Rajasthan e Nepal in solitaria

Zaino in spalla tra gli imprevisti, in mezzo ai sorrisi e dentro sé stessi

  • di kagno87
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Viaggiare è la mia più grande passione, una vera ragione di vita. Viaggio appena ne ho l'occasione, non importa se vicino, lontano, lontanissimo, da solo, in coppia, con amici.... Negli anni mi sono creato una mappa su cui mi annoto tutti i luoghi interessanti che scopro in internet, tv, libri o per sentito dire, e il mio sogno è che piano piano riuscirò a vederne, se non tutti, almeno la maggior parte. Se vi interessasse dare un occhiata alla mia mappa (sentitevi liberi di scrivermi per segnalare altri posti che mi sono sfuggiti!) la trovate a questo link: https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=z65-C6Bk5ja8.kVi1qtP3Gt6A&hl=it

Questo è il racconto della mia avventura in solitaria in India e Nepal, durata circa 3 settimane in tutto. La scelta di queste destinazioni si è basata principalmente sul fatto che da sempre ho provato una certa curiosità verso questi popoli e culture così radicalmente distanti dagli schemi di pensiero con cui noi conviviamo dalla nascita. Volevo abbandonare per una volta lo stile di vita all'occidentale e, perché no, prendere la scusa per visitare luoghi di assoluto interesse architettonico, storico e culturale. C'è chi per una destinazione del genere si prepara psicologicamente per mesi, a me invece è capitato di svegliarmi una mattina, un paio di settimane prima delle ferie pasquali, dicendo: beh, perché non andarci subito? In quattro e quattr'otto ho organizzato tutto, preferendo buttarmi nella mischia e sfidare un po' me stesso, vedere se ero in grado di uscirne intero. Ancora non sapevo di preciso cosa mi avrebbe aspettato...

TUTTO IL NECESSARIO PER PARTIRE

A livello di vaccinazioni ero già a posto per quanto riguarda epatite A e B, tifo, tetano, polio e difterite, il "pacchetto minimo" per viaggiare. La malaria in questo periodo non minaccia in modo sostanziale il Rajastan, su cui mi volevo concentrare, quindi più che il vaccino (che talvolta provoca un po' di nausea) si consiglia uno spray repellente a base di DEET, come l'Autan Tropical. Il farmacista mi ha dato un altro saggio consiglio, quello di iniziare una settimana prima della partenza una confezione di fermenti lattici in compresse, una al giorno fino al ritorno. Hanno funzionato alla grande, con un po' di fortuna e attenzione ho evitato ogni problema gastrointestinale che spesso affligge che si reca in questi Paesi.

Quindi, prima cosa da fare: ottenere il visto. Per evitare tempi e costi delle agenzie sono passato dal consolato indiano a Milano, che in pochi giorni mi ha recapitato per posta il visto (valido 6 mesi con ingressi multipli, costo circa 90€). Quello nepalese invece si ottiene direttamente all'arrivo in aeroporto pagando 20€ e dura 15gg.

Dopodiché ho scelto le tappe da visitare in base ai percorsi che grossomodo i tour operator propongono per un viaggio di tre settimane. Gran parte si assomigliano; io faccio un po' di variazioni e decido per un itinerario di massima Delhi-Jodhpur-Jaisalmer-Jaipur-Agra-Khajuraho-Varanasi-Kathmandu. Con il senno di poi, posso dire che per apprezzare davvero le incredibili sfaccettature di questi posti è bene sì avere un percorso da seguire, ma il bello sta veramente nel lasciarsi andare e dimenticare tutto il resto, orologio e calendario per primi, assaporando ogni luogo con la gente del posto e partendo per il successivo solo quando ci si sente davvero appagati. Per quanto possa sembrare strano guardando un mercato o una strada affollata, la fretta è una cosa che indiani e nepalesi non conoscono affatto!

Partendo da Torino opto per un volo Alitalia per Roma e da lì un China Airlines per Delhi; il ritorno sarà invece Kathmandu-Torino via Istanbul con la Turkish. Totale dei due voli circa 850€, a cui sommo altri 180€ per i voli interni Delhi-Jodhpur e Varanasi-Kathmandu

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