Lisbona, Tago e Costa d'Azul

1 – Stò chiacchierando allegramente in spagnolo (cosa che mi riesce buffa in quanto ne conosco poche parole) con la mia vicina di poltrona quando ci annunciano che l’aereo ha iniziato la fase di discesa per Lisbona. E’ prima serata ...

  • di Amsty
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

1 – Stò chiacchierando allegramente in spagnolo (cosa che mi riesce buffa in quanto ne conosco poche parole) con la mia vicina di poltrona quando ci annunciano che l’aereo ha iniziato la fase di discesa per Lisbona.

E’ prima serata e sotto di noi vediamo aprirsi la grande foce del Tago e i tetti rossi della città, mentre tante luci fanno capolino tra le vie non ancora illuminate.

Sbarcare, ritirare i bagagli e prendere l’aerobus per il centro è proprio questione di breve tempo e così ci troviamo in poco più di un’ora nel nostro tranquillo alberghetto sito in pieno centro, a 50 metri dalla stazione del Rossio e dell’Elevador da Gloria.

Siamo molto stanchi ed è tardi così ci accontentiamo per ora della bella veduta dalla finestra dell’albergo sulla collina retrostante.

2 – Visto che dobbiamo camminare molto, facciamo una lauta colazione in albergo e poi iniziamo a visitare Lisbona.

Dall’albergo usciamo subito sulla Praça dos Restauradores, piena di sole vista la bella giornata che qui è sbucata. Solita foto alla colonna commemorativa sita nel centro e poi ci fermiamo davanti la stazione di Rossio, in stile Neomanuelino, con i due ingressi a forma di ferro di cavallo. Raggiungiamo in pochi metri la piazza del Rossio dove, appena entrati e alla nostra sinistra, si trova il Teatro Nacional Dona Maria II e nel centro della piazza, restaurata da poco, la statua di re Joao I. Tutt’intorno palazzi e porticati ma soprattutto tanti caffè e pastelerias, pasticcerie dalle vetrine invitanti pieni di leccornie: fermiamo la golosità ma ci promettiamo di venirci nel pomeriggio per la pausa visite.

Un dedalo di strade ci conduce ai primi vicoletti dell’Alfama, quartiere tra i più famosi e visitati: salendo la rua da Sé troviamo la casa di S. Antonio da Padova, nativo di questo luogo, con davanti una statua a lui dedicata e, appena dietro, visitiamo la Sé, la chiesa principale di Lisbona: in stile romanico, ma ricostruita varie volte (i terremoti ne hanno fatto scempio),il cui interno è molto vasto e si può visitare il bel chiostro.

Proseguiamo per le stradine e i vicoletti stretti ed acciottolati: sembra di stare a Napoli, tra bassi, panni stesi e odori vari (in genere di pesce fresco la mattina e fritto la sera) e sostiamo al Mirador di Santa Luzia per una veduta panoramica generale e per ammirare i bellissimi azulejos.

Durante il girovagare, ci fermiamo alla Casa dos Biscos che, pur se restaurata, ci mostra come dovevano essere le abitazioni all’Alfama prima della decadenza: il colore vivo del bugnato spicca tra gli alti palazzi.

Arriviamo sulla cima del colle, dove si erge maestoso il Castello di Sao Jorge: per goderci meglio il quartiere, abbiamo preferito arrivarci in salita (il tram arriva fin qui) ma forse è meglio fare il viceversa.

Nel Castello non c’è niente di interessante se non la splendida veduta dai bastioni e il giardinetto interno che ci offre una deliziosa frescura al caldo che fa.

Stavolta scendiamo con il tram (o electricos, che ha l’età di Noé ma corre come Ben Johnson) e ci lascia vicino la Praça do Commercio: troviamo un delizioso ristorantino e pranziamo, il primo pranzo portoghese e prima scorpacciata di pesce.

Per digerire il tutto, riprendiamo il nostro giro ed arriviamo nella Praça: a parte la statua di re José I e i palazzi nobiliari intorno, non c’è altro che la bella vista sul fiume, a cui si può arrivare (e scivolarci dentro!) da una scalinata.

Sulla piazza si apre la sede centrale delle Poste e subito vicino una piazzetta dove scopriamo il bianco palazzo in marmo del Municipio

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