Barceló Bávaro, Punta Cana

Partenza e arrivo La vacanza ai Caraibi è finalmente arrivata e... Purtroppo già finita! Ma andiamo con ordine. Febbraio 2007: P&E si sposano e vanno in Repubblica Dominicana in luna di miele, dopo 15 giorni rientrano abbronzati come mai visti, ...

  • di Anra
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Partenza e arrivo La vacanza ai Caraibi è finalmente arrivata e... Purtroppo già finita! Ma andiamo con ordine. Febbraio 2007: P&E si sposano e vanno in Repubblica Dominicana in luna di miele, dopo 15 giorni rientrano abbronzati come mai visti, e li conosco da quasi 10 anni, e inizia un martellamento costante “dobbiamo tornarci e dovete venire con noi”. In realtà noi, A&C, siamo un po’ scettici: il posto è sicuramente bello, ma una settimana forse è poco (di più non si può), abbiamo sempre evitato i villaggi turistici... Beh alla fine, cioè a luglio, troviamo, cioè P. Trova per tutti e 4, un’offerta allettante e decidiamo di prenotare (in realtà A. Stava già cedendo alla pressione, io, C., ero meno convita, o forse solo la meno esaltata). Comunque: formula roulette con Eden Viaggi, partenza il 5 novembre da Malpensa, destinazione Bayahibe –Viva Dominicus (o era Gran?, No, no... Ci ho messo 2 mesi ma alla fine ho capito! Viva) oppure Punta Cana- Barceló Bávaro Resort... Per noi, A&C, è indifferente, nel senso che conosciamo ormai il Gran Dominicus a causa di 8 mesi di racconti ininterrotti, ma siamo sicuri che ci piacerà anche l’altro. P&E invece puntano fortemente al Viva e infatti... Ci ritroviamo al Bávaro! Non vi posso descrivere l’espressione di delusione dipinta sul volto di P., il ragazzo più diplomatico che conosca: sembrava che ci avessero annullato la vacanza! Comunque si parte e... Volevo ben dire! Dopo avermi tartassata tanto, adesso quella più esaltata sono io!!! Il viaggio di circa 9 ore passa più o meno tranquillamente. Il più o meno significa che E. Quasi rimane chiusa nel bagno (non capisco ancora come, ma non importa) e rischia un attacco di panico e io dopo circa tre ore e mezzo di volo non riesco più a stare ferma, ma tutto passa: E. Si calma e io mi concentro sul film.

Atterriamo a La Romana alle 19:30 circa ora locale, è buio, fa un caldo impressionante ed è molto umido. Appena tocchiamo terra dalla scaletta E. Ed io ci spogliamo - l’abbigliamento a strati prevedeva una canottierina per l’arrivo- ma anche i ragazzi non tardano ad emularci, nonostante abbia visto un distinto signore rimanere imperturbabile con una specie di cappotto durante tutta la coda del disbrigo pratiche! Comunque... Ci siamo!!! Tutto sommato in fretta, passiamo il controllo passaporti, consegnamo visti, recuperiamo i bagagli e siamo recuperati dall’assitente del tour operator. Dobbiamo aspettare il pullman, ma neanche questo tarda tanto, carichiamo i bagagli... Pardon, ce li caricano, lasciamo una piccola mancia e si parte! Il viaggio in autobus dura circa 1 ora e mezzo, continua ad essere buio e sto accusando la stanchezza... Nonostante sonnecchi, mi accorgo, anche se nel dubbio ci pensano gli altri a farmelo notare, che la guida non è proprio da manuale, ma basta abituarsi.

