Natale a Santo Domingo

Il mio primo Natale in pantaloncini e infradito

  • di Michele Calvi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Fino a 500 euro
 

A Lily che lasciandomi libero di essere me stesso riesce laddove i piu' falliscono.

A mio figlio Lorenzo che mi ha fatto scoprire un altro io.

Dove andiamo? Non lo so. Ma dobbiamo andare. Jack kerouac

Questa mia modesta opera vuole ricordarci che percorrere altre strade è possibile. Dipende da noi se, fino all'ultimo dei nostri giorni, vogliamo portarci dentro una voce che dice “e se....”

Oggi vi racconto del mio primo Natale in pantaloncini ed infradito....

Atterro a Santo Domingo alle ore 18.... uscito dall'aereoporto mi disfo velocemente dei jeans e delle scarpe; appena si apre la porta dell'aereo sento subito il profumo dell'aria salmastra... inconfondibile.. tiro un lungo e profondo respiro e quasi mi lacrimano gli occhi.... La prima cosa che devo fare ora e' cercare un venditore ambulante (non e' difficile), ho sete, devo bere.... mi compro due noci di cocco.... nuova linfa dopo mesi di astinenza.

Sono ancora qui, osservo il tassista che mi porta in città con la sua auto mezza distrutta, la musica sparata a palla nell'abitacolo mentre osservo dal finestrino lo scorrere della vita: le strade incasinate, sporche, clacson incessanti,le moto con su fino a 5 persone, gente che parla, balla, grida, musica sulla strada, palme sul lungomare, venditori di tutto e quest'aria calda.... sono ancora qui a la Hispaniola... sono a casa.

Alloggio nello stesso albergo di quattro mesi fa, non c'e' ancora la luce sul comodino e stavolta il mio amico scarafaggio non si e' fatto vedere. Domani devo prendere l'autobus che mi porta a nord verso Santiago dove trovero' ospitalita' per questo periodo. Devo ricordarmi di tenere a portata di mano un golfino, non si scherza con l'aria condizionata in questo paese....

I preparativi per il Natale fervono anche qui, i centri commerciali che nascono come funghi sono pieni e vendono di tutto e di piu'. Non c'e' limite allo sfruttamento delle risorse di questo pianeta? Questa e' la domanda che mi pongo sempre quando entro in un luogo del genere. La gente compra, compra, il paese come altri di quest'area del mondo sta vivendo il proprio boom economico, forse ci sono meno soldi che da noi, gli stipendi non sono paragonabili ai nostri ma con i soldi la' ci si puo' permettere di piu' e la gente e' piu' propensa a spendere. Inoltre aspirano anche loro al livello di vita "occidentale"; l'equazione aumentare i consumi per aumentare il nostro benessere e' sempre in auge... Passo il Natale in compagnia di amici, qui si celebra la "noche buena" che e' il 24 sera. Ci ritroviamo tutti qualche giorno prima per definire chi cucinera' e portera' cosa... e tiriamo a sorte da un vaso un bigliettino con su un nome dei presenti. Quello sara' il mio "anjelito" e dovro' fargli un regalo. La sera del 24 tra discorsi vari, risate, canzoni, scambio di regali,riso e fagioli, maiale arrosto, pasta al forno di platano melanzane e yucca il tempo corre felice... Come dessert uva, mele, noci e un panettone brasiliano di marca fesTTone! Buon Natale a tutti!

Constanza e' una vallata dal clima mite a circa 600 mt di altitudine. E' una zona intensamente coltivata famosa per le fragole, le mele, le carote (enormi!) e l'aglio. Molti lavori sono fatti a mano da squadre di haitiani piegati a terra 8 ore al giorno. La terra e' arata col cavallo, sembra di essere tornati indietro di un secolo. Alla republica dominicana gli haitian sono la bassa manovalanza. Negli ultimi vent'anni hanno cominciato a fare tutti quei lavori che i dominicani non vogliono piu' fare salvo poi essere criticati x venire qui a rubare il lavoro. La solita vecchia storia...

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