Repubblica dominicana: viaggio speciale oltre le solite immagini

Spiagge bianche, palme, ruhm... C'è tutto questo in Repubblica Dominicana, come nei depliant, ma c'è anche di più. Dormire tra i boschi di caffè, per esempio. Occorre allontanarsi dai resort, ma ne vale la pena!

  • di ludiaman
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 
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È stata una sorpresa anche per noi, partiti "per caso" (giorni di ferie inaspettati) verso una meta "per caso" (scelta perché adatta alla stagione primaverile, perché i Caraibi ci piacevano, ma soprattutto perché avevamo trovato un'ottima offerta Iberia!). Abbiamo organizzato tutto un po' all'ultimo momento, e i punti fermi erano pochi: primo, la fidata Lonely Planet; secondo, fare tappa in due o tre posti al massimo perché il tempo era poco (11 notti) e non volevamo cedere alla tentazione di correre qua e là per tutta l'isola; terzo, cercare su internet qualche sito di turismo responsabile. Ebbene, il risultato è stato al di là di ogni aspettativa. Ma andiamo con ordine...

1° GIORNO

Partenza da Linate in ora antelucana, scalo a Madrid e arrivo nel tardo pomeriggio a Santo Domingo. Dopo aver perso più di un'ora cercando di districarci tra le code caotiche della dogana (occhio: bisogna fare prima una fila extra per comprare la carta turistica, 10 dollari), abbiamo preso un taxi per fiondarci in albergo: sarebbe stata ora di cena, ma per noi era notte fonda e siamo andati a dormire subito. Il taxi dall'aeroporto è stato il trasporto più costoso che abbiamo affrontato in tutta la vacanza (40 dollari o – meglio – 1.400 pesos), ma non ci sono alternative. Il nostro hotel era in piena zona coloniale (il centro storico): Hotel Doña Elvira, comodissimo e molto carino, col fascino della antica casa coloniale, il patio coperto da un grande mango e una piccola piscina al centro. 80 euro la doppia, prenotato su internet, compresa un'ottima colazione: prezzo proporzionato all'atmosfera (un po' meno alla camera, che era davvero piccola).

2° GIORNO

La giornata è dedicata a visitare la città: le affascinanti vie della città coloniale, le mura, la cattedrale... È la più antica d'America tuttora in uso, e d'altra parte in questa città troverete tutte le cose "più antiche d'america", perfino la strada più antica e la casa più antica. D'altra parte, fu il fratello di Cristoforo Colombo a fondare la città, già nel 1496. Tutto questo e molto altro si scopre nell'interessante Museo de las Casas Reales, che vale la pena di visitare. Abbiamo goduto anche dell'atmosfera del carnevale, coi ragazzi che girano per le strade tenendo in mano delle specie di palloncini, il cui scopo (abbiamo scoperto a nostre spese) è... Tirarlo sul fondoschiena altrui! Un improvviso temporale ci ha convinti a rientrare in albergo, perdendoci la sfilata di carnevale, ma la giornata nel complesso era già stata abbastanza densa e proficua. Cena al Meson D'Bari, per cominciare a provare le specialità locali. Buono!

3° GIORNO

Si parte per il mare: destinazione Las Galeras, penisola di Samanà. Una di quelle giornate che, a ripensarci dopo, sembra che sia durata almeno 36 ore, con tutto quel che abbiamo vissuto in quell'arco di tempo. Magica sensazione che solo i Viaggi sanno donare. Primo: la piccola avventura per arrivare a Parque Enriquillo, punto di partenza delle "guagua" (i piccoli bus che vanno dappertutto a basso prezzo). Si passa per la chinatown di Santo Domingo, si attraversa una piazza caotica e piena di bancarelle, gente, motorini... Infine si arriva. Nel frattempo capita di incontrare la Politur (polizia turistica) che ti ferma e ti avvisa: da quelle parti pare che si verifichino rapine se ci si allontana dalla piazza... Ma a noi è parsa un po' un'esagerazione, forse per guadagnarsi una mancia, forse per darsi un po' di autorità... Tutto sommato c'era così tanta gente in giro che noi ci siamo sentiti più che sicuri. Stranieri, sì, ma sicuri. Secondo: il viaggio sulla guagua, ma di questo parleremo più avanti

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