Puglia, il regno della buona tavola

Ceglie Messapica, Carbinia e Carovigno: gustosi presidi slow food da scoprire nelle terre del brindisino

 

Si arriva e già dal cartello stradale di benvenuto s’intuisce che si sta per entrare in una roccaforte del gusto: “Benvenuti a Ceglie Messapica, città d'arte e terra di gastronomia”. I ristoranti (è una tra le cittadine italiane con la più alta percentuale di locali stellati in rapporto alla popolazione) si susseguono nei vicoli del centro storico, di un bianco accecante, ciascuno con la propria specialità. Ma ogni menù si conclude golosamente con i “Pescquett”, ovvero i biscotti cegliesi, di forma quadrangolare irregolare, che hanno ottenuto il riconoscimento di “Presidio” da parte di Slow Food e rappresentano una sorta di simbolo cittadino (un tempo immancabilmente presenti nelle bomboniere di nozze). Al centro il biscotto è screziato di confettura di marmellata di ciliegia o di amarena, con la glassa a base di zucchero (o al naturale senza glassa) e un mix di mandorle tostate, ovviamente il tutto passato in forno. Si racconta che fu una suora, di nome Antonina, a trovare all’interno di un vaso questa ricetta. L’ingrediente fondamentale resta la mandorla che possibilmente deve essere della zona. Sepp d'Amic, Spappacarnale, Sciacallo, Zia Pasqua, Gianfreda, Mingunna sono alcune delle varietà di mandorle ancora presenti sul territorio di Ceglie Messapica: pare ne esistano ancora 40, ridotte però a pochi esemplari. Poi, per smaltire tante bontà, si può passeggiare fra le stradine del borgo medievale, fatte di “chianche” (lastrichi in pietra), fino al Castello Ducale, con la svettante Torre Quadrata, che risale all’anno mille. Poco distante la Chiesa barocca di San Domenico della scuola del Bernini.

A pochi chilometri da Ceglie (circa una ventina) si trova Carovigno, un paese ancora poco conosciuto dal turismo di massa ma che ha in serbo diverse sorprese. A iniziare dal nome, che deriva dal messapico Carbinia (dal greco “Carpinia”, che significa “fruttifera”) e sottolinea la sua caratteristica preminente di essere ricca di olio (gli uliveti secolari si estendono a perdita d’occhio), vino, mandorle e fichi. Il centro storico del paese è un pullulare di vicoli che si intersecano fra loro, raggomitolandosi fino ad arrivare alla parte più in alto, dove fa bella mostra di sé il castello Dentice di Frasso, che presidia la porta nord verso la vicina Ostuni e il fianco occidentale verso il mare. Della città messapica restano tracce delle mura, visibili alle spalle della Chiesa Nuova e della necropoli. Anche Carovigno vanta un presidio Slow Food, il pomodoro “fiaschetto”, così chiamato perché la sua forma ovale e il colore rosso intenso ricordano vagamente un fiasco di vino. Dolce e succoso, ottimo sulla bruschetta ma anche semisecco o per la passata.

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