Repubblica Dominicana, un paese da scoprire

Non fermatevi sulla spiaggia: questa è un terra da scoprire!

  • di balzax
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Diario di viaggio in due tappe

Questo diario è una sintesi di due diversi viaggi nella Repubblica Dominicana, uno in febbraio 2012 e uno in ottobre 2013. In entrambi i viaggi l’idea è stata quella di conoscere il paese attraverso le persone, le loro abitudini e le loro tradizioni. Per questo il diario non si sofferma solo sulla capitale Santo Domingo e sui luoghi di vacanza più tipici e noti, di cui si parla nelle prime pagine. La maggior parte del racconto è dedicata alla descrizione delle province meno conosciute, che sono ricchissime di luoghi e spunti interessanti, anche se magari vengono sottovalutate o trascurate nei programmi turistici standard.

Gli itinerari attraverso il paese si possono organizzare fai-da-te senza problemi. In qualche caso è meglio appoggiarsi a agenzie locali (es. percorso a cavallo al Salto del Limòn, visite in barca di parchi e lagune, whale-watching). Ci sono alloggi dovunque e per tutte le tasche. Gli alberghi sono puliti e le camere confortevoli, con una spesa che non dovrebbe superare i 1500-2000 pesos (30-40 €) per una notte in doppia.

Una vacanza-tipo nella Repubblica Dominicana

La vacanza-tipo nella Repubblica Dominicana consiste nel soggiorno in uno dei bellissimi resort della costa sudovest del paese. Praticamente tutto il tratto di costa che va da Santo Domingo a La Romana (e poi più su nella zona di Punta Cana, Samanà e Puerto Plata) è un susseguirsi di stupendi villaggi turistici costruiti lungo spiagge di sabbia fine e dorata. In questi resort l’ospite è accudito, riverito e coccolato da personale cordiale e disponibile, dall’alba al tramonto. Gli appartamenti sono immersi in giardini rigurgitanti di palme e cocotier, rallegrati da vivaci bougainvilles rosse e viola e dalle campanelle di stramonio dai colori più delicati. La caratteristica del soggiorno è il trattamento all-inclusive, che comprende pranzi e cene a buffet libero con dovizia di tutto, accesso alla spiaggia con lettino e ombrellone, uso delle piscine (ce ne sono almeno 3 in ogni resort), sauna e idromassaggio, free internet, tutto in un’atmosfera idilliaca sdraiati sulla spiaggia all’ombra delle palme, o sorseggiando un delizioso cocktail ghiacciato di frutta sul bordo della piscina.

Qualche fastidio può venire solo dal continuo viavai di venditori di mercanzia di ogni tipo che ti tampinano appena lasci l’area del villaggio e ti piazzi sulla sdraio in spiaggia. I venditori sono abitanti dei villaggi della zona consorziati tra loro. Non riuscirete a levarveli di torno senza prima cedere a qualche acquisto, ma se comprate qualcosa dopo si passano la voce e si fanno meno insistenti.

Il costo del soggiorno in uno di questi villaggi va da 70 a 100 € al giorno, quindi non si spende neanche tanto. Alcuni sono dei veri e propri paradisi. Io sono stato al Barcelò Capella Beach Resort di Juan Doliò, dopo Boca Chica, (si vede nelle foto), ma ce ne sono tanti altri. Una settimana in uno di questi villaggi è indubbiamente un’ottima opzione per chi desidera farsi un periodo di relax assoluto al sole del Caribe. Solo che rimanendo lì nel villaggio ci si perde il resto del paese, che invece merita assolutamente di essere visitato.

Santo Domingo – la capitale

Santo Domingo de Guzman è la capitale del paese, con cui spesso si identifica l’intero stato. Capita spesso di dire o sentir dire “Vado a fare una vacanza a Santo Domingo” intendendo “nella Repubblica Dominicana”.

La capitale è una megalopoli convulsa di quasi 3 milioni di abitanti, cioè il 30% circa del totale dei dominicani. Il traffico è caotico a qualunque ora, con frequenti ingorghi che qui chiamano “tapones”, parola che rende bene l’idea. Due linee della metropolitana con 30 stazioni in totale, una che corre in direzione nord-sud (in funzione dal 2009) e l’altra in direzione est-ovest (inaugurata in giugno 2013), hanno consentito di fluidificare un po’ la circolazione, ma il prezzo del biglietto resta alto per i dominicani (25 pesos, cioè poco meno di 0.50 €) e quindi i treni non viaggiano sempre completi. Il risultato è che il trasporto pubblico urbano è ancora affidato in gran parte agli innumerevoli sgangheratissimi carro-conchos (taxi per lo più abusivi) e moto-conchos (moto-taxi).

Dal punto di vista turistico, la parte più interessante di Santo Domingo è la zona colonial, che si estende per 5 kmq sulla sponda occidentale del rio Ozama che attraversa la città. Oltre alla zona coloniale, che davvero non si può perdere, suggerisco due idee un po’ fuori dai circuiti soliti: il Mercado Modelo e la Ancienne Sucrérie di Boca de Nigua.

La zona colonial

La Zona Colonial corrisponde al centro storico di Santo Domingo. Questa area è un’emozione da girare a piedi. Qui si trovano gli edifici storici, i monumenti, la chiesa principale, i musei più interessanti, le boutique e i negozi eleganti. I monumenti sono concentrati tra calle de Las Damas, calle Isabela La Catolica e calle Padre Billini. Per lo shopping invece è meglio dirigersi verso Calle del Conde, che è un po’ la via Montenapoleone locale.

Le cose da vedere sono davvero tante. Tutte le guide turistiche ne parlano diffusamente, per cui descrivo solo quelle che secondo me meritano di più:

  • la cinquecentesca Fortaleza de Ozama, a cui si accede attraverso un colossale portale di pietra da Calle de Las Damas, è il monumento più imponente della città storica. Le mura si affacciano a strapiombo sul Rio Ozama, nel punto dove esso confluisce nel Mar dei Caraibi, dove non è raro vedere attraccati al molo vascelli e navi da crociera. Tra le merlature della fortezza sono collocate file di antichi cannoni, sui quali sarà dura impedire ai vostri bambini di salire a cavalcioni (ma occhio agli inservienti!). Dalla torre della fortezza hanno sventolato le bandiere degli occupanti che si sono susseguiti nel corso della storia dominicana: Spagna, Francia, Inghilterra, Haiti, Stati Uniti e oggi la bandiera dominicana.
  • l’Alcazar de Colòn, bellissimo palazzo medioevale che in passato ha subito l’onta di essere usato come magazzino, prigione e persino come discarica abusiva. Oggi ospita un museo che espone soprammobili, chincaglieria e oggetti domestici che sarebbero appartenuti alla famiglia Colombo.
  • il Pantheon Nacional. Edificio severo in stile neoclassico, realizzato con enormi blocchi di pietra calcarea. Ospita le spoglie delle personalità dominicane più illustri (inclusi parecchi oppositori fatti uccidere dal dittatore Trujillo), che riposano in sepolcri di marmo. Poco visitato, cercate di andarci verso sera quando c’è la cerimonia dell’ammainabandiera

  • 42151 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Valentina C.
    , 30/9/2014 11:02
    Bellissimo racconto. Come mai ci sono delle parti scritte in Inglese?

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social