La nebbia agli irti colli

Cronaca di un viaggio fra i piaceri enogastronomici e i paesaggi delle Langhe e del Monferrato

  • di hummin
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Nel buttar giù il nostro piano ferie abbiamo sempre preso qualche giorno ad ottobre cercando di dedicarlo all’esplorazione del nostro beneamato Stivale, una piccola forzatura per due esterofili patentati ma ogni anno finiamo le ferie complimentandoci con noi stessi per la scelta della meta.

Quest anno tocca al Piemonte, regione che entrambi conosciamo pochissimo ma di cui abbiamo sempre sentito parlare benissimo dal punto di vista enogastronomico e paesaggistico, scegliamo infatti la zona delle Langhe attirati dall’idea di visitare qualcosa di simile all’adorata Val d’Orcia.

La scelta è dettata anche da questioni pratiche, intanto per noi liguri arrivare qui significa percorrere non più di 200 km e dal punto di vista economico la sistemazione sembra essere conveniente, di certo l’inizio di ottobre non è un periodo di turismo di massa.

Partiamo martedì 7 ottobre con molta calma vista la distanza, ma dopo pochi km il meteo pare giocarci un brutto scherzo, tra Genova e Alessandria ci coglie un nubifragio, iniziamo a pensare che se il buongiorno si vede dal mattino forse avremmo dovuto valutare di rimanere a casa! Fortuna vuole che passata Alessandria il tempo migliori, nel senso che smette di piovere mentre il cielo rimane plumbeo (purtroppo sarà così per tutta la vacanza) neanche fossimo a Londra. Decidiamo di scegliere come base per i nostri spostamenti un b&b ad Asti, proprio vicino all’uscita dell’autostrada di Asti Ovest, si chiama Cascina Rossa. La posizione è ottima sia per arrivare in centro ad Asti che per spostarsi nei dintorni, per chi lo scegliesse consiglio di non lasciarsi impressionare dal panorama. La struttura si trova infatti molto vicino ad un viadotto autostradale, nonostante questo c’è silenzio di notte e i proprietari sono gentilissimi, vi saranno utili anche nel pianificare i vostri giri e nel fornirvi qualsiasi tipo di informazione. Sbrigate le formalità per prendere possesso della camera andiamo in centro ad Asti (distante circa 5 km) e lasciamo l’auto nella Piazza del Palio dove, oltre all’omonima manifestazione si svolge il mercato, ma è talmente grande che non avrete nessun problema di parcheggio, diversamente consiglio Piazza Alfieri che però è a pagamento fino alle 19, tenetela in considerazione soprattutto per la sera.

Non riusciamo a far molto oltre pranzare, piove e come tutti i turisti sanno questa è la condizione peggiore per godersi una città, girare con l’ombrello in mano non ti fa godere di nulla, non si riesce neppure a scattare delle foto decenti.

Avremo comunque modo di tornare in città e godercela un po’ di più, la prima impressione è ottima, un centro molto carino, pulito e ben curato, grande impatto della cattedrale che merita una visita in tutta tranquillità.

Per la cena scegliamo un piccolo ristorante vicino a Piazza Alfieri, si chiama Ristorante Enoteca del Palio, è molto piccolo quindi immagino che nei periodi di maggiore affluenza ci sia confusione ma noi non abbiamo avuto di questi problemi da nessuna parte visto il periodo, ottimo rapporto qualità-prezzo e discreta scelta anche fra i piatti di mare.

Il giro del giorno successivo ce lo lasciamo suggerire dai proprietari del nostro b&b, non avevamo pensato a visitare il Monferrato ma alcune delle mete suggerite ci incuriosiscono, con 3 giorni pieni c’è modo di vedere tutto senza fretta.

La prima tappa è la Cantina Marchesi Alfieri a San Martino Alfieri, prima di andare ci accertiamo telefonando che facciano visite guidate e ci accordiamo sull’orario. L’ingresso della cantina è proprio accanto alla chiesa del paese che si trova lungo la strada, parcheggiamo lì e dopo aver suonato il campanello ci accompagnano gentilmente dalla nostra guida. La visita con degustazione finale di 3 vini dura poco più di un’ora, l’impatto è interessante nel senso che la casa è circondata da un enorme giardino all’inglese e da un’orangerie tipica della migliore tradizione d’Oltremanica

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