Viaggio di nozze con Peruetico

Peruexpress Raccontare questo viaggio non è ancora una cosa facile, ancora troppo vicino il ritorno, solo 5 giorni, ma ci provo, sorseggiando un mate di coca (ebbene sì, ho portato a casa le foglie! ) e rimpiangendo i brownies di ...

  • di fra1979
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  • Viaggiatori: in gruppo
 

Peruexpress

Raccontare questo viaggio non è ancora una cosa facile, ancora troppo vicino il ritorno, solo 5 giorni, ma ci provo, sorseggiando un mate di coca (ebbene sì, ho portato a casa le foglie! ) e rimpiangendo i brownies di Kristo! La scelta di questo viaggio è avvenuta un po’ per caso e un po’ per curiosità … io e Mattia avevamo tanta voglia di conoscere esperienze, impressioni e mondi nuovi. La scelta di Peruetico è stata “emozionale”… è stata la prima agenzia che ho scovato in rete, la prima di cui ho letto ogni pagina del sito, osservato ogni immagine e colto tutta la passione che emergeva fra le righe … è stato amore a prima vista! Ho trovato altre proposte, ho scoperto furfanti copiatori, ho letto molti pacchetti viaggio vaghi e per nulla attraenti, ma tanto era come se già avessi deciso … per fortuna mio marito mi ha assecondato in tutto! Arrivato il giorno della partenza era già tutto pronto: i biglietti inviati in anticipo, tutte le indicazioni occorrenti e un “ci vediamo prestissimo” che faceva ben sperare! La presenza di Federico in aeroporto a Milano è stata molto gradita, ci ha aiutato ad entrare nel clima “famiglia Peruetico”, ci ha raccontato qualche piccola esperienza vissuta personalmente, ci ha parlato di Matteo, della sua famiglia, ci ha aiutato a “sopportare” le 3 ore di attesa del volo … davvero una bella idea! Ecco, il volo è una delle cose peggiori del viaggio: Iberia non è il massimo delle compagnie, ma ho confrontato gli orari e i costi con le altre che volano sul Perù ed effettivamente è quella che in meno ore e con meno soldi ti fa arrivare dall’Italia, quindi l’orribile cibo servito, la scortesia di hostess e stewart, la scomodità dei sedili passano in secondo piano! Arrivati comunque a Lima è stato davvero meraviglioso trovare ad attenderci (oltre che tutte le nostre valigie!) Maruja ed Emanuele di Marostica che ci accolgono con un sorriso e ci “catapultano” nella vita di Lima. Percorrere i 50 km che separano il Ceprof dall’aeroporto è come un tuffo nel vuoto: non sai se e quando arriverai … buttarsi in questa città così caotica, bruttina (lasciatemelo dire!!!!), frenetica come un formicaio, immersi nella garua che scende come pioggia, è davvero uno shock. Tornarci invece alla fine del viaggio è stato perfetto … ogni contorno delle cose si era definito, ogni incrocio sembrava meno pericoloso, ogni negozio con le inferriate meno fatiscente, ogni persona incontrata per strada quasi meno povera ….. Pensate a quanto possono averci toccato questi 20 giorni!!? Il centro è un luogo davvero speciale, ci siamo sentiti tutti a casa, grazie non solo all’ottima cucina, ma soprattutto al sorriso delle ragazze e al loro “spettegolare” che mette allegria da subito! Peccato solo averlo potuto vivere così poco … come anche tutti gli altri centri! Pazienza! Il secondo giorno inizia davvero il “viaggio”. Atterrare a Cusco è come salire in giostra! Sarà l’altitudine, sarà il magnifico sole, sarà il vostro abbraccio all’aeroporto, ma la sensazione è quella di essere “tornati” e non “arrivati”! D’ora in avanti il mio racconto sarà molto vago nelle date e nei giorni, perché davvero non sono riuscita a conservare un legame con lo spazio e il tempo, ogni giorno mi sembrava infinito e allo stesso tempo troppo veloce! E’ stato molto bello e utile avere i primi giorni liberi per poterci “acclimatare” e godere un po’ la città in maniera vera; è stato speciale poter pranzare e cenare con