Partenza il 23/4/2017 · Ritorno il 24/4/2017
Viaggiatori: 2 · Spesa: Fino a 500 euro

Reggio Emilia, tra storia e sapori

di I viaggi di Ines - pubblicato il

Normalmente, quando pensiamo alle colline, ci viene subito in mente la Toscana con le sue dolci dune che cambiano colore a seconda della stagione e delle colture. I casali in pietra sparsi, i viali di cipressi.

In questi anni di viaggi, ho avuto il piacere di scoprire che anche l’Emilia Romagna vanta una fascia collinare bellissima che si estende poco sotto il Po e che arriva fino all’Appennino Tosco – Emiliano.

L’Emilia Romagna non è solo Pianura Padana, ma una regione completa. Cambia continuamente aspetto, sorprendendoti. I sassi bianchi del letto del Po si alternano ai filari di pioppi. Poi, sparse, ci sono le città ricche di storia, cinte nelle loro mura, con i loro tesori da custodire. Storia e tradizione, come quella per il cibo. Una vera e propria arte. Scendendo verso sud, la pianura si trasforma prima in morbide colline, per poi diventare montagna, l’Appennino. A est il mare, la rinomata Riviera Romagnola celebre per la sua movida.

Oggi vi parlo del mio ultimo viaggio a REGGIO EMILIA.


Reggio Emilia è una piccola perla, racchiusa nella zona a traffico limitato del centro storico dove i veicoli a motore sono banditi per permettere a biciclette e skateboard di circolare in tranquillità e sicurezza. Sotto i porticati e nelle strade che perpendicolari formano le piazze, ferve la vita e c’è un continuo viavai di persone. Per girare il centro fate come i reggiani: abbandonate l’automobile in uno dei tanti parcheggi e muovetevi a piedi! Una giornata sarà più che sufficiente per poter scoprire questa cittadina.

Se vi dovesse capitare di perdervi tra i vicoli, tenete come punto di riferimento la Via Emilia che taglia a metà il nucleo più antico, partendo da Piazza Duca d’Aosta e arrivando fino a Piazza del Tricolore. Reggio è una città piena di angoli e scorci che non vi darà tregua e che vi costringerà a tenere sempre la macchina fotografica a portata di mano.

Difficile stabilire quale tra le tante piazze di Reggio Emilia sia la più bella e la più importante. Credo che ognuna, a seconda del momento della giornata, abbia il suo fascino e il suo ruolo. Piazza San Prospero, ad esempio, ha una doppia vita: quella mattutina quando brulica di persone che rovistano tra le tante bancarelle del mercato e quella pomeridiana, quando lentamente gli ambulanti la svuotano e si trasforma in uno spazio più aperto e tranquillo. Attraversato il Broletto, un portico di collegamento, sarete catapultati in Piazza Prampolini, incorniciata dagli edifici politici più importanti della Città come il Palazzo del Podestà e la Torre del Bordello. Qui, all’ora dell’aperitivo, i tavolini dei bar si riempiono e dovrete stare attenti a non rovesciare il bicchiere di lambrusco che tengono in mano i ritardatari che non hanno trovato posto a sedere. Le Piazze dei Teatri, invece, sono spettacolari prima di cena quando i colori caldi del tramonto fanno da sfondo ai getti d’acqua zampillanti delle fontane e ai Teatri Romolo Valli e Ludovico Ariosto.

Reggio Emilia vanta un grande patrimonio artistico-culturale: l’ampia scelta di Teatri e Musei soddisfa i gusti di tutti. Fate un salto al fornito Ufficio del Turismo (IAT) di Via Toschi: oltre alla mappa della città troverete tanti opuscoli informativi per poter scegliere quali mostre visitare e a quali spettacoli partecipare.

Non dimenticatevi di ritagliare un po’ di tempo per le due tappe d’obbligo: il Museo della Bandiera Italiana che nacque proprio a Reggio nel 1797 e la Biblioteca Panizzi dove, tra gli sguardi curiosi degli studenti chini sui libri, potrete dare un’occhiata al soffitto dell’Aula principale su cui Sol Lewitt ha dipinto un bellissimo affresco.

Nel centro storico non mancano le Chiese. Vale la pena di vedere la Cattedrale di Santa Maria Assunta (il Duomo) soprattutto per la bellissima facciata, la Basilica di San Prospero e la Basilica della Ghiara che al suo interno custodisce preziosi dipinti realizzati da alcuni maestri del Seicento emiliano tra cui il Guercino. Se sarete fortunati, con una breve passeggiata potrete raggiungere e visitare anche lo splendido complesso dei Chiostri di San Pietro, annessi alla Basilica, che vengono aperti occasionalmente per ospitare eventi e manifestazioni. Da non perdere “Hortus” alla fine del mese di aprile, dove i cortili interni si riempiono dei colori e dei profumi di fiori e piante.

Concedetevi una sosta nel piccolo polmone verde di Reggio Emilia, il Parco del Popolo. Un’oasi fresca dove sedersi per sorseggiare una bibita al chioschetto, dove leggere un libro in tranquillità o dove far giocare i vostri bambini.

Consigliata anche una visita ai caseifici in cui viene prodotto il famoso Parmigiano Reggiano, situati a pochi chilometri dal centro. Normalmente non sono aperti al pubblico, se non in occasione della bellissima manifestazione “Caseifici Aperti” a cui ho avuto il piacere di partecipare. Un’occasione per scoprire tutta la filiera che sta dietro la produzione di questo formaggio. Se andrete a Reggio Emilia al di fuori di questa iniziativa, la cortesia e la disponibilità dei proprietari di queste latterie vi permetterà comunque di sbirciare nel retrobottega dove il Parmigiano riposa durante la stagionatura. Potrete anche chiedere di assaggiare questo prodotto conosciuto in tutto il mondo e frutto di una lunga tradizione casearia. Non salutate Reggio Emilia se prima non avrete provato i tortelli o il classico bollito di carne, accompagnati da un bel bicchiere di vino rosso! Solo allora sarà il momento di abbandonare la pianura per immergersi nel verde delle colline e nei sentieri delle Terre Matildiche.

CONSIGLI PRATICI DI VIAGGIO

PERNOTTAMENTO: Consigliatissime le strutture in pieno centro, comode per la posizione. Nella maggiorparte dei casi vi forniranno il pass per l’ingresso in Zona a Traffico Limitato per poter parcheggiare vicino all’hotel.

PASTI: Da non perdere il Ristorante Canossa. L’arredamento si intona all’età media dei camerieri e vi darà l’impressione di essere tornati negli Anni Sessanta. Questo locale pulito offre un servizio pacato e gentile, interrotto dalle esclamazioni di sorpresa dei clienti alla vista del famigerato carrello dei bolliti. Avrete l’imbarazzo della scelta nel decidere tra i tantissimi tipi di carne da abbinare alle salse e al tradizionale purè. Uno spettacolo per gli occhi, ma soprattutto per il palato!

di I viaggi di Ines - pubblicato il