Affascinante Perù

Ande, canyon, strapiombi, vallate, oceano, deserto... tutto è sovrastato dalla natura

  • di cicciotta
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 23
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Finalmente è arrivato il tempo di partire per il Perù. Il viaggio tanto sognato è arrivato e nonostante l’alzataccia si parte da Pesaro (30 aprile) con un pulmino alle 2.30 diretti all’aeroporto di Bologna, dove con la compagnia Klm si arriva ad Amsterdam alle 8.30 e si riparte per Lima alle 12.20 ore locali. Siamo in 23 (da Pesaro, Trieste, Milano, Mestre), un gruppo ben assortito e c’è chi non è la prima volta che va in Perù. Il grande gruppo del Regno di Condy è partito. Compagnia olandese niente male, monitor personale, il mangiare si sa, ma l’equipaggio è molto gentile. 13 ore di volo ed arriviamo a Lima alle 18.30 ore locali. Il Gran Hotel Bolivar ci da il benvenuto con il suo tipico liquore fresco pisco che è una meraviglia. L’albergo esteriormente è maestoso in piazza San Martin ma le sue stanze odorano un po’ di vecchio e stantio, ma con un certo stile e fascino antico, il servizio è buono ed anche la pulizia. Naturalmente la sera non finisce lì, ci avviamo subito verso la via centrale accanto all’hotel con traffico chiuso che ci porta in plaza mayor con fontana in bronzo, cattedrale, palacio de Gobierno, palacio arzobispal tutto illuminato. La strada movimentatissima trabocca di gente e bambini, negozi e ristoranti per tutti i gusti. Capiamo subito che non ci saranno problemi di cibo. Prima di andare a dormire è diritto farsi ancora un bicchiere di pisco bevanda a base di grappa, succo di lime e albume d’uovo servito freddo…. è molto buono. Si crolla.

1 Maggio

Oggi ci aspetta la visita al museo nazionale di antropologia, ma scopriamo che con la festa del primo maggio è l’unico giorno che il museo è chiuso così si va al museo Larco Rafael Herrera fondato nel 1926 dove mostra una panoramica eccellente su 300 anni di sviluppo della storia del perù precolombiano. Circondato da splendidi giardini è situato in una villa coloniale. Le opere del museo Larco sono state esposte nei musei più prestigiosi del mondo. Molto bello con le sue sale dedite a tessili, metalli, ceramiche e persino una sala erotica tutta da scoprire. Finita la visita si parte per Pisco. Avremmo dovuto visitare il sito archeologico di Pachacamac, ma anche questo, causa festa, è chiuso. Lungo l'interminabile Panamericana ci fermiamo a pranzo al El Pilon. Buono il pesce ed anche il servizio; un po’ caro per essere in Perù, ma l’unico della zona dopo tanti chilometri. Arriviamo a Pisco alle 18 e l’albergo non è certo dei migliori, anzi è il peggiore di tutto il viaggio, ma è comprensibile, il terremoto del 2007 ha distrutto il paese lasciando in piedi ancora Hostal Jorge (dove abbiamo dormito). Serata in piazza a cercare l’unico market della zona per comprare frutta e acqua e passeggiata in piazza principale con processione di una madonnina traballante portata a spalla per tutta la piazza.

2 maggio

Partenza dall’Hostal Jorge dove una colazione estenuante ci ha reso tutti un po’ nervosi, ma siamo in Perù e dobbiamo adattarci ai loro ritmi. Alle 7 si parte per le Isole Balletas a Paracas. Ci imbarchiamo su uno scafo che ci contiene tutti, con il mare calmo e azzurro, c’è un sole che illumina questo paradiso di migliaia di uccelli, ma anche di pinguini, pellicani, cormorani dal becco rosso, guanay, 3 specie di gaviota, lontra felina, otarie e di foche dal muso paffuto che si mettono in posa vezzose quando la barca dei turisti gli passa davanti. Scogli spettacolari, grotte, l’arco di roccia “les balletas". Montagne di guano e pontili ormai diroccati per il commercio. Prima di arrivare alle Balletas ci si ferma ad ammirare il famoso candelabro, un petroglifo che serviva ai naviganti di Paracas come faro. Lo si può ammirare solo dal mare e siamo stati fortunati ad avere una giornata soleggiata. Tornati sulla terra ferma si rilassiamo sul molo a sorseggiare qualcosa e ad ammirare alcuni pescatori per qualche soles si fanno fotografare mentre danno da mangiare al volo acciughe a due pellicani. Si riparte verso le 10,30 per raggiungere la laguna Huacachina, un’oasi sahariana in mezzo al deserto Ica. Naturalmente il giro sulle dune di sabbia è d’obbligo, è divertentissimo, sono dune altissime poi giù a capofitto verso il lago o pozza putrida dove alcuni bambini osavano bagnarsi. Per finire anche una bella scivolata con la sand board in una sabbia finissima come borotalco a circa 40 gradi. Assetati dal gran sole ci rifocilliamo in un ristorante dell’oasi e gustiamo del buon pesce e cervesa fresca. Attraversiamo parte del deserto e arriviamo a Nazca all’Hotel Oro Viejo che, dopo l’Hostal San Jorge, ci sembra un resort con piscinetta e camera piano giardino veramente graziosa. Doccia e via per le stradine della cittadina a trovare un ristorantino tipico. Ci fermiamo al La Cotzca che oltre al tempo interminabile per mangiare, non era nemmeno buono.Tanta stanchezza ma già si pensa all’indomani quando prenderemo i piccoli aerei per sorvolare le linee nazca

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