“Quell’isola chiamata desiderio”

Il sogno di Patrizio ad occhi aperti continua con le Isole Gambier, il più piccolo (e isolato) arcipelago della Polinesia francese

 

Se ben ricordate, mi ero concesso una licenza: raccontare un viaggio mai fatto, ma che mi piacerebbe tanto intraprendere. In pratica descrivere un luogo che non ho visto, ma che ho spesso immaginato. Non il resoconto, ma il progetto di un viaggio. E vi ho reso partecipi del mio desiderio di andare nelle Isole Australi, che sono un arcipelago della Polinesia Francese, nell’Oceano Pacifico centro-sud-orientale. In pratica si tratta di Isole piuttosto lontane e decentrate rispetto a Tahiti e a Papetee, lontane dalle più famose Rangiroa o Bora Bora. Laggiù il turismo non è ancora arrivato in modo massiccio, perché sono appunto, raggiungibili. Ed ecco quindi che, visitandole, si potrebbe provare quello che hanno provato i Folco Quilici o i Bernard Moitessier (il famoso navigatore solitario), per non dire dei Gauguin alla ricerca dell’uomo selvaggio e puro. Ovviamente, si fa per dire... Bene, ma vi confesso che dopo aver scritto il pezzo intitolato "Isole Australi, ovvero l’altra Polinesia", mi è capitata una cosa strana: contrariamente alle mie normali abitudini ho letto e riletto quelle righe, probabilmente incomplete e un po’ patetiche. Ma me le sono gustate e riassaporate. Poi ho continuato a pensarci, a fare ricerche sull’argomento, a fare dei conti sui soldi che servirebbero, del tempo che mi ci vorrebbe... Turismo-onanismo? Sì, certo, ma mi è piaciuto. E allora chiedo la possibilità di riprovarci, o meglio di completare l’opera. Infatti, già che ci siamo, il mio progetto non si ferma alle Isole Australi. Gli arcipelaghi “decentrati” nella Polinesia francese sono due: ci sono anche – e soprattutto! - le Isole Gambier, a est delle Australi. E vorrei raccontarvi anche questo mio viaggio immaginario, progettato, desiderato...

Due stagioni è meglio di una

Il mio amico Ugo, che vive alle Tuamotu sulla magnifica isola di Rangiroa, dove ha un diving center, dice che soprattutto, gli mancano le stagioni. E infatti, puntualmente torna a casa a Ferrara, qualche settimana, rigorosamente d’inverno, per godersi un poco di freddo e di nebbia. E paradossalmente non ha tutti i torti. Vicino all’equatore la stagione è più o meno sempre quella. Magnifica, a parte il pericolo di qualche tifone, ma molto monotona. E questo si ripercuote, con effetti positivi ma anche negativi, sul paesaggio e soprattutto sui prodotti della terra. Ebbene, le Gambier (come del resto le Australi) sono appunto più a sud rispetto alle altre isole polinesiane, all’altezza più o meno del Tropico del Capricorno, e quindi non avranno certo le nostre stagioni, ma comunque una variazione climatica durante l’anno c’è. In particolare nel nostro inverno (dicembre-aprile) piove di più. E la stagione migliore per andarci sarebbe viceversa il loro inverno, cioè da maggio a novembre. Comunque questa collocazione geografica influisce molto sul paesaggio. Alle Gambier c’è di tutto: mare e montagna, atolli e lagune. E agricoltura. Ma quando si dice tutto, si intende tutto al più alto livello di bellezza. Infatti le sue spiagge bianche non hanno nulla da invidiare agli atolli delle Tuamotu, le sue alte colline non sono meno belle delle Marchesi, le acque delle sue lagune sono fra le più cristalline, e le sue pianure sono fertili come quelle delle Australi. E alle Gambier non fa certo difetto la storia..

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