Viaggio di nozze in Polinesia

Un viaggio organizzato in autonomia nelle spendide isole polinesiane

  • di betty&paolo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Eccoci qui finalmente in volo verso il Paradiso terrestre, stiamo sorvolando l’oceano atlantico per atterrare a Los Angeles e poi di nuovo in volo per Papete. E’ l’11 giugno 2012 e abbiamo lasciato Linate alle 7, abbiamo fatto scalo a Parigi dove dopo due ore circa di attesa ci siamo imbarcati su un volo Air Tahiti.

Siamo molto curiosi di vedere la Polinesia, questo tratto di pianeta ancora incontaminato dove il tempo dicono scorra lento e secondo i ritmi della natura. In realtà abbiamo bisogno di riprenderci, di recuperare la tranquilla quotidianità che ci aveva abbandonato per lasciare spazio ai ritmi incalzanti dettati dai preparativi del matrimonio.

Il viaggio è abbastanza faticoso sono bene 27 ore di volo, e all’arrivo siamo stremati. Per fortuna abbiamo deciso di trascorrere la prima nostra notte al Tahiti motel che si trova proprio davanti all’aereporto. Trasciniamo le valige per circa 10 minuti in un tratto di strada in salita ma tutto risulta sopportabile. La sistemazione è una pensione semplice, molto pulita, il personale è gentile e disponibile, ci cambia anche euro in moneta locale. La colazione è buona con thè, latte, succo, pane, marmellata e brioche, non è internazionale ma è perfetta per sfamarci. Intanto che ci gustiamo la nostra prima alba dall’altra parte del mondo. Ci facciamo chiamare un taxi e ci dirigiamo verso il porto (il costo del trasporto è di 1700 CFP) dove ci imbarchiamo su un traghetto (costo di 3000 CFP) per la prima tappa del nostro viaggio, Morea. Le valige prese dai marinai del porto sono imbarcate direttamente sulla nave, il viaggio è tranquillo, si tratta di circa 30 minuti di nave ma portatevi una felpa perché all’interno del traghetto tutti gli ambienti sono molto freddi a causa dell’aria condizionata. Arrivati a Morea decidiamo di farci portare da un taxi alla pensione Faimano dove rimaniamo per 3 giorni (11-12-13 giugno). Il taxista è molto gentile e ci accompagna anche in una banca per poter cambiare soldi in Cfp prima di lasciarci alla pensione. La pensione si trova in una posizione eccellente è vicina all’Hilton, i bungalow sono molto malandati e poco puliti, l’acqua calda scarseggia e la pensione non offre la pulizia delle camere. Per questi due notti decidiamo di adattarci perché la barriera corallina davanti a noi ci regala uno spettacolo veramente unico. Dalla spiaggia e dalla casetta si possono gustare i tramonti polinesiani che ci lasciano senza parola, sono veramente da cartolina. Se decidete di soggiornare qui però fatevi dare il bungalow più interno non quello sulla spiaggia rimarrete leggermente più riparati dall’umidità. Un posto molto carino per alloggiare è sicuramente Le Tipanier, ottima posizione alle spalle di un motu che si raggiunge con il kayak e dove si può pranzare all’ombra delle palme. Il mare della Polinesia è veramente incantevole e ti sembra di vivere in un altro mondo dove il tempo scorre secondo i ritmi della natura. Morea si gira benissimo in scooter, non perdetevi la piantagione di ananas, il Belvedere che vi incanterà con le sue due slendide baie. Se avete tempo programmate una visita allo stabilimento Rotui.

14 giugno

Ci spostiamo con un volo interno sull’isola di Huaine. Se siete amanti dell’avventura e della natura selvaggia alla Robinson Crusoe allora la pension Fetia sarà perfetta. il posto offre un immenso giardino da palme da cocco davanti ad una spiaggia selvaggia e deserta. Noi eravamo gli unici ospiti, la spiaggia e il mare però non sono adatti a fare il bagno in quanto la barriera corallina è molto vicina e impedisce di passeggiare in acqua. Le camere sono molto originali con il pavimento in sassi di corallo ma il bagno lascia un pochino desiderare, non c’è acqua calda e non ci sono vetri alle finestre ma solo della inferiate costituite da originali canne di bamboo, insomma bisogna adattarsi. La notte regala un cielo stellato mai visto, come quello che i bambini disegnano tempestato di diamanti. Fa veramente impressione. La notte però porta anche un rombo assordante causato dalle onde che si infrangono sulla barriere, che ci tiene svegli e non ci fa riposare. Decidiamo, quindi, di trascorrere solo una sera alla Pensione Fetia. La signora proprietaria della Pension Fetia è di poche parole ma gentile, e per cena ci prepara il tipico piatto polinesiano ‘poisson cru au lait coco’. Si tratta di pesce crudo di solito tonno o mahihi marinato nel lime e condito con cetrioli carote e latte di cotto, buonissimo. L’igene della pensione non è delle migliori ma noi ci adattiamo, si tratta di una luna di miele fatta anche di avventura. L’impressione che abbbiamo avuto è che un tempo la pensione fosse ben funzionante ed organizzata, mentre adesso sembra caduta in una sorta di stato di abbandono

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