Un Capodanno insolito nella Città d’Oro

A zonzo per la magica Praga passeggiando sul Ponte Carlo e nelle piazze, visitando monumenti, quartieri, castelli e il Muro di John Lennon

  • di alex 77
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Il mio ragazzo ed io volevamo fare qualcosa di speciale per Capodanno, così ci siamo rivolti alla nostra agenzia di fiducia e nel mese di giugno abbiamo prenotato la vacanza. Era già da tempo che volevamo visitare la capitale ceca, ma non riuscivamo mai a trovare un volo da Pisa ad un orario che ci permettesse di arrivare in treno all’aeroporto. Per fortuna ne abbiamo trovato uno! Spendendo il giusto ci siamo concessi questo magnifico break di Capodanno.

Passeggiata sul Ponte Carlo by night

Appena arrivati all’aeroporto di Praga abbiamo prelevato i soldi dalla nostra postepay in banconote ceche (una cifra che ci potesse bastare per la durata del viaggio); questa decisione si è rilevata azzeccata dato che in Italia era molto difficile riuscire ad effettuare il cambio. Inizialmente non riuscivamo a prelevare ai bancomat Atm, così abbiamo cercato un altro tipo di bancomat (Unicredit) e siamo finalmente riusciti a ritirare le nostre banconote ceche con una commissione di 5 euro (prelevando una cifra di 200 euro a testa abbiamo risparmiato tempo e denaro).

Successivamente, abbiamo ritirato la card per i mezzi pubblici e musei (prenotata precedentemente dall’Italia) all’interno dell’aeroporto ad un costo di 75 euro a testa per 4 giorni; la nostra card sarebbe stata valida dal giorno successivo, così abbiamo comprato un biglietto per l’autobus 119 che ci avrebbe portato al capolinea al costo di 32 corone con validità di 90 minuti. Una piccola osservazione sulla card, valutando i vari costi d’ingresso per le attrazioni che abbiamo visitato, più i biglietti della metro (in tutto abbiamo speso meno di 40 euro), siamo giunti alla conclusione che non ci è convenuto prendere la card, anche perché avevamo pochi giorni a disposizione ed alcuni monumenti che volevamo visitare non li abbiamo visti a causa della mancanza di tempo, quindi valutate bene in base ai monumenti ed i musei che volete visitare ed al tempo a disposizione.

Arrivati al capolinea, abbiamo preso la metro (sempre con il solito biglietto per l’autobus) e siamo scesi alla fermata Malastronska in zona Mala Strana (sono all’incirca 3-4 fermate); per tutto il tragitto dall’aeroporto alla fermata della metro abbiamo impiegato circa 40 minuti. Appena scesi dalla metro ci siamo imbattuti nell’area gelida e nel buio più totale delle cinque del pomeriggio. Il freddo era pungente (4 gradi), ma rispetto ai giorni successivi dove la temperatura sarebbe arrivata a -6 gradi, diciamo che abbiamo avuto il tempo di ambientarci… Zaino in spalla abbiamo percorso qualche chilometro a piedi per arrivare al nostro albergo: il Best Western Kinsky Garden in zona Mala Strana, decisamente un bell’albergo 4 stelle, al di sopra dei nostri standard, ma al momento della prenotazione costava meno di un 3 stelle, così ne abbiamo approfittato! Lasciato lo zaino in camera, ben equipaggiati per il freddo, abbiamo fatto una passeggiata lungo fiume fino ad arrivare alla famosa Casa Danzante ed al suggestivo Ponte Carlo con le luci della sera.

