Pasqua in Polonia

Tour fra Cracovia, Auschwitz, Varsavia e... tanto cammino

  • di topobridge
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: due
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Si avvicina la Pasqua e con essa il desiderio di un viaggio abbastanza vicino, per sfruttare al meglio quei 5/6 giorni che ci sono concessi. Ecco dunque l’idea: avendo già visitato alcuni paesi dell’est europeo, perché non continuare su questa falsariga, prendendo in considerazione la Polonia, con la sua capitale Varsavia, e la ormai quasi altrettanto famosa Cracovia.

Eccoci quindi in partenza con volo Ryanair, direzione Cracovia, dove spenderemo tre giorni. Il volo parte dall’aeroporto di Bergamo, e dopo circa 1,30 atterriamo all’aeroporto Giovanni Paolo II. Un taxi ci accompagna al nostro appartamento, già prenotato dall’Italia, nel centro città, che non dista più di una ventina di minuti. Dopo aver preso in consegna le chiavi e presa visione dell’ alloggio, ci rechiamo subito al centro, dove l’enorme piazza del mercato colpisce subito la nostra vista. Il tempo è buono, qualche grado in meno rispetto all’Italia, ma non siamo impreparati alle temperature rigide, viste le esperienze precedenti. La basilica dell’Assunzione di Nostra Signora, sulla sinistra della piazza, nota con il nome di Mariacki, si staglia imponente catalizzando attenzione ed interesse. Per fortuna riusciamo ad entrare ad ammirare la ricchezza e sontuosità, come del resto la maggior parte delle chiese viste in seguito. Carrozze bianche trainate da splendidi cavalli stazionano in attesa di un giro turistico per il centro. Ed ancora il palazzo dei tessuti, sotto i cui archi si susseguono piccoli negozi di souvenir. A fare da contorno, su un altro lato della piazza, bancarelle che preparano cibo tipico, e vendono birre locali. Un tripudio di colori, profumi e sapori che offrono una sensazione piacevole della città. Inebriata e distratta dagli innumerevoli punti di vista mi sento quasi persa e piccola in questo spazio enorme, perché l’occhio vorrebbe cogliere subito tutto, invece meglio andare lenti ed assaporare gradualmente ciò che si staglia di fronte. Ed ecco che mi accorgo degli innumerevoli ristoranti, bar e locali turistici che con tavolini e sedie invitano alla seduta per osservare il via vai pre-pasquale. Bello! Viva. Brulicante. Riusciamo anche a prendere informazioni circa gli orari degli autobus, presso la stazione, da dove partiremo il giorno seguente, per la località di Auschwitz (Oswiecim in polacco). Il luogo si trova a un’ora e mezza di distanza, ed il mezzo consigliato è l’autobus, che arriva proprio vicino alla biglietteria. Non è questa la sede per commentare l’organizzazione delle visite guidate, che si è rivelata davvero lacunosa, e nemmeno per descrivere le sensazioni provate. Tutti conosciamo gli orrori che si sono susseguiti qui e a Birkenau, campo limitrofo, molto più grande. Sicuramente un luogo storico e di riflessione, che non può non far pensare, nonostante la spensieratezza della vacanza. Il freddo si inasprisce, così decidiamo di rientrare dopo qualche ora, per poter sfruttare anche le ore pomeridiane.

Sfortunatamente il venerdì di Pasqua tutte le gallerie, musei e il vicino Castello di Wawel chiudono, per riaprire il martedì successivo. Ammiriamo la Cattedrale, apprezziamo la cittadella con le sue imponenti costruzioni, il panorama della Vistola, il fiume che bagna la città, e le stradine che si intersecano sull’omonima collina di Wawel. Le chiese innumerevoli nascondono quadri, busti e oggetti religiosi in stile barocco, a testimoniare la forza della rinascita.

Il giorno seguente la temperatura è un poco più clemente, così ci avventuriamo per il piccolo borgo di Wieliczka, dove si trovano le famigerate grotte del sale. La stazione è vicina e dopo la gradevole passeggiata ci accorgiamo della difficoltà dell’entrata, vista la coda chilometrica di persone che attende l’ormai impossibile ingresso con guida italiana. Optiamo dunque per una passeggiata nel tranquillo paesino, dove persone del luogo portano i loro cestini ricolmi di uova o altro cibo a far benedire in chiesa. Una buona fetta di torta in una deliziosa pasticceria ci risolleva un po’ il morale, e ci ricarica per il ritorno in città. La giornata è bella ed il sole ha fatto capolino per riscaldare un po’, e quindi perché non provare a visitare il tumulo del generale Pilsdusky, così decantato dal taxista che ci ha trasferito il primo giorno dall’aeroporto? In effetti si tratta di una collina verde eretta in onore del famoso generale con il terreno riportato da suoli di battaglie combattute durante la prima guerra mondiale. La cosa difficile è proprio trovarlo e raggiungerlo, nonostante i 35 metri di altezza

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