L'isola che non c'è..

Già, perché quando dici ai parenti/amici che vai a Reunion, la domanda classica è “Ma dove si trova?” e alla risposta classica “Vicino a Mauritius” scatta automatico il “Ahh, vai a fare vita da spiaggia, sole, palme e dolce far ...

  • di Fabrizio Barbieri
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Già, perché quando dici ai parenti/amici che vai a Reunion, la domanda classica è “Ma dove si trova?” e alla risposta classica “Vicino a Mauritius” scatta automatico il “Ahh, vai a fare vita da spiaggia, sole, palme e dolce far niente”.

E invece no, niente di più sbagliato, perché questo “gioiello” sperduto nell’oceano Indiano è la meta ideale per chi vuole fare una vacanza all’insegna del movimento, dell’aria aperta e della scoperta di mille ambienti diversi.

Pur essendo relativamente piccola (in appena 250 km potete fare il girotondo!) offre scenari completamente diversi, passando dalle colline coltivate a canna da zucchero alla foresta tropicale, dai pascoli alpini alla desolazione delle pianure vulcaniche, senza scordarsi, naturalmente, delle spiagge sabbiose e coralline.

Il nostro viaggio inizia a St. Denise, capitale e classica cittadina cresciuta forse troppo in fretta Ci sono alcune cose interessanti da vedere, in primis i giardini botanici (Jardin de l’Etat), molto belli e rilassanti, poi le case creole, tutte colorate, le chiese (qui ci sono varie religioni perfettamente integrate) ed infine il punto più caratteristico, le "Barachois", con i suoi vecchi cannoni puntati in mare aperto.

Primo consiglio: noleggiate un’automobile, i prezzi sono abbordabili (circa 40 euro/gg) ed è il mezzo migliore per scoprire l’isola, visto anche l’ottimo stato delle strade.

Noi abbiamo circumnavigato l’isola in senso orario in modo da chiudere in bellezza facendo gli ultimi giorni nella parte più turistica (quella balneabile, tanto per intenderci), cosicché siamo scesi lungo la statale in direzione di St.Andrè.

A St.Suzanne meritano una sosta le “cascate Niagara”, nascoste tra i campi di canna da zucchero, spuntano all’improvviso alla fine della strada asfaltata e formano un piacevole laghetto dove fare pic-nic.

Dopo una visita alla cooperativa della vaniglia di Bras Panon (interessante il racconto su come viene prodotta ma non aspettatevi troppo!), siamo risaliti verso il Cirque de Salazie, facendo tappa a Hell Bourg (uno dei villaggi più belli della Francia, come scritto all’ingresso del paese). A prescindere da questa affermazione un po’ discutibile, rimane il fatto che questo è un punto strategico per intraprendere alcuni trekking molto belli, quali le cascate del “Trou de Fer” e il “Piton d’Anchang”. Sono entrambi faticosi, soprattutto il primo, però regalano scenari mozzafiato.

Secondo consiglio: partite presto alla mattina, sia perché le giornate durano poco (in maggio alle 18 era buio!) sia perche l’umidità si condensa col passare delle ore e rischiate di non vedere più nulla! Proseguendo, il nostro itinerario ci ha portato a passare per St.Andrè (troppo caotica per i nostri gusti per cui non ci siamo nemmeno fermati) ed arrivare a St.Rose dove abbiamo pernottato.

La cittadina offre poco o nulla ma ci ha permesso, la mattina seguente, di visitare sia la colata lavica che arriva al mare del Piton de La Fournaise, che un incantevole angolo di spiaggia, l’“Anse des Cascades”.

Finalmente abbiamo preso la via dei circhi vulcanici, direzione “Plaine des Palmistes” e “Plaine des Cafres”. Salendo dal mare il paesaggio cambia velocemente finchè, valicato quello che sembra un classico passo alpino, si arriva appunto...In Svizzera! Mucche a perdifiato e pascoli erbosi.

Ma è solo un illusione perche poco dopo si prende la strada (veramente spettacolare) che porta fin quasi sull’orlo del cratere del vulcano Piton de La Fournaise, dapprima tra pascoli erbosi e poi via via sempre più brulla, tra paesaggi lunari e distese di cenere e rocce laviche

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