Arriviamo finalmente al Barceló Bávaro Resort, dopo l’ingresso il viale di accesso è talmente lungo (o così ci sembra forse perchè siamo abbastanza distrutti e con la mente un po’ annebbiata) che continuiamo a domandarci (specialmente P.!) dove stiamo andando a finire, ma alla fine il pullmino si ferma e scendiamo: fa ancora più caldo ed è anche più umido. Ma siamo ai Caraibi e non possiamo certo aspettarci la neve! Ci dicono che in giornata è piovuto. Beeene! Barceló Bávaro Resort P. È un po’ sbigottito, inoltre un fossato che costeggia il viale d’ingresso e che sembra veramente troppo vicino a noi, ci suggerisce orde di zanzare... La nostra reception è quasi all’aperto (nota: il BBR è composto da 5 hotel, Palace da 5 stelle e Beach, Caribe, Golf e Casino da 4; i primo tre sono proprio sul mare, gli ultimi due all’interno, sul campo da golf), ci viene offerto un drink mentre aspettiamo davanti al bancone e ci vengono date alcune info di prima necessità: cena al ristorante Los Pinos (con indicazioni per arrivarci che ovviamente dimentichiamo e dobbiamo richiedere poi a un vigilante) e briefing l’indomani mattina alle 9:10. Anche qui, ce la caviamo abbastanza rapidamente, subito in camera per cambiarci e ... A cena! Andiamo a piedi, nonostante ci abbiano detto che un trenino gira per il villaggio quasi 24 h. Su 24 (è sospeso solo dalle 04:00 alle 08:00), così diamo un’occhiata in giro. Arriviamo al ristorante che è praticamente sul mare, passeggiando in una specie di grande giardino. Mangiamo qualcosa e facciamo due chiacchiere con una cameriera, ma siamo decisamente cotti e optiamo per andare a letto quanto prima, mezzanotte circa. Le camere sono molto grandi (6 posti letto ciascuna) e anche se abbiamo avuto qualche problema di ordine pratico (una lampadina fulminata, cassaforte e fon che non funzionanvano) l’intervento di manutenzione, il giorno seguente, è stato puntuale. Il fuso orario si fa sentire e alle cinque noi siamo già svegli... Ci rigiriamo nel letto fino alle 7 e poi decidiamo di alzarci. Bussiamo alla porta di P&E ma se ne sono già andati a fare un giro e perciò anche noi andiamo in esplorazione, in attesa della colazione. Fa già molto caldo e c’è il sole. Sotto la luce mattutina è tutta un’altra cosa: il posto è bellissimo, di un verde rigoglioso, il fosso che la sera prima ci preoccupava è un giardino acquatico con fiori di loto, ninfee e uccelli che ci passeggiano sopra, per arrivare in spiaggia ci mettiamo circa 5 minuti, fra le palme. Sulla spiaggia lo spettacolo è altrettanto bello, non per niente... Siamo ai Caraibi! Sabbia bianca e finissima, palme, mare purtroppo non proprio trasparente perchè oltre la barriera corallina è molto agitato (nei giorni precedenti c’era stata una tempesta tropicale), ma avrà modo di calmarsi! Lo stomaco protesta, non abbiamo incontrato gli altri due e decidiamo che è l’ora di colazione con o senza di loro, ma in realtà ci hanno preceduto. Il buffet internazionale è abbondante, ma noi optiamo per frutta, frutta e frutta in forma di succhi, frullati e macedonie estemporanee... Aspettare le 9:10 per il briefing è torturante, vogliamo andare sul mare, stiamo sprecando momenti preziosi, ma resistiamo. A. Non si tiene più, è peggio di un bambino, non sappiamo come fa a reggere le varie presentazioni, comunque appena terminano ci prenotiamo per l’inevitabile escursione all’isola di Saona e ci fiondiamo in spiaggia. A. È talmente eccitato che si spoglia strada facendo e si tuffa direttamente (ovviamente sono io che porto asciugamani, creme, borse, etc, etc...). Da questo momento in poi non lo vediamo più, cioè dall’acqua emerge solo la testa per respirare in attesa che si sviluppino le branchie! Cautamente noi tre rimasti ci cospargiamo di crema protezione 50, forse esageriamo ma nessuno si brucia (sì, a parte te, E., che ti strinacchi le guance il secondo giorno e da quel momento tidipingi la faccia a strisce bianche!). Da questo momento in poi le giornate di A. Si svolgono più o meno tutte allo stesso modo: sole, tuffo, sole, tuffo più lungo, drink al bar sulla spiaggia e... Si ricomincia da capo! Facciamo amicizia con i baristi che si alternano al bar e passiamo piacevoli momenti chiacchierando al bancone. Il mare, si sa, stanca e dobbiamo rifocillarci spesso, la vitamina R è l’ideale in qualsiasi momento! Ho scoperto anche che l’ananas è un potente diuretico, ma, forse, mi fanno notare è solo perchè ne mangiavo una intera a colazione e in più bevevo un litro di succo a volta! Come dicevo le giornate al villaggio avevano preso da sole un loro ritmo: colazione (indispensabile e abbondante, a parte la prima mattina ci siamo affezionati al buffet del Casino dove un distintissimo cameriere ormai sapeva a memoria i nostri gusti per il frullato!) poi in spiaggia fino al tramonto (in realtà fino alle 17:30 ca, perchè poi il sole spariva dietro le palme). Oltre a bagni interminabili – tuttora A. Continua ad avere le branchie-, passeggiate sulla battigia, siamo stati a fare snorkeling fra i pesci tropicali, non essendo esperti abbiamo evitato le immersioni vere e proprie, poi drink al bar (ci teniamo a ribadire che i due baristi che abbiamo conosciuto erano fantastici: cortesi, sorridenti e disponibilissimi!) seguiti da pranzo sulla spiaggia nel ristorante aperto fino alle 17:00 e di nuovo bagni, nuotate, passeggiate... Di sera cenavamo di solito in uno dei tanti ristornati a disposizione (eccetto quelli del Palace, avevamo libero accesso a tutti gli altri e non ricordo quanti erano): abbiamo provato la cena dominicana, un buffet internazionale, la steak house e il messicano e devo dire che non ci siamo mai trovati male... Anzi! In questo caso occorre una precisazione: non abbiamo mai mangiato pasta (qualcuno sulla spiaggia ci ha detto che la cucina non era un granchè perchè la pasta era scotta!) e la cucina è comunque internazionale anche nei ristoranti a tema, ma a nostro avviso è assolutamente apprezzabile. Dopo cena raramente riuscivamo a reggere oltre le 23:00 (e le discoteche non aprivano prima di mezzanotte), perciò ci accontentavamo di assitere a qualche spettacolo dell’animazione (c’è sia quella dominicana che quella italiana ed organizzavano almeno uno spettacolo ciascuno, uno al Beach e l’altro al Caribe). Una sera siamo stati a vedere Tropicalissimo, lo spettacolo che racconta la storia della Repubblica Dominicana, ma avevamo passato la giornata a Saona, eravamo stanchissimi e la musica era decisamente troppo alta... Un vero peccato! Non abbiamo retto fino alla fine

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