Portogallo in nove giorni, Salamanca inclusa

Lisbona, Porto e il Douro in auto, con un tocco di surf

  • di mariaedino
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 
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Perchè il Portogallo? Perchè pensavamo che fosse un'appendice della Spagna o forse perchè speravamo di trovare ancora un ambiente genuino. Questi interrogativi ci accompagnavano nel tragitto aereo che da Caselle ci portava direttamente a Madrid. Perchè Madrid? Perchè non riuscivamo a rinunciare ad un pezzetto spagnolo, nella fattispecie Salamanca. Di conseguenza, chiariti questi due punti, iniziamo.

Sabato 22 agosto

Ritirata la 500 grigia prenotata presso Avis auto all'aeroporto e caricati i pochi bagagli, partiamo. Siamo in due, cinquantenni, con idee non molto chiare su cosa avremmo visto e cosa volevamo davvero vedere. Imbocchiamo la M50 e la A6, salutiamo Avila da lontano e ci facciamo portare a Salamanca da grandi distese gialle di grano ormai tagliato. L'Hotel Ibis, a cui ci siamo spesso affidati, non aveva posti liberi e non poteva indicarci altre sistemazioni. Così posteggiamo di fronte e ci sciogliamo un po' le gambe tra le viuzze della città. Ci facciamo attrarre dal Bar Verdi per due tapas, una birra e un piatto che chiamerei colesterolo puro, ma molto buono: trattasi di muso di maiale in salsa, cioè haco. Per caso, dietro Plaza Major troviamo un apartahotel , Hotel el Toboso, non di gran stile, ma essenziale, pulito e vicino al centro, camera doppia con tv e bagno in camera, e silenzio intorno, nonché economico. Riusciamo a sdraiarci un pochino, e le nuvole grigie iniziano a creare ombra, il tempo di uscire e inizia a piovere forte, e continuerà per tutto il giorno, come annunciato. Il centro di Salamanca è ugualmente affascinante, il pavimento di Plaza Major luccica sotto grosse gocce di pioggia, riusciamo a visitarla e ad ammettere che è una città elegante, pulita, turistica. Dopo il recupero bagagli dall'auto e un cambio abito, ceniamo molto presto al ristorante El Patio Cordobe', consigliato dalla receptionist. Buon cibo, in solitudine, perchè ovviamente in Spagna si mangia tardi, buon rapporto qualità prezzo. Sotto una notte stellata, ci godiamo Salamanca illuminata, bellissima ed estremamente viva.

Domenica 23 agosto

Dopo una tranquilla colazione presso uno dei pochi bar aperti alle 9, osservando l'attenta pulizia della città con le pompe, decidiamo di cambiare tragitto a causa delle previsioni meteorologiche. Quindi, anziche' andare a nord nel Douro, scendiamo con la statale M521 fino a Marnao, a Castelo De Vide, per raggiungere Evola. Con la musica e i panorami che sconfinano tra i paesaggi americani e le vedute pugliesi, le ore scorrono: enormi distese di erba secca dorata, querce da sughero, capre e pecore e mucche. Facciamo una sosta per benzina e pausa a Valencia de Alcantara, ultima cittadina confinante con il Portogallo. Solitamente ci piace condividere la vita normale dei locali, nei giorni festivi: nella piazza principale, facciamo uno spuntino, osservando una strana processione di persone travestite, seguita dagli abitanti; ci vengono offerti piccoli calzoni insieme alle patatine ordinate, con birra e vento fresco. La pasticceria accanto al bar, molto modesta in apparenza, offre dolci notevoli, tra cui una sfoglia di zucca e biscotti freschi, ad un prezzo ridottissimo: avrebbero dovuto accompagnarci per tutto il viaggo, in un'ora sono spariti.

Superato il confine, raggiungiamo Marvao, borgo molto bello, curato, abitato. Non ha nulla di particolare, se non una splendida vista, un castello (da noi non visitato), diversi bar e un candore personale. Proseguiamo per Castelo de Vida, sotto nuvolo minacciose. E' un paesello piu' grande e piu' turistico: saliamo ai ruderi del castello che visitiamo grazie alla map data dal tourist office, che è aperto. Visitiamo la Judiaria, che è il vecchio borgo giudaico, ora abitato e ben mantenuto, e la piccolissima sinagoga, ricca di informazioni, tutte, ahimè, solo in portoghese. Iniziamo a voler trovare una sosta e percorriamo la strada per Portoalegre per imboccare la strada per Evora. Un cartello sulla strada principale indica un Turismo Rural, a sinistra. Si tratta della Quinta do Xarrama Bairro Frei Aleixo: molto bello, con una piccola piscina e la possibilità di sedersi all'esterno e vedere da lontano Evora. Per cena ci viene consigliato Quina snack bar, Rua Elias Antonio Matias, Quinta Nova do Xarrama, una piccola trattoria del posto proprio dietro la casa. Entriamo in un bar con la giusta atmosfera calcistica portoghese, nel bel mezzo di una partita del Benfica, e mangiamo una quantità di cibo di buona qualità, tra cui le famose chioccioline, caracois, per un totale di sedici euro. Increduli, con lo scontrino in mano, ci dirigiamo ad Evora notturna, posteggiando accanto agli archi dell'antico acquedotto. E' una cittadina viva, bella, ma il fresco ci fa tornare

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