voi, conoscere i posti dove realmente vivete, dove prendete il CAFFE’ (!!!), dove vi ubriacate … ah, scusa Matteo!! Questa era riferita solo ad Emanuele ed Ivan! I primi giorni sono stati anche molto utili per conoscere meglio i vari componenti del gruppo, per instaurare le prime amicizie o per “annusare” le prime differenze negli stili di vita e di viaggio. In un gruppo così grande è stato da una parte difficile cercare di assecondare tutti gli interessi, ma dall’altra, potendosi suddividere in gruppi più piccoli, è stato anche molto facile, perché ognuno ha scelto i compagni di viaggio più simili! Le escursioni della prima settimana sono state tutte bellissime e molto interessanti; ho apprezzato moltissimo l’atteggiamento aperto e disincantato di Camilo, che è stato davvero grande nel farci vivere con i suoi racconti la vera vita peruviana, le abitudini, le usanze e molto altro! Quasi un maestro di vita! Ci ha sempre lasciati liberi di osservare e vivere i posti senza indottrinarci, mentre ad esempio ho fatto fatica ad assecondare la rigidità di Marco il giorno che ci ha accompagnato a Moray. Probabilmente anche lui ha fatto fatica a tenere testa ad un gruppo così, infatti abbiamo avuto la sensazione che si fosse notevolmente incazzato!!! Ci è dispiaciuto, ma credo sia una guida adatta a gruppi più piccoli o più omogenei rispetto al nostro. Un grazie invece va al mitico Fredy, che si è dimostrato sempre utile, gentilissimo e sorridente (ma se non mi ha spedito le cartoline ritiro tutto!!!). Io e Mattia dal secondo giorno abbiamo soggiornato alla Piccola Locanda (ancora grazie Matteo!), dove siamo stati davvero coccolati e viziati! W la camera di Luna e i biscotti di Fidel! La notte dopo Macchu Picchu invece siamo stati al Cusco Plaza Nazarenas, dove non so se per colpa dell’ora (siamo arrivati all’una di notte, dopo la cena in Locanda post rientro in ritardo!!) o del fatto che era pieno, ma ci hanno fatto salire in piccionaia, al 4 piano, in una stanza non propriamente pulita: mi sento di sconsigliarvi di riutilizzarlo o almeno di controllare prima la stanza del pernottamento! Le escursioni ai siti inca sono delle immersioni nel paesaggio andino uniche e memorabili, ma le esperienze più belle e significative della prima settimana rimangono le visite ai 3 centri che Peruetico finanzia anche grazie al nostro viaggio: l’Hogar de las Estrellas, Mosoq Runa e Huaro! I centri sono come delle piccole oasi in mezzo al deserto: nascono in quartieri disagiati, in zone dove le famiglie sono molto povere e spesso “a rischio”, dove i bambini sono considerati quasi sempre un peso inutile, soprattutto quando alla giovane età si aggiungono degli handicap. Il lavoro dei volontari e dei diversi operatori è davvero difficile e per questo lodevole, ma quando arriviamo e conosciamo tutti i bambini capiamo il perché di tutti questi sforzi! L’accoglienza è sempre così affettuosa e festosa che la sensazione di essere fra amici aumenta ad ogni incontro: Benedicto ad esempio mi si avvicina per primo e fa sua la fotocamera, vantandosi di essere un ottimo fotografo! Infatti è così: una delle nostre foto più belle delle vacanze ce l’ha fatta proprio lui! Mary Luz ci fa sorridere perché tutti si dimenticano di lei e le porgono i piatti per ultima, solo perché è la più piccolina e a mala pena arriva alla tavola! Fidel ci accompagna orgoglioso nel suo laboratorio di cucina dove sforna i biscotti e le torte che ogni mattina mangiamo alla Locanda! Conoscendoli ci rendiamo conto che sono loro la vera ragion d’essere di questo viaggio, che sono loro i protagonisti dei sogni e della fatica delle tante persone che abbiamo conosciuto nei centri e che sono loro che hanno e avranno bisogno di tutto il nostro impegno, anche dall’Italia! È arrivato il momento di partire da Cusco, con destinazione