Tra Italia e Austria

Val Pusteria e dintorni

  • di Laura&Gianni
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Siamo Gianni e Laura, amanti del viaggio, della natura, della montagna e quest’anno, per le nostre vacanze, abbiamo voluto unire queste passioni, rimanendo nei confini italiani o quasi.

Siamo in Val Pusteria e poco ci divide dall’Austria; in effetti Prato alla Drava (frazione di San Candido), dove abbiamo affittato un bilocale per 2 settimane, è a circa 500 metri dal confine austriaco. Oggi il confine non esiste più, gli edifici sono quasi del tutto abbandonati e si ha una sensazione di estrema tristezza… per fortuna appena poco oltre ecco il primo paesino con casette in fiore, negozi e l’immancabile benzinaio... la solita vita insomma che per nulla si differenzia da quella che si vive poche centinaia di metri prima, in suolo italiano… evviva l’abolizione di tutti i confini.

Il nostro arrivo in terra tirolese non è stato dei migliori dal punto di vista meteorologico, vento piuttosto forte e pioggia… ma siamo certi migliorerà!

Ma il giorno successivo ancora non cambia, quindi decidiamo di conoscere i dintorni tra cui spicca il Lago di Braies uno specchio d’acqua così verde da assomigliare ad uno smeraldo incastonato tra montagne, di notevole bellezza, che si specchiano possenti nelle sue acque. Si può percorrere tutto il perimetro del lago attraverso un bel sentiero, circa 1h di cammino tranquillo soffermandosi, perché no, in alcuni angoletti davvero graziosi per una foto di effetto. E poi ecco i paesi di San Candido e Dobbiaco, davvero 2 piccoli gioielli con i loro borghi antichi e, in particolare, ci ha colpito la chiesetta dedicata proprio a San Candido, bellissimo esempio di architettura romanica (in questo caso la più famosa e meglio conservata del SudTirolo), e la crocifissione lignea conservata al suo interno, illuminata da un semplice ma suggestivo rosone.

Anche oggi, mercoledì, il tempo non è clemente… che fare??? Va bene sconfiniamo e cerchiamo qualche angoletto simpatico nel cosiddetto OstTirol. Il paesaggio cambia poco da quello in terra italica, anche la pioggia comunque ha il suo fascino, osservando attentamente dal finestrino dell’auto ci sembra proprio che i colori non si spengano a causa delle nubi piuttosto grige, anzi, sembrano quasi ribellarsi all’arrivo inesorabile dell’autunno: il verde non è uno solo ma esplode in mille sfumature diverse da quello scuro e intenso delle conifere a quello più brillante dei prati e delle siepi che circondano le case con i balconi in legno di un marrone così scuro da assomigliare ad una tavolozza su cui si posano i colori più accesi e vivaci dei fiori: rosso, giallo, viola, arancione, blu… il pittore può davvero sbizzarrirsi!!!

Giovedì, indovinate un po’.. piove… sigh sigh! Però la nostra padrona di casa, nonché gestore del negozio di alimentari sotto casa, ci avverte che spesso se in Italia piove, in Austria può esserci bel tempo… allora non aspettiamo oltre e partiamo: la meta è il Grossglockner Glacier in Carinzia esattamente nel parco degli Alti Tauri; in realtà questo è il nome del massiccio in cui si è formato questo ghiacciaio chiamato Pasterzen. Il tragitto è piuttosto lungo, ma dopo aver oltrepassato Lienz, ecco che inizia la strada panoramica che conduce al parco naturale (pedaggio di ingresso per un giorno Euro 28). L’aria è fredda e piove.. che novità!! Però questa volta non ci fermiamo, gustiamo un cappuccino caldo presso la tavola caldo sul piazzale dove è posta anche una lapide in ricordo dell’Imperatore Francesco Giuseppe e della sua amata sposa l’Imperatrice Elisabetta, a molti più nota come Sissi, che qui arrivarono nel 1856; inoltre, al centro ecco una barca in legno per ricordare a tutti che il ghiacciaio, in epoca lontanissima, era un lago! Ed ora eccoci percorrere il sentiero (ca. 1 km) che ci condurrà ai piedi del ghiacciaio anzi no proprio sul ghiacciaio;, si può camminare sul ghiaccio vivo e avvicinarsi, con cautela, ai seracchi più vicini. Lungo il sentiero notiamo dei cartelli che indicano quanto, a partire dal 1975, si sia ritirato il ghiacciaio e l’effetto è, secondo noi, devastante perché in 40 anni si è davvero creato un abisso

  • 28714 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social