet Sulla Lonely Planet si parla di cascade de la Grande Ravine, ma in realtà il nome che si trova anche sul google maps è Cascade de Grand Galet. Si trovano a circa 9 km da Langevin verso l’interno, si costeggia il fiume con i soliti gazebi per i pic nic. Noi siamo andati in una giornata piovosa, ma c’era gente che nel tratto precedente la cascata faceva comunque il bagno. La casacata non è particolarmente grande ma comunque è scenografica e di facile accesso. A pranzo ci siamo fermati in un ristorantino lungo fiume, Chez Jim, che preparara o sandwich a portare via oppure alcuni piatti della tradizione creola ai tavoli. Noi abbiamo preso un buonissimo pollo con verdure, un piatto di salsiccia in umido e il piatto locale di gamberetti. Il tutto accompagnato da riso bianco e lenticchie. Prezzi modicissimi, in 4 abbiamo speso 36€.

CAP MECHANT Questo sito è decisamente spettacolare, da non perdere. Si tratta di scogliere di lava nere a picco sul mare, con un praticello verde ramarro che fa un contrasto quasi surreale. Si segue la staccionata, si può anche andare sulla roccia ancorché c’è l’avviso che la zona è pericolosa. Noi abbiamo proseguito e siamo scesi per delle scale che portano ad un piccolo fiordo, anche questo senza protezioni, dove il mare si infrange con grande forza sollevando onde scenografiche sugli scogli. Per rientrare a Sainte Pierre abbiamo beccato il traffico micidiale dell’ora di punta, che rispetto a noi è anticipata (evidentemente gli uffici chiudono prima) quindi diciamo che dalle 15 alle 17.30 si rischia di rimanere in coda per lungo tempo.

PUIT DES ANGLAIS Pensavamo di trovare una piscina naturale nelle rocce invece si tratta di una vera e propria piscina per nuotare costruita dall’uomo. Decisamente poco interessante.

POINTE DE LA TABLE Attenzione, la Lonely Planet lo da come posto da vedere per sentieri didattici sulle rocce basaltiche di colata lavica sul mare. In effetti le rocce ci sono anche se il sentiero è minimo, il posto è anche bello ma per raggiungerlo occorre un 4x4. La strada non è asfaltata ed è piena di rocce e buche, noi ne abbiamo fatto un pezzo in macchina poi abbiamo parcheggiato al lato della strada e siamo scesi a piedi. Lungo la strada si possono osservare degli inusuali funghetti blu!

STRADA DELLE LAVE La strada merita di essere percorsa per il paesaggio incredibile che testimonia le continue colate laviche del vulcano. Presa da sud ci sono le colate più recenti, quindi con rocce nerissime, poi andando avanti se ne incontrano di più datate su cui è ricresciuto un leggero muschio bianco. Il lato della montagna è tutto scavato dalle colate laviche, davvero particolare. Se siete da queste parti, consiglio di pianificare un pasto al fantastico ristorantino locale Casas de Volcan. Appena seduti vi porteranno un assaggino di tutti i piatti che potete poi scegliere nel menù e di tutti i succhi di frutta. Ottimo il guyave ed il tamarindo. A noi è piaciuto particolarmente il pollo al cocco, e anche il maiale al palmito. Tutto accompagnato da riso in bianco e fagioli stufati a prezzi modicissimi.

ANSE DEL LA CASCADE Bellissimo posto per pic-nic o anche solo per una visita. Si tratta di una baia incastonata in pareti a picco ricoperte di rigogliosa vegetazione da cui sgorgano cascate in più punti. E’ presente un ristorantino/bar.

CHIESA DELLE LAVE Noi abbiamo finito il percorso in questa famosa chiesa, che è stata circondata dalla lava senza venirne distrutta. All’interno testimonianze giornalistiche e un video.

In definitiva è stata un viaggio meraviglioso, con paesaggi incredibilmente diversi gli uni dagli altri, con possibilità di rilassarsi in un mare tropicale pieno di vita sottomarina ma anche di fare escursioni avventurose in montagne con paesaggi molto diversi da quelli a cui siamo abituati.

Incredibile da riportare: in 12 giorni non abbiamo incontrato un turista italiano, e in realtà non abbiamo incontrato turisti che non fossero francesi! Segno di quanto poco pubblicizzata sia quest’isola, che secondo noi invece vale la pena visitare!

di ciottolina - pubblicato il