“Vale un Perù”

Viaggio fai da te alla scoperta dei misteri e delle bellezze naturali di questa terra antica e lontana: dalle linee di Nasca a Machu Picchu, dalle catene andine al lago Titicaca. L’espressione “Vale un Perù”, utilizzata per indicare qualcosa di ...

  • di Oli79
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Un fai-da-te tira l’altro. Dopo il Brasile non è più pensabile un viaggio organizzato diversamente: la libertà, il senso d’avventura e la gioia di scoprire autonomamente qualcosa di nuovo è impagabile! Dopo aver letto decine di recensioni, abbiamo prenotato via Internet tutti gli alberghi: la scelta si è rivelata ottima, perché abbiamo trovato strutture al di sopra di ogni aspettativa. Ci siamo invece affidati all’esperienza di Casa Yolanda (www.casayolandalima.com/) per i trasferimenti interni via terra, il sorvolo di Nasca, l’escursione al Cañón del Colca e l’ingresso a Machu Picchu. Con il senno di poi avremmo dovuto fermarci un giorno in più sia a Puno che a Cusco per godere appieno delle attrattive di questi luoghi.

Lunedì 23 Luglio 2012

Partiamo da Milano Malpensa, via Madrid, per Lima, la capitale del Perù, la terra dell’oro e dei mille misteri. L’attesa del volo per Lima dura più di tre ore: ci sono ben quattro aerei di diverse compagnie in partenza per il Perù (noi voliamo con Iberia) e un impressionante numero di bimbetti peruviani, parlanti italiano, che non stanno fermi un attimo. Il nostro aereo non è di ultima generazione: i sedili non sono provvisti di monitor e di conseguenza è quasi impossibile guardare i film in programmazione. Il servizio a bordo, inoltre, è praticamente inesistente. Quindi… non ci resta altro che dormire!

Martedì 24 Luglio 2012 – Lima

Arriviamo a Lima in anticipo sull’orario previsto. La dogana è superveloce, in compenso l’attesa delle valigie è snervante (impieghiamo più di un’ora per recuperare i bagagli). Edison, l’autista di Casa Yolanda, ci accompagna all’albergo Radisson Hotel Decapolis nella zona di Miraflores. La città, malgrado siano le sette di mattina, è completamente sveglia e le strade sono piene di gente. Il cielo è grigio e velato a causa della garúa, la nebbiolina tipica dell’inverno limense: dalla calda estate italiana siamo piombati nell’inverno peruviano! In albergo abbiamo appuntamento con Yolanda che ci consegna i biglietti e i voucher dei vari trasferimenti che ha acquistato per noi e che ci dà ottimi consigli su come “muoverci” in questo paese. Visto che la camera sarà a nostra disposizione solo nel pomeriggio, decidiamo di prendere un taxi per visitare il centro storico (bisogna contrattare il prezzo della corsa in quanto i taxi non hanno il tassametro). Siamo stanchi per il lungo viaggio e per il fuso orario (ben sette ore di differenza) ma non vogliamo perdere neppure un minuto.

La Plaza Mayor o Plaza de Armas (si chiama così la piazza principale di ogni città o paesino peruviano) è molto grande e su di essa si affacciano gli edifici coloniali più significativi di Lima: la Catedral, il Palacio Arzobispal con i balconi di legno intagliato in stile moresco (elemento tipico dell’architettura coloniale peruviana) e il Palacio de Gobierno. Purtroppo questi edifici sono stati più volte ricostruiti a causa di incendi e terremoti (in Perù la terra è piuttosto “ballerina”) e, quindi, di originale non è rimasto molto. All’interno della cattedrale c’è una cappella tutta in mosaico che custodisce le spoglie del conquistatore spagnolo Francisco Pizarro. A mezzogiorno assistiamo al cambio della guardia davanti al Palacio de Gobierno: si tratta di un vero e proprio show con alzabandiera e soldati che sfilano marciando mentre la banda suona (non proprio a tempo) “El condor pasa”, che sarà il filo conduttore sonoro di tutto il nostro viaggio. Ad assistere al cambio della guardia ci sono anche alcune scolaresche. Il tempo è migliorato e si intravede un pallido sole (l’abbigliamento a cipolla è inevitabile!) ma per i peruviani deve fare freddo: i bambini sono supervestiti con tanto di calzamaglie, calzettoni, golf pesanti, cappelli e piumini

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