In viaggio di nozze tra peru’ ecuador galapagos

Seguendo l’esempio di altri viaggiatori, anche io e Filippo vogliamo condividere con voi il nostro incredibile viaggio di nozze tra Perù e Galapagos. Proprio grazie ai racconti di viaggio letti su Turisti per caso, infatti, ci siamo rivolti ai gentilissimi ...

  • di SP79
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  • Viaggiatori: in coppia

Nel pomeriggio visita agli ingegnosi acquedotti, una serie di pozzi concentrici collegati da canali e alla partenza delle Linee nel deserto.

Narza ci è parsa una cittadina insignificante e poco raccomandabile, ma vale la visita per le linee e i siti archeologici.

In tarda serata partiamo per Arequipa con bus notturno: il viaggio in sedili letto è abbastanza confortevole, ma la nostra altezza non favorisce la comodità!

03 LUGLIO

Arriviamo ad Arequipa alle 9 circa e, dopo esserci rifocillati all’hotel Las Torres de Ugarte, gironzoliamo per la splendida città: il monastero di Santa Catarina è impedibile, così come il Museo Santury, dove è conservata "Juanita la principessa di ghiaccio", la mummia congelata di una bambina Inca sacrificata al vulcano Ampato 550 anni fa.

Meritano una visita anche la Cattedrale e la Chiesa della Compagnia, che si affacciano sulla bellissima Plaza de Armas, dove abbiamo cenato in un ristorantino panoramico con vista mozzafiato.

Arequipa si trova a 2.500 metri d’altezza, quindi se soffrite l’altitudine vi conviene passarci un paio di giorni per acclimatarvi: il centro storico è interamente lastricato ed è patrimonio culturale dell’umanità secondo l’Unesco, per cui troverete piacevole girovagare tra chiese, palazzi e negozietti in cui fare acquisti.

04 LUGLIO

Comincia la nostra avventura nel Canion del Colca, che abbiamo percorso con un piccolo tour in autobus, raggiungendo un passo a quota a 4.900 m e attraversando paesaggi mozzafiato, tra cime innevate l la vista dei tre vulcani (Misti, Chachani e Pichu Pichu) e soste per immortalare lama e vigogne al pascolo.

Dopo il pranzo a buffet nel modesto paesino di Chivay, nel pomeriggio ci siamo rilassati alle terme, con spettacolare vista sulle montagne, che ci ha ripagati dello shock termico all’uscita della vasca con l’acqua a 39°.

Cena in un ristorante con spettacolo folkloristico e pernottamento all’hotel Pozo del Cielo, il più bello di tutta la vacanza in Perù, con vista panoramica e deliziose camerette dotate di stufetta elettrica, coperta di alpaca e borse dell’acqua calda, considerata la forte escursione termica.

05 LUGLIO

Sveglia alle 5 e partenza per il tragitto che, attraverso due paesini e una strada panoramica che si inerpica tra le montagne, ci conduce alla Cruz del Condor, punto d’osservazione privilegiato per ammirare i condor che salgono dal canalone per posarsi sulle rupi del canyon in attesa che l’aria si scaldi e possano sfruttare le correnti ascensionali.

Siamo baciati dalla fortuna e riusciamo a osservare rapiti una ventina di condor che si alzano uno dopo l’altro e cominciano a volare sopra le nostre teste: uno spettacolo che, come Machu Picchu, vale da solo il viaggio.

Dopo una passeggiata nella valle e l’ottimo pranzo a buffet ci trasferiamo in bus a Puno con Attilio e Rosaria, una coppia che viaggerà con noi fino a Cuzco, attraversando un paesaggio di selvaggia bellezza.

La tempestiva Yolanda ci avvisa che il 7 e 8 luglio è previsto uno sciopero con tanto di barricate sulle strade, quindi ci prenota al volo un bus serale che ci porterà a Cuzco, in alternativa al viaggio diurno di 7 ore previsto nel programma.

06 LUGLIO

Il gentilissimo proprietario dell’hotel Totorani riesce a organizzarci sia il tour sul lago Titicaca sia la visita al cimitero di Sillustani, in modo da prendere il bus per Cuzco in serata.

Alle 7, quindi, siamo già sull’imbarcazione che ci conduce alle Islas Flotantes, definite galleggianti perché costruite con canne di tortora, un giunco acquatico, miste a fango, che ne fissa le radici e ne impedisce la decomposizione. Con lo stesso materiale gli abitanti delle isole, che ci vivono davvero e si sostentano con l’artigianato e il turismo, costruiscono le loro barche, chiamate balsas, e le capanne

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