Rajasthan, la terra dei re

Viaggio in auto con autista attraverso il Rajasthan, Delhi e Agra

  • di balzax
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

27 dicembre 2012 – 7 gennaio 2013

Il viaggio

Finalmente riesco ad andare in India, dopo due tentativi andati a vuoto per imprevisti dell’ultima ora. Per il viaggio ho sfruttalo il periodo tra Natale e l’Epifania, quando gli impegni di lavoro sono più rarefatti a causa delle festività. Il tempo a disposizione era abbastanza limitato, quindi ho scelto di circoscrivere il viaggio alla regione del Rajasthan, nel nord-ovest dell’India, con estensione a Agra nell’Uttar Pradesh e ovviamente a Delhi.

Ho prenotato il viaggio da qui, poi in India mi sono appoggiato a un’agenzia locale trovata su internet, la Swadeshi Journeys di Delhi. Questa soluzione si è rivelata particolarmente azzeccata. Quelli della Swadeshi si sono fatti in quattro per accontentarmi. Nel programma mi hanno messo come alloggi degli hotel a 3 stelle (che vanno benissimo) e qualche haveli (palazzo storico adattato a hotel), auto con autista full-time e spese di viaggio comprese, guida locale in tutte le città visitate, una notte nel deserto del Thar con spettacolo danzante. Il tutto per 95mila rupie (circa 1350 €) che mi pare un rapporto qualità-prezzo decisamente conveniente. Il volo, prenotato con discreto anticipo, è costato 680 € con Lufthansa e Air India via Frankfurt. Lo stesso giro, in questo periodo di alta stagione, veniva offerto da agenzie qui in Italia a prezzi da 2500 € in su, volo escluso. L’autista Rakesh è stato estremamente gentile e paziente, oltre che abbastanza veloce alla guida, compatibilmente con gli standard di velocità permessi dalle strade e dal traffico indiani.

Il Rajasthan राजस्थान... ovvero “La terra dei re”.

Il Rajasthan è uno stato del nord-ovest dell’India, il più grande del paese. Ha una superficie di 340.000 kmq (un po’ più dell’Italia) e una popolazione di circa 65 milioni di abitanti, con una densità di 190 ab./kmq che è tra le più basse in India. Ciò è dovuto al fatto che il territorio rajasthano è occupato in gran parte dall’inospitale deserto del Thar e che molte zone lungo il confine con il Pakistan sono militarizzate.

Gli abitanti originari del Rajasthan sono detti “rajput”. Gente fiera e di tradizioni guerriere, che nei secoli passati affrontava una battaglia dopo l’altra. In effetti lo stato è il più occidentale dell’India, quindi il più vicino all’Asia musulmana. In tempi di guerre di religione è stato più volte invaso dai musulmani (da Ovest), dalle orde mongole (da Nord, anche Gengis Khan è passato da qui) e dai moghul dell’India dell’Est. I principi del Rajasthan (maharajah) passavano gran parte della loro esistenza a guerreggiare ora contro un nemico, ora contro un altro, e in mancanza di meglio combattevano contro i maharajah vicini. Nel frattempo, trovavano il modo di erigere fortezze gigantesche con tanto di muraglia e bastioni, e grandiosi palazzi riccamente e meravigliosamente arredati. Peraltro, i maharajah nei palazzi ci passavano poco tempo, visto che erano sempre in giro a combattere, per cui i palazzi fungevano essenzialmente da dimora per le spose dei principi (da 3 fino a un massimo di 44 concubine per il rajah di Jodhpur). La vita delle mogli del rajah era ovattata e privilegiata, ma alquanto a rischio perché legata a filo diretto con quella del marito guerriero: se questi moriva in battaglia, volenti o nolenti le consorti dovevano anch’esse togliersi la vita per accomunare il proprio destino a quello del marito ucciso.

Questa terra è piena di meraviglie che stupiscono il visitatore quasi al punto da intontirlo: in uno scenario naturale difficile e affascinante, i rajput hanno saputo costruire templi, fortezze e palazzi, che sorgono come dal nulla, dalle sabbie del deserto o arroccati su impervi contrafforti di montagna. La ricchezza delle decorazioni dei palazzi e delle case fa rimanere mille volte a bocca aperta, e come me vi chiederete spesso: ma come hanno fatto? ma quanto tempo ci hanno messo? ma è legno o pietra? Le splendide haveli affrescate dello Shekhawati; i forti e i palazzi di Jodhpur, l'affascinante città blu; di Jaipur, l'elegante città rosa; di Jaisalmer, la città dorata che si erge ai margini del deserto; della romantica Udaipur, con i bianchi palazzi adagiati sulle rive del lago, sono solo alcune delle testimonianze di un fulgido e ricco passato in cui la maestosità si contrappone alla semplicità dei piccoli villaggi sperduti nell' immensità del deserto

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Commenti
  1. Robbtip
    , 28/8/2015 12:22
    Aggiungo anch'io, volentieri, un commemto a riguardo del mio recente viaggio in India.

    Dodici giorni indimenticabili, dal 17 al 29 aprile, impregnati di emozioni speciali.

    Grazie all'eccellente organizzazione della Swadeshi journeyse alla cortesia e flessibilitá di Girish abbiamo apprezzato tradizioni, cultura e archeologia di questa affascinante nazione.

    Comodamente aloggiati, per nostra scelta, in hotel a 5stelle e trasportati a bordo del confortevole minibus dell'agenzia abbiamo scandagliato il cuore dell'India da Nuova Delhica Varanasi.

    Personalmente se dovessi rifare questo viaggio lo rifarei identico.

    I siti archeologici erano tutti interessantissimi e le strutture che ci hanno ospitato sono semore state all'altezza delle nostre aspettative.

    Chi riterrá di visitare l'India appoggiandosi alla Swadeshi potrá farsi condigliare dal bravo Girish (info@swadeshijourneys.com) e resterá sicuramente soddisfatto del servizio.
  2. bertol
    , 9/4/2013 15:49
    Ho fatto una decina di viaggi in India nell'arco di trent'anni e voglio consigliare a chi non sopporta i ritmi forzati dei tour organizzati ma anche non se la sente di fare un totale faidate di ricorrere ai drivers. Negli ultimi viaggi, avanzando l'età, mi preparo il viaggio ed i luoghi da visitare (ed eventualmente gli hotel) e poi telefono o mando email a due straordinari drivers, saltando tutte le intermediazioni. Con circa 50 euro al giorno (auto + benzina ed autostrada +guidatore e suo vitto e alloggio) posso viaggiare dove e quando voglio. Sono due guidatori professionali e responsabili,di grande disponibilità, parlano un semplice inglese, e conoscono a memoria il Rajastan, il Gujarat, l'Himala Pradesh ed il Punjap, oltrechè le città più importanti del nord come Agra e Varanasi. Uno si chiama Vivek, simpaticissimo, un bramino ovunque ben accolto anche nei villaggi più sperduti (il suo email è: vivek_hathila@yahoo.co.in ) ; l'altro si chiama Vipin . Li consiglio vivamente, vi vengono a prendere in aereoporto o hotel e vi riportano all'aereoporto alla fine del viaggio. E il costo si ripaga con i soli loro suggerimenti su dove dormire e dove mangiare.

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