Fine settimana tra le Langhe e il Roero, senza scordare il Monferrato

La zona del vino piemontese tra Asti, Alba, Barolo e il Monferrato. Una visita all'insegna dell'enogastronomia

  • di anniaffollati
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Sono anni che vorremmo visitare la zona del vino piemontese, quella tra Asti, Alba, Barolo e il Monferrato. L'occasione arriva a inizio marzo 2013. Un intero fine settimana all'insegna dell'enogastronomia!

Troviamo per caso posto in una piccola frazione (200 abitanti) di Costigliole d'Asti: Frazione Sant'Anna. E' incrocio fra tre zone: le Langhe, il Roero e a poca distanza anche il Monferrato. Il b&b; è grande e curatissimo. I proprietari giovani, simpatici e intraprendenti. Arriviamo verso le 20 e ci sembra di essere a casa, se non meglio, coccolati dai padroni di casa. Ci viene consigliata un'enoteca con cucina in paese, sotto il castello di Costigliole d'Asti: Caffè Roma. Ottimo Barbera, flan di cardo con fonduta di formaggi piemontesi, carne cruda battuta al coltello, zabaione al moscato d'asti con torta alle nocciole: 30€! Ritorniamo al nostro B&B; dopo una passeggiata nel centro di Castigliole e una capatina a Burio (il castello però qui è privato e non è visitabile) e siamo pronti per dormire. Splendido risveglio con ricca colazione e chiacchierata collettiva anche con gli altri ospiti. Poi si parte per Neive, verso Alba. Uno dei borghi più belli d'Italia che si snoda da Piazza Italia alla Torre dell'Orologio per poi scendere fino alla parte nuova: davvero dalla un gioiello di architettura medievale e per di più molto curato! Poi è la volta di Barbaresco, borgo un po' meno caratteristico, quasi un viale che conduce ad una torre visitabile tramite un ascensore (oggi però fuori servizio). Il paese è sede di una delle Enoteche regionali più caratteristiche, posta all'interno di una chiesetta sconsacrata: la Chiesa di San Donato. Assaggiamo due annate distinte di Barbaresco - 2007 e 2009 - nebbiolo cresciuto e vinificato in questo territorio: ottimi entrambi! Ci spostiamo ancora a sud e incontriamo Alba. Cittadina incantevole in cui antico e moderno convivono egregiamente, basti pensare al Duomo dai dettagli high-tech e alle innumerevoli mostre fotografiche. Ci facciamo un giro per il mercato del sabato che parte da Piazza Risorgimento. In una piazzetta apposita, c'è un intero spazio dedicato ai prodotti tipici: acquistiamo Toma piemontese, nocciole d'Alba e focaccia genovese (qui va molto). Visitiamo una mostra su Gaber alla "Wall of sound" ma poi troviamo la mostra permanente su Fenoglio chiusa. Peccato: col profumo di nocciole nell'aria, merito o colpa della Ferrero, saremmo rimasti qui ancora a lungo! Roddi è il paese della poesia. Abbarbicato su uno dei colli, semi-disabitato, incantevole da visitare, nonostante la rocca sotto restauro. In ogni angolo vi sono frasi in ferro battuto appoggiate ai muretti tratte da poesie, a formare un percorso poetico. Si tiene anche un concorso di poesia una volta all'anno. Non poteva mancare, da queste parti, l'unica Università di cani da tartufo al mondo, fondata alla fine dell'800. A Grinzane Cavour, per 11 anni Cavour fu sindaco. Non c'è moltissimo da vedere di paese, ma salendo si trova il castello dedicato alla sua memoria e all'Unità d'Italia. All'interno, oltre al museo delle maschere, anche l'Enoteca Regionale: qui assaggiamo il Barolo chinato. Arriviamo a Serralunga d'Alba che è quasi il tramonto. Da lontano il castello, stretto e altissimo, sembra il maniero di un cartone animato. Entriamo dalla porta medievale direttamente in auto e ci mettiamo ad osservare la fortezza da sotto: non è visitabile che per qualche giorno all'anno. Da ricordare la terrazza panoramica di fronte all'ingresso. Ripartiamo per Monforte, nella speranza di imbatterci in qualche resto cataro, o per lo meno in un museo dedicato, data l'importanza che hanno avuto storicamente gli albigesi da queste parti, ma nulla. Solo un percorso verso la sommità del paese vecchio, ove un tempo sorgeva il loro castello, poi nel tempo sostituito da un palazzo. Notevole l'anfiteatro naturale, che ospita ogni estate Monforte Jazz, con nomi di grande richiamo. Barolo non è da ricordare tra i centri più belli. Una strada principale si snoda tra cantine e botteghe trasformate in trappole per turisti. Per fortuna, verso la fine del paese, qualche vero artigiano del gusto è rimasto e siamo invitati ad assaggiare dei biscotti al barolo in una piccola panetteria. Il museo del vino, tappa che ritenevamo fondamentale, è chiuso in questo periodo, riaprirà come tante altre cose in Aprile. La sera vogliamo andare sul sicuro e ci fermiamo di nuovo a mangiare al Caffè Roma: di nuovo barbera ad accompagnare formaggi caprini di diversa stagionatura con mostarda di mosto d'uva e bollito misto con salsine piemontesi al peperone e al prezzemolo

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