PRAGA: tra divertimenti e arte

Io e l’amico Uccio arriviamo a Praga , provenienti da Budapest dove avremmo dovuto trascorrere tre giorni di movimentata vacanza. Purtroppo le ottimistiche aspettative sulla capitale magiara sono state smentite dalla cocente delusione per la forte apatia e il grigiore ...

  • di palinuro71
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Io e l’amico Uccio arriviamo a Praga , provenienti da Budapest dove avremmo dovuto trascorrere tre giorni di movimentata vacanza. Purtroppo le ottimistiche aspettative sulla capitale magiara sono state smentite dalla cocente delusione per la forte apatia e il grigiore di questa città, evidentemente turbata nel profondo dalle varie dominazioni che si sono susseguite negli anni.

Chiunque porta con sé un minimo di spirito latino si accorge subito della profonda tristezza scolpita sui volti degli ungheresi e della loro assoluta mancanza di comunicazione sia verbale ( nessuno o quasi parla l’ inglese) sia visiva (non incrociano mai lo sguardo e non sorridono di buon grado).

Per questi motivi e per le pessime condizioni atmosferiche decidiamo da un momento all’altro di salire sul treno notturno che collega Budapest a Praga convinti di essere capitati in brutto sogno e che con un semplice “ colpo di reni “ avremmo potuto raddrizzare la nostra vacanza.

I programmi, è bene dirlo subito, sono impostati su delle priorità rigidamente gerarchiche: bagordi notturni in primis ma anche (soprattutto per quel che mi consta) arte cultura e buona cucina.

Alla reception della nostra guest house ci accolgono subito molto bene e nonostante il netto anticipo rispetto alla data comunicata via internet, ci permettono di depositare i bagagli. Le stanze sono molto accoglienti e moderne, peccato che non è previsto il riordino e la pulizia quotidiana e che siano ubicate al quinto piano senza ascensore. Poco male la voglia di conoscere questa città ci fa superare allegramente questi piccoli inconvenienti.

La prima tappa è Piazza San Venceslao dove gustiamo un ottimo cappuccino in una delle tante eleganti caffetterie della città. Poco più avanti notiamo un piccolo negozio della catena Terranova e decidiamo di fare i primi acquisti. Magliettina di tendenza e jeans per me e spolverino leggero made in Romania per l’amico Uccio che lo indosserà sopra un elegante abito per tutta la vacanza.

Il negozio è frequentato da giovani ragazze ceche, per nulla montate o altezzose ma al contrario con un gusto davvero semplice nel vestire che mette in risalto tutta la loro bellezza ed eleganza superiore, a mio avviso, alla media delle ragazze italiane.

Vestono in jeans stretti e attillati perfettamente aderenti con il loro fisico magro e slanciato, tengono molto al manicure e portano in tasca uno stick di lucidalabbra per un tocco di vanità. Prima di partire pensavo che la Repubblica ceca fosse un paese povero, decadente e inflazionato, durante il viaggio ho invece scoperto un mondo di persone fiere ed estremamente colte. I centri commerciali sono affollati di gente del posto, fortemente autonome,privi di pregiudizi e invidie, che spendono volentieri nel vestire, acquistano automobili nuove e di ultima generazione, riempiono le giornate con concerti di musica classica da Vivaldi a Mozart e Bach, hanno un rapporto con gli italiani assolutamente positivo ( spesso si sentono lusingate dai nostri complimenti e ci ricambiano con sguardi e sorrisi di complicità ), chiacchierano tra di loro con dei modi gentili e dei toni pacati mai scorbutici e insofferenti.

Nel pomeriggio torniamo nella nostra stanza per un riposino che dura giusto il tempo di rifocillarci per poi ripartire carichi la sera.

A cena si và al Kolkovna, un ristorantino tipico boemo dove assaggiamo per la prima volta la birra ceca che è buonissima. Il cameriere ci consiglia di terminare la serata al Karlovy Lazne una gigantesca disco a 4 piani che però delude l’amico Uccio ( troppi ragazzini per un uomo di 43 anni suonati). Il secondo giorno si arriva a Namesti Republiky ( Piazza Repubblica) con la metro. Per utilizzare questo mezzo esiste una tessera che non è in vendita ma ti viene regalata insieme al giornale nei sotterranei e si chiama:free card. Tra le varie possibilità c’è quella di usufruire del servizio a qualsiasi ora del giorno e in ogni momento senza spendere una corona. Di ciò ( che sembra una presa in giro ) ne siamo rimasti convinti fino all’ultimo giorno, quando un controllore ci ha rifilato una bella multa di 500 Kc poco più di 15 euro e procurato la classica figuraccia degli italiani imbroglioni( fate il biglietto perciò , sempre!!)

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