Porto... Bello

Finalmente, dopo averlo sognato per tanto tempo si va in Portogallo!! Il volo parte da Malpensa e l’appuntamento con Jacopo, mitico compagno di mille avventure, è alla stazione centrale di Milano. Da lì poi si prende il classico pulmino e ...

  • di Raoul
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Finalmente, dopo averlo sognato per tanto tempo si va in Portogallo!! Il volo parte da Malpensa e l’appuntamento con Jacopo, mitico compagno di mille avventure, è alla stazione centrale di Milano. Da lì poi si prende il classico pulmino e si raggiunge la Malpensa dove, con un po’ di ritardo, ci si imbarca su un volo Easy-Jet molto conveniente direi. Già in volo si fanno conoscenze interessanti, come Olimpia, una ragazza con figliolo appresso avuto con un gaucho argentino (te possino...) e completamente fuori!! Se l’inizio è questo il viaggio promette bene allora.

Arrivati a Lisbona, dove tira un vento incredibile, si va subito in centro dove c’è la nostra pensioncina proprio dietro Praça dos Restauradores, in pieno centro. Si rivelerà essere la sistemazione più cara del viaggio, ma è pulita e i proprietari gentili. La sera stessa incontriamo Rita, la nostra amica portoghese, che ha vissuto e lavorato a Torino per mooolto tempo e che ci porta subito al Barrio Alto, il quartiere della movida notturna. Come a Torino, Rita si ferma ogni due passi per salutare praticamente tutti! E raggiunto un localino che diventerà una tappa fissa della nostra permanenza a Lisbona cominciamo ad apprezzare una delle meraviglie di questo paese: la birra a prezzi stracciati! Qui i prezzi sono già elevati, 1,5 euro, ma nei chioschi per strada la si trova anche a 70 centesimi. 70 centesimi!!!!!! Non sono ancora riuscito ad abituarmi alle rapine che sono costretto a subire qui in Italia ogni volta che voglio concedermi un po’ di succo di luppolo. Il locale, proprietà di un tale di Macao, Joao Lee, non vi dico il personaggio, è assolutamente unico, a cominciare dalle foglie di lattuga (naturalmente di plastica) come lampadari. Abbiamo poi scoperto che la lattuga è una sorta di simbolo di Lisbona, infatti le abitanti di Lisbona vengono chiamate “alfasinhas”, foglie di lattuga appunto. Altro pezzo forte del locale è il biliardino, dove gli omini sono addirittura dotati di cappello. Si rimane lì per tutta la sera, raccontando storie e bevendo, bevendo, bevendo..Tanto che il ritorno in albergo è alquanto difficoltoso.

Il giorno dopo, mentre Rita è al lavoro, io e Jacopo ci lanciamo in una prima esplorazione della città e prendiamo un po’ di refrigerio al giardino botanico, economico, molto bello e decadente, in vero stile lisbonese e subito dopo, ci aspetta un pranzo in un ottimo e chiaramente economico ristorante in Praça da Alegria, una piazza che è il dormitorio estivo dei clochard di Lisbona ma comunque bellissima. Dopo pranzo ci dirigiamo a Belem dove ci aspetta Rita. Non è cosa facile. Infatti, dato che il cibo in Portogallo è ottimo (soprattutto se si ama il pesce ed in particolare il baccalà, piatto nazionale) e abbondante, tanto che con una “dose”, una porzione in pratica, ci possono mangiare tranquillamente due persone(anche se noi chiaramente abbiamo sempre preso una porzione a testa) alzarsi da tavola e affrontare la calura pomeridiana con i sali e scendi delle città portoghesi è un’impresa titanica. Anche il caffè è ottimo, unico posto in Europa per altro, e questo aiuta a riprendersi dopo i pasti, peccato che io non ne possa approfittare.

Quindi, raggiungiamo Rita a Belem e dopo le solite birre, i pasteis de nata nella famosa pasticceria a fianco alla cattedrale, si va a visitare la chiesa e si arriva a vedere la torre, splendido esempio di arte manuelina, e il Monumento das Descubertas, pessimo esempio di “arte” fascista. Poi, Rita si offre di accompagnarci a Cascais, dove hanno dimorato anche i nostri Savoia per un periodo. Ecco, Cascais non è il Portogallo. Talmente perfettina da non sembrare vera, con delle spiaggette striminzite e qualche scogliera decisamente dimenticabile. Pollice verso

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