Piacenza, tutta da scoprire

Una città ricca di tesori inaspettati: fegato etrusco e tondo di Botticelli

  • di steber
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 20
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Piacenza, non tutti conoscono l’esatta collocazione geografica di questa città, ultimo baluardo emiliano al confine con la Lombardia. I maschi parmigiano nati fino agli anni ’80 conoscono Piacenza, non come meta turistica, ma solo per la chiamata al servizio militare, infatti gli esami e le visite mediche venivano effettuati in questa città. Credo che pochissime persone conoscano turisticamente questi luoghi e le meravigliose attrazioni che custodisce, tra le tante, l’apoteosi si raggiunge con il tondo di Botticelli. Ho visto su facebook un post accattivante di un tour insolito e decido di visitare insieme al gruppo di Avventure di un Giorno questa città. Per partecipare alle iniziative di questo gruppo di amici e nuovi amici basta iscriversi alla pagina e presentarsi nel luogo stabilito per il meeting. Non sono previsti costi di partecipazione. Oggi il punto d’incontro è nella piazza principale di Piacenza davanti alla Cattedrale alle ore 10.00. Dopo essere sceso dal treno, mi avvio a piedi verso il punto di incontro, che raggiungo in 10 minuti. Dopo le presentazioni con i nuovi amici e i saluti, tutti insieme partiamo alla scoperta di questa meravigliosa cittadina. La visita comincia dalla cattedrale, iniziata nel 1122 e terminata nel 1233. La facciata è divisa in due contrafforti, in marmo rosa nella parte inferiore e in arenaria nella parte superiore. I tre ingressi sono sormontati da piccoli portici a due colonne. Capolavori di arte romanica sono le figure che reggono i protiri, da non perdere le raffigurazioni dei segni zodiacali sulla fascia sopra la porta centrale. La torre alta 67 metri e la cupola sono del Trecento. L'interno presenta una significativa testimonianza dell' arte barocca con affreschi di Carracci e Procaccini nel presbiterio e Guercino e Morazzone nella cupola. Nella sacrestia spicca “Lo sposalizio di Santa Caterina” di Robert de Longe. Di notevole importanza anche le formelle dei paratici, collocate sulle colonne, che testimoniano la partecipazione alla costruzione della chiesa degli artigiani locali. La vasca battesimale paleocristiana documenta le antiche origini del Duomo. Nella cripta sono conservati gelosamente i resti di S. Giustina. Dopo pochi passi a piedi arriviamo ad una meravigliosa chiesa: Sant’Antonino. La Basilica di Sant'Antonino, dedicata al patrono della città, ne conserva le reliquie. La Basilica venne fondata nel quarto secolo d.c. lungo la via Francigena. Entriamo dal suggestivo Portico del Paradiso con due statue che raffigurano Adamo ed Eva. L’interno strabilia il visitatore. Ci sorprendono le alte svolte a crociera tardo-gotiche e nell’abside i pregevoli affreschi di Camillo Gavasetti. Sul lato sud della chiesa si addossa il chiostro risalente al 1483, che grazie alla gentilezza del custode riusciamo a visitare. Un luogo tranquillo dal quale possiamo ammirare l’alto campanile che si staglia immutato nel tempo nel cielo azzurro.

Sfruttando l’ingresso gratuito della prima domenica del mese entriamo alla Galleria Ricci Oddi. Il museo è stato concepito come un "piccolo tempio" accessibile da una "lieve marmorea gradinata" e all’interno uno spazioso vestibolo al centro del quale un ampio portale immette a una lunga galleria su cui simmetricamente a destra e a sinistra s’affacciano le numerose sale. Innovativa e scenografica la scelta dei lucernari che permettono una naturale illuminazione dall’alto. La galleria contiene pregevoli opere d’arte moderna: Pellizza da Volpedo, Hayez, Boccioni, Morandi, Bocchi ecc

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