Tutti i colori della Provenza

Una terra ricca, suggestiva e che sa di poter fare colpo con una certa facilità grazie ai suoi graziosi paesini medievali arroccati sulle colline, ai suoi campi di lavanda (che prima o poi fioriscono), ai gustosi piatti regionali...

  • di tus-operator
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro

Le nuvole sembrano pian piano allontanarsi quando arriviamo a SAINT PAUL DE VENCE (durata viaggio da Bergamo circa 4.30 ore), la nostra prima tappa, voluta per spezzare un po’ il lungo percorso fino al Luberon. Troviamo subito parcheggio (a pagamento) nei pressi di place des Boules dove, al ritorno, assisteremo ad una partita di bocce combattuta da alcuni arzilli abitanti del paese. In giro ci sono pochi turisti e l’aria fresca del mattino è carica del profumo delle vacanze… e ci lasciamo condurre da esso lungo le medievali stradine del borgo, cariche di botteghe artigianali, di negozietti di souvenir e di gallerie d’arte. Il paesino è davvero piccolo ma è di una bellezza incredibile! E’ tanto bello passeggiare per le sue viuzze, ascoltando il gorgogliare dell’acqua delle fontane o il racconto delle pietre antiche delle case, che Moira quasi si scorda di cercare un posticino per la colazione. Ma non dura a lungo così, arrivati nella piazza principale, troviamo un piccolo bar dove prenderemo il primo café au lait (caffelatte) e il primo croissant (rigorosamente vuoto ma carico di burro) della vacanza. Curiosiamo nella pacifica e romanica Collégiale de la Conversion-de-Saint-Paul e in alcune gallerie d’arte che espongono pezzi di tutto rispetto (tra cui alcune opere di Mirò, Warhol e Roy Lichtenstein). Dopo un’ora e mezza abbiamo esplorato praticamente buona parte del borgo così, ampiamente soddisfatti per la prima visita e desiderosi di continuare il cammino (sono necessarie 3 ore per raggiungere il Luberon), ritorniamo in auto.

La musica ad alto volume e il chiacchiericcio incalzante ci rapiscono completamente finché un’auto ci sorpassa, ci fa dei cenni timorosi indicando la nostra ruota e interrompe la magia del momento. Maria mette la testa fuori dal finestrino e constatiamo con preoccupazione che la ruota anteriore della nostra auto è decisamente a terra. Essendo un’auto con GPL non abbiamo il ruotino di scorta e siamo costretti a dirigerci alla torretta SOS della piazzola di sosta dell’autostrada per chiedere soccorso in un francese scimmiottato. Appoggiati al guard rail la mettiamo sul tragicomico, mangiamo una merendina e prendiamo un po’ di sole mentre attendiamo l’arrivo del carro a trezzi che, una volta sopraggiunto e caricata l’auto sul mezzo, ci porta presso un gommista dei dintorni (fortunatamente aperto il sabato pomeriggio). Per essere a metà del primo giorno il bilancio non è male: 180 euro per il rimorchio e 230 per il cambio delle due ruote anteriori… iniziamo bene!

Nonostante gli imprevisti, con un’abile variazione al programma, riusciamo a rispettare comunque la tabella di marcia. Arrivati all’ABBAZIA DI SENANQUE, nei pressi di Gordes, ci attende un’altra triste sorpresa (anche se, in fondo, ce l’aspettavamo): la lavanda, a causa della brutta stagione primaverile, non è ancora fiorita! Nooooo! E’ davvero un gran peccato perché l’abbazia è collocata in un luogo davvero magico, ai piedi di una piccola vallata costellata di campi di lavanda … ma senza fiori. Entrati nell’edificio religioso ci aggreghiamo al tour guidato (obbligatorio e in lingua francese) delle ore 16 (ticket 7€, info su www.senanque.fr) che ci porta alla scoperta della maestosa ma semplice architettura dell’ordine cistercense, basato sulle privazioni e sulla funzionalità (come si può ben vedere anche negli interni dell’edificio). Il chiostro, con le sue belle colonne decorate, rappresenta certamente l’elemento di maggiore interesse del complesso. La visita dura circa 50 minuti e, a mio avviso, è piuttosto piacevole ed interessante. Non aspettatevi però di vedere grandi opere d’arte o interni opulenti perché ne rimarreste delusi

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