Tre giorni in Alta Pusteria

In montagna tra belle camminate e ottimo cibo

  • di m.niselli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

FUGA INFRASETTIMANALE FRA LE MONTAGNE DELL’ALTA PUSTERIA

Alla ricerca delle Drei Zinnen 5 gennaio 2016

Abbiamo improvvisato questo viaggio approfittando di un breve periodo di riposo infrasettimanale: ciò ci ha consentito di evitare la “bolgia” del weekend e di godere di panorami sensazionali, grazie anche alle buone condizioni meteo. Purtroppo quest’anno la neve si è fatta desiderare e ha creato un paesaggio strano caratterizzato dai colori bianco ottico delle neve e giallo “secco” dell’erba riarsa dalla siccità.

Partiamo da Treviso alle 8: il viaggio prevede un tratto di autostrada (A27) con uscita al suo termine (Belluno) per poi proseguire lungo la statale che porta ad Auronzo (attenzione a non finire a Cortina!) e poi al Passo Monte Croce. In circa 2h15m si arriva ad Sesto, immediatamente dopo il Passo.

L’impressione iniziale è di essere in Austria, e così è! Abbiamo infatti scoperto che, almeno geograficamente parlando, saremo in Austria, in quanto i comuni di Sesto e San Candido fanno parte del bacino idrogeologico della Drava, che sfocia sul Danubio. Tutto il paesaggio suggerisce Austria: le finestre delle case sono bianche e rosse, sventola la bandiera con l’usbergo degli Asburgo, i negozi riportano le scritte Backerei. Nulla di diverso dal solito Alto Adige, ma ci pare quasi più austriaco del solito.

Decidiamo di trascorrere la nostra prima giornata in Val Fiscalina. Prima di arrivare a Sesto si trova un piccolo paese chiamato Moso: all’arrivo in paese si gira a sinistra, si passano gli impianti di risalita della Croda Rossa fino ad arrivare al termine della strada. Parcheggiata la macchina al Piano Fiscalina (3 euro al giorno) si prosegue a piedi lungo una strada forestale in piano per circa tre quarti d’ora fino ad arrivare al Rifugio Fondovalle (85 metri di dislivello, lunghezza 3 km). La passeggiata è adatta alle famiglie.

Siamo arrivati al rifugio molto presto per cui decidiamo di proseguire all’esplorazione della valle: arriviamo ad un bivio che conduce da un lato al Rifugio Locatelli, il più famoso e forse uno dei più bei rifugi delle Dolomiti, situato ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. Leggiamo i cartelli che riportano un cammino di 3 ore, ma non ci facciamo spaventare, in fondo siamo ottimi camminatori. Purtroppo non siamo attrezzati per una passeggiata molto tecnica: non abbiamo le scarpe adatte, le racchette e nemmeno una adeguata scorta di cibo e acqua. La nostra avventura termina dopo un’ora di scarpinata, spinti dall’entusiasmo di riuscire a scorgere almeno un pezzetto delle Tre Cime. Il sentiero che conduce al Locatelli è impervio, sempre in salita e pieno di crode. Siamo in difficoltà soprattutto in discesa a causa del ghiaccio e scivoliamo più di una volta rischiando di farci male. Il paesaggio merita per il ghiaione alla nostra sinistra e soprattutto per il silenzio assoluto che sembra quasi assordante.

Sconsolati facciamo marcia indietro verso il rifugio: siamo sudati fradici e fa freddissimo, inutile allungare il passo per il pericolo di scivolare, per cui il freddo ce lo prendiamo proprio tutto! Quando arriviamo al rifugio Fondovalle ci accorgiamo che il sole non illumina la valle e siamo all’ombra e inoltre i posti all’interno del locale sono pochi. Se arrivate all’ora di punta non esitate ad entrare e a prendervi un posto a sedere! Noi abbiamo mangiato sotto il portico: un buon piatto di canederli e gulasch ristora velocemente i nostri animi! Terminiamo il pranzo con un brulè di mele (buonissimo!) che ci riscalda le ossa, quindi ci rimettiamo in marcia direzione albergo.

Abbiamo prenotato una zimmer in una Gasthaus sul Monte Elmo, che si erge sopra Sesto (dieci minuti di macchina con tornanti). Il nome dell’albergo è Gutl Heini: ci apre la porta la tipica signora austriaca montanara, gentile ma asciutta. Ci fa salire una scala di legno e ci accompagna in camera: non potevamo chiedere di meglio! La camera è tutta coperta di legno e ha il bagno privato. Semplice e pulitissima. La signora ci dice che per mangiare possiamo andare al vicino Hotel Panorama che ha un buon ristorante oppure scendere in paese. Ci rendiamo conto che il panorama da quassù è straordinario: abbiamo davanti ai nostri occhi la famosa “Meridiana di Sesto”, di cui capiremo il significato l’indomani.

Ci riposiamo un po’: siamo in viaggio senza sosta da ore e ci concediamo un break

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