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Spaghetti a 5000 metri!

Viaggio nel cuore della Cordillera Blanca, lungo sentieri, villaggi e vallate lontani nello spazio e nel tempo, in mezzo a gente semplice, dove è possibile mettere a fuoco i valori e i bisogni essenziali della vita.... ed inoltre scalate di ...

  • di gisulfa
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 24
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Spaghetti a 5000 metri!

Giovedì 1 luglio 2010 - L’appuntamento è sul piazzale delle corriere di Sarzana alle due di notte. Siamo ventiquattro e questo viaggio è stato organizzato in occasione del quarantesimo anniversario della ricostituzione della sezione CAI di Sarzana (1970-2010). Si parte in pullman per Bologna e da li si vola a Madrid. L’aereo per Lima è pienissimo e non c’è neanche una vaga speranza di trovare posto accanto a qualcuno del gruppo; mi ritrovo quindi in penultima fila, accanto ad un ragazzo russo che dormirà per tutta la durata del viaggio con la faccia infilata nell’oblò. Non mi resta che leggere e fare un pisolino. Poi finalmente eccoci sull’Amazzonia! Tutti dormano e hanno il finestrino chiuso. Per vedere qualche cosa devo andare dietro e guardare attraverso il piccolo oblò della porta di emergenza. La foresta amazzonica è immensa e non si riesce a vederne i confini. Qua e la ci sono fiumi lunghissimi che scorrono con andamento sinuoso e che hanno l’aspetto di serpenti. Immagino che si tratti di alcuni dei tanti affluenti del Rio delle Amazzoni. Poi, ad un certo punto si vede una striscia luminosa e grandissima: eccolo il grande fiume! E davvero non ci sono parole per descriverne l’entità e la bellezza! Più tardi, a circa un’ora dall’arrivo, si intravedono le prime montagne. Le cime sono altissime e si ha l’impressione di poterle sfiorare. Il sole è basso e l’ombra delle vette più alte si proietta su quelle più basse, dove si è addensata la nebbia, creando un suggestivo effetto di chiaroscuro. Inizia la discesa su Lima. La città è coperta da uno spesso strato di smog. E’ quasi buio e le luci sono accese. Sotto di noi compare una città dall’atmosfera irreale e dall’aria irrespirabile. La temperatura è di 18 gradi. Sono le sei di sera (ora locale) ed è ancora giovedì 1 luglio. Ad aspettarci c’è Edgar, la nostra guida, con un sorriso smagliante... Ed anche il primo miracolo: sono arrivate tutte le valigie! Saliamo sull’autobus che ci porterà in albergo e facciamo conoscenza con Alfredo, uno dei nostri accompagnatori. Lungo il tragitto si vedono centinaia di ristoranti, bar, casinò, centri estetici, palestre. L’albergo “Las Palmeras” si trova nella zona Nord di Lima, in prossimità della “Panamericana Norte”: la strada che attraversa il Perù, in direzione Nord, sino all’Ecuador.

Venerdì 2 luglio - Quando mi sveglio apro le tende e guardo fuori. Il cielo è grigio e intorno ci sono tanti edifici non finiti. Dei cani usano la piccola aiuola davanti all’albergo come toilette; uno di loro ha il cappottino. Fuori dalla finestra c’è un groviglio pazzesco di fili elettrici: è così vicino che puoi toccarlo. Ma è davvero pericolosissimo!. Dopo un abbondante colazione, nell’attesa di cambiare un po’ di soldi, guardiamo parte del primo tempo della partita Brasile-Olanda. Poi ci avviamo verso un centro commerciale, percorrendo una grande strada in rifacimento dove regna il caos più totale. Centinaia di autobus cittadini sfrecciano in tutte le direzioni. I marciapiedi sono pieni di bancarelle che vendono tante cose da mangiare, tra cui anche piccole uova di quaglia. Un gruppo di uomini approfitta di un televisore in un negozio di elettrodomestici per guardare la partita. Per pranzo, Edgar ci porta in un ristorante tipico. Il buffet è davvero ricco ed è servito in pentole di terracotta che poggiano su fornelli con forme antropomorfe... Ed è tutto buonissimo. Torniamo in albergo per recuperare i borsoni e ripartire con il pullman per un giro sulla costa e al centro di Lima. Nel frattempo dei bambini escono da un portone e si fanno fotografare. Una di loro ha la divisa scolastica: maglione blu e gonna grigia a pieghe. Qualcuno di noi distribuisce piccoli regali e in cambio riceviamo tanti sorrisi. Lungo il tragitto ci sono lavori ovunque e tutto è coperto da uno spesso strato di polvere. Anche le piante sono grigie. Le strade sono piene di venditori che propongono ogni sorta di mercanzia: mandarini sbucciati, flauti, specchi. Alcune sono donne e stanno li, in mezzo al traffico per ore, con i bimbi in spalla. la città si estende per chilometri in una ininterrotta sequenza di edifici con inferriate e filo spinato, cartelloni pubblicitari e gigantografie di candidati politici. Una bella statua che raffigura la Madonna col Bambino è letteralmente “fagocitata” da tutta questa pubblicità

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Commenti
  1. visconte2010
    , 15/2/2011 21:47
    Siete riusciti a rendere bene a parole la vostra esperienza di viaggio in Perù. Saluti & Complimenti !!!
  2. outback
    , 12/12/2010 20:06
    Racconto molto ben documentato, brava!!
    E complimenti anche per le salite alpinistiche che raggiungono quote di tutto rispetto.
  3. Tullia Gaddi
    , 8/12/2010 10:42
    Spaghetti a 5000 metri:
    il racconto è avvincente e pieno di utili dettagli per conoscere meglio una zona del Perù meno nota, molto belle le foto!

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