I mille colori dell'India

Attraverso il Rajasthan e poi fino ad Agra e Varanasi

  • di Ste65
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 
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Non ci possiamo credere! Non e’ possibile! Ma come avete potuto? Sono questi alcuni dei colorati commenti di amici e conoscenti alla notizia che quest’anno non saremmo stati in Africa. Gia’, proprio così: noi, amanti all’inverosimile dell’Africa, in questo 2009 non metteremo piede (come annualmente succede da molto tempo oramai) sul suolo del continente nero. Infatti abbiamo deciso di andare in…India! L’immenso Paese asiatico ci accoglierà’ per 18 giorni durante i quali effettueremo un lungo tour partendo da Delhi per attraversare il Rajasthan, arrivare ad Agra e scendere poi fino a Varanasi, l’antica Benares, citta’ sacra per eccellenza per la popolazione Indù.

Per questo viaggio ci siamo affidati alla Wadi Destination di Marco e Mara (l’agenzia è a Cernobbio), ai quali ci eravamo rivolti nel 2006 per il nostro secondo viaggio in Madagascar. Poiché allora fu un viaggio bellissimo, indimenticabile e ben organizzato, abbiamo così deciso di dare loro fiducia anche in questo caso. Anche questa volta tutto è andato benissimo e abbiamo sempre avuto una ottima assistenza per tutta la durata del tour. Partiamo il 3 settembre da Milano per Parigi e da qui per Delhi. Il volo intercontinentale dura meno di 9 ore. L’arrivo a Delhi e’ in perfetto orario, anzi pure un po’ in anticipo. Piove forte. L’aereo, però, non atterra subito ma effettua alcuni giri sopra la capitale per una ventina di minuti e poi finalmente scende sulla pista. Sarà stata la forte pioggia, qualche altro aereo che doveva atterrare prima di noi o chissà cos’altro, tant’è che il nostro anticipo e’ svanito. Poi una volta a terra altra sorpresa: non ci fanno sbarcare, dobbiamo aspettare ancora un po’prima che il comandante riceva comunicazione di dove parcheggiare l’aereo.

Finalmente dopo una buona mezz’ora ci fanno scendere. Il ritiro bagagli in compenso avviene piuttosto velocemente e così pure il controllo passaporti, anche se prima dobbiamo compilare e sottoscrivere un modulo in cui si dichiara di essere in buona salute, di non provenire e di non aver visitato recentemente Paesi colpiti dalla cosiddetta “nuova influenza”.Il tutto avviene davanti ad una telecamera all’infrarosso che rileva la temperatura corporea di tutti i passeggeri. Il timore che venga introdotto questo nuovo virus è davvero alto. Terminate le pratiche doganali, ci avviamo verso l’uscita, dove troviamo il rappresentante del Tour Operator locale (la Sita) ad attenderci con un vistoso cartello con i nostri nomi. Conosciamo subito anche il nostro autista che ci accompagnerà nella prima parte del viaggio, in Rajasthan. Si chiama Amarnad, è un signore sulla cinquantina e si dimostra subito molto gentile, disponibile e serio. Ci accolgono con un caloroso “welcome to India, here everything is possible!” e ci mettono una ghirlanda di profumatissimi fiori al collo. Partiamo subito verso il nostro Hotel (Ramada Plaza, buono) a circa 25 km dall’aeroporto.

Qui, prima di prendere possesso della nostra sospirata camera, incontriamo un altro rappresentante del Tour Operator locale, che ci consegna i vari voucher degli alberghi, dei trasferimenti, delle guide locali, i biglietti del treno ,numeri di telefono utili, ecc. Con lui controlliamo il tutto, facciamo un riepilogo delle tappe del nostro tour e quindi finalmente (è oramai l’una e mezza!) andiamo a riposare. E’ stata una lunghissima giornata. Ora un po’ di riposo è davvero quello che ci vuole. L’indomani mattina alle 9 inizieremo in nostro tour: come da programma visiteremo una parte di Delhi (completeremo la visita al ritorno l’ultimo giorno) e poi via verso Mandawa, la nostra prima tappa, nella regione dello Shekhawati, distante circa 280 km che per percorrere saranno necessarie più di 6 ore!

Puntualissimi alle 9 ecco ad attenderci il nostro autista Amarnad e la guida locale, che ci accompagnerà in questa prima parte di visite nella Capitale. Il primo monumento che visitiamo è l’India Gate, la Porta dell’India: simbolicamente è come se entrassimo in questo immenso Paese. Questo monumento, un grande arco alto circa 42 metri, è stato costruito per rendere omaggio alle migliaia di soldati indiani caduti durante la prima guerra mondiale e nella guerra contro l’Afghanistan nel 1919

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Commenti
  1. ioares2011
    , 4/2/2011 00:23
    <b>.... Ma, se sono io a seguire i tuoi consigli? Continua a cercare lince, vedrai quante cose scopriremo assieme, quanti altari e altarini, quanti interessi diretti ed indiretti celati sotto false spoglie e alias di ogni genere. Continua a cercare, sii coerente con il tuo impegno!!! Se voi, ci aggiorniamo fra una settimana e vediamo a che punto siamo! </b><b> Saluti e buon lavoro!!!</b>
  2. lalincedellarete
    , 3/2/2011 22:18
    Forse......., avranno preso esempio da te!
  3. ioares2011
    , 3/2/2011 21:49
    ***TOC TOC REDAZIONE**** MESSAGGIO AUTOPROMOZIONALE!!!!!

    "ci siamo affidati alla Wadi Destination di Marco e Mara (l’agenzia è a Cernobbio), ai quali ci eravamo rivolti nel 2006 per il nostro secondo viaggio in Madagascar". Tutto il resto è da copione. Complimenti!!!!! Che dire?

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