La Casa Danzante fu costruita nel 1996, le sue linee ricurve della torre di vetro gli hanno dato l’appellativo di “Ginger e Fred” per ricordare la coppia di ballerini Fred Astaire e Ginger Rogers. Il Ponte Carlo invece è un bellissimo ponte in pietra che fu ultimato nel 1390, è il più celebre monumento di Praga, infatti è molto frequentato dai turisti che cercano di immortalare la sua bellezza in centinaia di scatti fotografici. L’atmosfera era talmente magica che sembrava di essere nel mondo delle favole, non riuscivamo a smettere di fare foto e ci siamo completamente dimenticati di cenare fino a che non abbiamo sentito un leggero languorino. Il mio ragazzo ha trovato nelle vicinanze del Ponte Carlo un banchetto che vendeva una specialità tipica: il prosciutto di Praga, così ha colto l’occasione di assaggiarlo, nel frattempo io speravo di trovare una porzione di patate fritte, dato che non mangio carne, ma ho dovuto accontentarmi di un panino al tonno nell’unico locale rimasto aperto alle 9.30 di sera; ho scoperto che le classiche patate fritte non si trovano in tutta Praga, le patatine praghensi sono come quelle sottili che da noi troviamo confezionate al supermercato: vengono tagliate a spirale. Inserite in un lungo bastoncino e fritte sul momento in vasche piene d’olio bollente! Ho rischiato di andare a letto senza cena…

Piazza San Venceslao e il quartiere ebraico di Praga

Il secondo giorno siamo usciti di prima mattina in direzione di Piazza San Venceslao, sulla nostra strada ci siamo imbattuti nella Chiesa di Cirillo e Metodio, così abbiamo scattato le prime foto della giornata, poi abbiamo ripreso il nostro cammino. Arrivati nella piazza, situata nel quartiere di Nové Město, abbiamo visto da fuori il Museo Nazionale (in restauro) ed il punto in cui Jan Palach, studente universitario di filosofia si diede fuoco in segno di protesta contro l’oppressione dell’Unione Sovietica dando inizio al movimento conosciuto con il nome di Primavera di Praga. Questo lungo viale deve il suo nome al santo protettore della Repubblica Ceca: San Venceslao la cui statua domina nella piazza. Nel periodo natalizio fino ai primi giorni dell’anno, si trovano nella piazza dei banchetti con tipici prodotti della Repubblica Ceca da degustare in ogni momento, proprio qui infatti abbiamo assaggiato il Manicotto di Boemia più buono di tutta la città chiamato anche trdelnik insieme ad un bicchiere di vino caldo che ci ha riscaldato dalle gelide temperature mattutine.

Dopo aver comprato alcuni francobolli in un ufficio apposito nella posta di Piazza San Venceslao, abbiamo fatto una piccola deviazione per vedere il famoso lampione cubista per poi dirigerci nel quartiere ebraico dove abbiamo usato per la prima volta la nostra card per i musei e mezzi pubblici, ovviamente dopo aver fatto un po’ di fila per entrare… cosa da mettere in conto. Le sinagoghe da visitare sono diverse, noi abbiamo scelto di visitare la Sinagoga Maisel, la Sinagoga Pinkas, la Sinagoga Klausen, la Hall Cerimoniale, la Sinagoga Spagnola ed infine il Cimitero Ebraico. Il cimitero fu fondato nel XV secolo ed è uno dei monumenti più importanti della città, molte tombe sono sovrapposte, per questo motivo sembra che i defunti sepolti siano all’incirca 100.000; l’atmosfera all’interno è molto suggestiva, complice la luce che filtra ad una certa ora del giorno sulle lapidi. Dopo aver visitato il quartiere ebraico, abbiamo deciso di vedere la Piazza della Città Vecchia che grazie ai suoi monumenti ed all’orologio astronomico è considerata una delle principali attrattive della città, inoltre nel mese di Dicembre fino ai primi giorni di Gennaio c’è un tipico mercatino natalizio dove si possono assaggiare prodotti tipici davvero gustosi e per tutte le tasche. La sera, la Chiesa di Santa Maria di Tyn risplende in tutta la sua bellezza, complici sono le luci colorate del mercatino ed il grande albero natalizio in mezzo alla piazza

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