Estate Portoghese

31 LUGLIO 2006 BOLOGNA - LISBONA - COLARES Finalmente è giunto il giorno della partenza. Ci muoviamo con tempismo e mai scelta si rivelò più azzeccata. Partendo da Forlì ed imboccando l’autostrada all’altezza di Faenza, dopo solo pochi chilometri ci ...

  • di Culdefeu
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

31 LUGLIO 2006 BOLOGNA - LISBONA - COLARES

Finalmente è giunto il giorno della partenza. Ci muoviamo con tempismo e mai scelta si rivelò più azzeccata. Partendo da Forlì ed imboccando l’autostrada all’altezza di Faenza, dopo solo pochi chilometri ci troviamo imbottigliati nel mezzo di un traffico tentacolare che ci costringe ad un’andatura penosa. Raggiungiamo l’aeroporto di Bologna giusto in tempo per effettuare le procedure di routine e cominciare così la breve attesa per l’imbarco sul volo PGA, acquistato tramite internet al prezzo di 215 euro. Atterrati a Lisbona ci rechiamo alla Sixt Car, l’agenzia di noleggio auto che ci ha fatto l’offerta migliore. A differenza delle compagnie più note, la fila allo sportello del nostro autonoleggio è praticamente inesistente, segnale che non sappiamo se giudicare positivo o negativo. Dopo le pratiche di rito veniamo invitati a ritirare la vettura nell’ala contigua dell’aeroporto, dove solo dopo una lunghissima attesa ci viene assegnata una Opel Astra con pochi chilometri alle spalle, ma già diverse ammaccature che l’addetto alla consegna annota su di un foglio che mi viene fatto firmare. Usciti dall’aeroporto ci immettiamo senza indugio sulla strada per dirigerci a Colares, dove pernotteremo la prima notte. L’albergo prenotato sempre mediante internet è piuttosto economico ed al tempo stesso poco distante da Sintra, cosicché nei nostri pensieri l’indomani potremo visitare con calma questa città tanto decantata dalla Lonely Planet. Tuttavia per raggiungere il nostro albergo siamo costretti ad attraversare il brulicante centro cittadino di Sintra, per perderci subito dopo: facciamo infatti conoscenza della segnaletica portoghese, precisa per molti tratti, ma completamente assente nei momenti del bisogno. Proseguiamo per molti chilometri prima di accettare l’idea che la direzione intrapresa è sbagliata, quindi torniamo indietro sino al bivio incriminato e decidiamo tra le tante direzioni possibili di prendere quella secondo noi più attendibile. La scelta si rivela azzeccata e dopo diversi chilometri percorsi tra tortuose stradine alberate raggiungiamo Colares, ma stavolta è la piantina stampata dal pc a non esserci d’aiuto. Dopo aver sbagliato due delle tre direzioni disponibili, arriviamo al Miramonte Vip Hotel, un bel complesso alberghiero immerso nella vegetazione. La ragazza alla reception è molto gentile, registra i nostri dati, ci dà le chiavi delle camere e ci invita a non lasciar nulla di valore in macchina, poiché per le vetture dei turisti è concreto il rischio di essere svuotate di tutto il proprio contenuto. Ringraziatala dei preziosi consigli prendiamo possesso dei nostri alloggi, dopodiché i miei compagni di viaggio approfittano della piscina per farsi un bagno, mentre io preferisco realizzare qualche ripresa con la videocamera. Per la cena decidiamo di affidarci al consiglio della ragazza alla reception e così prendiamo la macchina per dirigerci ad Azenha Do Mar, località a pochi minuti da Colares. Strada facendo ci fermiamo in un belvedere, dal quale osserviamo meravigliati il tramonto sull’oceano. E’ uno spettacolo sensazionale, i colori del mare e del sole si miscelano tra loro, mentre molto sotto i nostri piedi furiose onde s’infrangono contro al promontorio alzando spruzzi a decine di metri d’altezza. Dopo questo inatteso e piacevole intermezzo ci rechiamo al ristorante, un bel locale dal sapore antico nel quale consumerò il mio primo bacalhau lusitano, ordinato consultando un solo menù per quattro persone. Questa sera impareremo tre nozioni che ci saranno più o meno utili nei giorni a venire; primo: inutile pretendere menù supplementari al ristorante, se siete in quattro al tavolo ve ne sarà concesso uno, due in via del tutto eccezionale nei locali più blasonati, tre se siete abbastanza lesti dal soffiarlo al tavolo dei vicini. Secondo: i camerieri hanno i loro tempi, sono estremamente sbadati e confusionari, fateci subito l’abitudine. Terzo: una volta seduti a tavola evitate se possibile di mangiare gli antipasti che consistono solitamente in olive, piccole porzioni di formaggio, pane e similari; apparentemente gratuiti, se vengono consumati risultano essere la parte più cospicua del conto. Detto questo ceniamo e quando rientriamo in albergo è ormai scesa la notte

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