Messico e Tikal

Un viaggio avventura in Quintana Roo, Campeche, Chapas e Yucatan e una straordinaria escursione a Tikal. Siti maya, cultura, popoli, mare e natura

  • di Roberto Agnelli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Siamo in due, mia moglie ed io, e come al solito il nostro viaggio è “fai da te”. Dopo anni che vogliamo andare in Messico quest’anno per una serie di motivi, riusciamo finalmente ad organizzarci per farlo nel periodo climaticamente migliore.

Il mio diario è un atto dovuto, visto che ormai per organizzare un viaggio utilizzo di più i resoconti dei privati piuttosto che le guide. Un grazie, quindi, a chi li scrive e ai siti che li accolgono.

Tenterò di essere il più concreto possibile in modo da poter essere utile più che altro ai fini pratici per superare tutti i dubbi che si presentano quando si organizza un viaggio come questo. Per quanto riguarda costi, alberghi e ristoranti il tutto verrà riepilogato al termine del diario, mentre cercherò di non dilungarmi sui siti visitati perché più che descritti nelle guide, in questo caso parlano forse di più le fotografie, alcune delle quali, se volete, potete vederle al seguente indirizzo: www.flicckr.com/photos/agroberto.

1 Marzo: Milano-Cancum

Partenza da Milano per Cancun con due transiti, il primo a Madrid il secondo a Miami. Ho tentato in tutti i modi di evitare il transito negli Stati Uniti per i noti motivi di dogana, ma purtroppo senza riuscirci. In effetti le pratiche doganali sono lunghissime ed estenuanti con lunghissime file e senza dare alcuna priorità a chi ha delle coincidenze. In particolare al rientro siamo riusciti a prendere la coincidenza all’ultimo minuto praticamente con l’aereo già con i motori accesi, nonostante avessimo oltre due ore e mezza di tempo. Ricordo per chi non lo sapesse che per transitare negli Stati Uniti è necessario preventivamente compilare on line il permesso di entrata “Esta” sull’apposito sito ufficiale (https://esta.cbp.dhs.gov/esta/application.html?execution=e1s1) evitate gli altri che fanno pagare commissioni esagerate. All’arrivo all’aeroporto abbiamo ritirato immediatamente l’auto noleggiata in modo da evitare spese assurde di taxi che ti portano in città. Arrivare in centro è facilissimo visto che si tratta di un lunghissimo rettilineo. Qui abbiamo individuato l’ Hostal Haina prenotato dall’Italia e finalmente ci siamo messi a dormire.

2 Marzo – Cancun – Valladolid – Ek Balam – Chichen Itza (250 Km ca.)

Prima di affrontare il nostro primo tratto andiamo a prelevare in uno dei tanti bancomat e senza particolari problemi partiamo (per nota: i bancomat chiedono commissioni abbastanza onerose per ogni prelievo e cosa un po’ particolare alle volte ci si trova in un locale molto piccolo dove entrano più persone e stanno in fila a pochissima distanza da chi preleva, inoltre il ns. codice è di cinque cifre, mentre la macchina sembra ne accetti solo quattro – digitarlo per intero comunque). Per fare questo tratto decidiamo di evitare l’autostrada e la scelta ritengo sia stata più che buona visto che oltre a risparmiare possiamo cominciare ad addentrarci nella vita locale, costituita da tanta gente in strada, animali, biciclette, attività di ogni genere, in particolare tantissimi che fuori dalla loro porta di casa si sono creati dei barbecue per vendere pollo asado (allo spiedo). I primi dissuasori (tope) non sono al momento più fastidiosi di tanto ci accorgeremo poi strada facendo quanti ne troveremo. Prima tappa Valladolid, piccola cittadina coloniale dove mangeremo uno spuntino in uno dei tanti ristori e passeremo un paio di ore. Ek Balam dista qualche Km., è un sito interessante soprattutto perché è il primo che visiteremo, ma rivedendo poi dopo averne visti tanti altri forse non vale la pena se non si ha molto tempo. La salita comunque della prima piramide allena le gambe e soprattutto la vista dall’alto a dir poco impressionante. Arriviamo infine a Chichen Itza per pernottare al secondo hotel prenotato dall’Italia il Dolores Alba, facilmente individuabile, praticamente ci sbattiamo contro venendo dalla strada di Valladolid. (Per le note sugli alberghi a fondo diario le ho riepilogate tutte)

3 Marzo – Chichen Itza – Izamal – Ticul (250 km. ca.)

Come da più parti consigliato ci presentiamo all’ingresso del sito all’apertura (orari 8 – 17) e faremo bene prima di tutto perché eviteremo le fiumane di turisti che arrivano dalla costa e poi perché il sole a quell’ora è già alto. Non mi dilungherò sulla bellezza del sito, che visitiamo in circa tre ore. Partiamo a questo punto alla volta di Izamal per vedere il convento di Sant’Antonio de Padua (bellissimo il suo colore giallo vivo). La cittadina è anche questa coloniale, ma non le dedichiamo più di tanto anche perché la strada per arrivarci è stata abbastanza lunga, non tanto per le distanze, ma perché le segnalazioni mancano e perché si passa spesso attraverso i paesi. Arriviamo alla sera a Ticul e troviamo il nostro alloggio (l’ultimo che avevamo prenotato dall’Italia)... una cabana spartana inserita in un piccolo parco gestito da una signora francese.

4 Marzo: Uxmal – Campeche (Km. 160

La prima tappa di oggi è Uxmal che si trova a pochissimi km. Anche qui ci presentiamo prima di tutti. Alle 8 aprono con calma la biglietteria ed entriamo. Il posto è ancor più entusiasmante di Chichen Itza, qui vediamo oltre alle costruzioni anche gli innumerevoli iguana. Il sole è alto nel cielo blu terso e decidiamo di salire anche sulla piramide più alta senza mai guardarsi indietro, quando si è in cima la vista è spettacolare, ma la preoccupazione di dover scendere è davvero forte. Le scale sono ripidissime e strette sembra neanche di vederle, ma piano piano riusciamo a scendere. Tra tutte quelle che abbiamo fatto questa è sicuramente la più impressionante e direi pericolosa. La visita è talmente coinvolgente che il tempo passa senza che ce ne accorgiamo così arriviamo a Campeche solo nel pomeriggio e decidiamo così di fermarci per la notte, in quanto non sappiamo cosa poi troveremo lungo la strada. Campeche è una cittadina molto ben tenuta e risistemata con i fondi dell’Unesco e le vie sono un arcobaleno di case colorate. Vale certamente la pena di visitarla

  • 6694 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social