Puno; la strada pressoché infinita è bellissima, con scenari e colori da togliere il fiato, soprattutto quando inizia ad imbrunire e le montagne si colorano di rosso e viola! Il primo giorno sul Lago Titicaca ci aspettano tutti i comitati di Collasuyo (Minka Fair Trade), dove arriviamo dopo due ore di attesa vicino ad un fiume somigliante più ad una discarica (pazienza! Però l’amico poteva anche dircelo, così magari aspettavamo a Juliaca che, per quanto sembri Beirut, sarebbe stata sempre meglio!). All’arrivo ci emozioniamo tantissimo, perché le donne sono tutte vestite nei loro colori sgargianti e danzano solo per noi, mentre gli uomini suonano i loro flauti artigianali! Spero che qualche nostro compagno video-operatore abbia filmato la scena mitica di Mattia che cerca di sfuggire ad una piccola donnina che gli salta al collo per baciarlo!!! Lia rideva sempre due ore ripensandoci! Ci hanno preparato un pranzo fantastico, durante il quale abbiamo mangiato tutti attorno alle “tovaglie” stese a terra, coperte di ogni ben di dio, mentre loro timidamente mangiavano fuori, al sole. Dopo pranzo ci mostrano tutta la filiera dell’allevamento dell’alpaca (costano davvero poco in euro, quasi quasi ne porto a casa uno!!), della tosatura, della scelta della lana e della filatura (ho provato: è difficilissimo!!), quindi aprono il mercatino e dalle borse coloratissime delle donne escono centinaia di capi in alpaca, maglioni, berretti, cuffie, pupazzetti e nessuno riesce a resistere, se non Mattia che è fuori misura! Non esistono maglioni per lui in Perù! Torniamo a Puno e in 15 minuti visitiamo il centro della città!!! Dobbiamo prepararci per il giorno successivo, perché ci aspettano le islas flotantes degli Uros e Valerio, che ci accompagnerà in quel luogo mitico e fuori dal mondo che è Taquile! Le donne Uros sono delle provette commerciali … hanno capito dove posizionare le loro isole, come farsi amici i turisti e come riuscire a vendere i loro bellissimi prodotti!! Colgo l’occasione assieme a Sara ed Alessandra per indossare i loro vestiti, entriamo nella loro casa e ci trasformiamo in buffe e coloratissime donne Uros! Ma ripartiamo subito, Taquile e la sua magia ci aspettano! L’arrivo è straniante: sembra di essere arrivati in un’isola del Mediterraneo e non a 3800 mslm, in un lago!! La gentilezza e la cortesia della comunità, della famiglia di Valerio, gli sguardi profondi e vivi di Elisabeth da sotto il suo velo nero sono impagabili e fanno dimenticare subito i 200 gradini fatti con il cuore in mano e i polmoni sotto i piedi!!! La luce, l’acqua trasparente, i ghiacciai boliviani sullo sfondo sembrano irreali, come anche la vita di questa comunità, una perla intatta, salvata dalla lontananza dal mondo! Esempio davvero incredibile di democrazia diretta e pace, la vita che trascorrono i comuneros, privati dei più comuni generi di conforto come acqua corrente ed elettricità, è comunque felice, serena e orgogliosa come in poche altre comunità civili! I due giorni con loro, sono il ricordo più emozionante che porto con me … assieme alla vista delle “comete” (gli aquiloni) dei bambini al tramonto sul lago! Puno ci attende per l’ultima notte, domani si riparte e ci aspetta il viaggio per arrivare ad Arequipa! Riguardo questo tragitto non ho capito come mai siamo andati fino ad Arequipa per poi ritornare indietro sulla stessa strada per almeno due ore per andare a Chivay! A parte recuperare la guida, Anna o per gli amici “la maiala delle Ande”, che concupiva in continuazione l’autista e anche qualcuno del gruppo (Emanuele e Davide si tenevano a debita distanza!), perché non siamo andati direttamente? In questo modo avremmo recuperato un giorno, perché la mattina dopo saremmo stati già pronti per vedere i Condor (fra l’altro che fortuna!!! Ne abbiamo visti 12!) e nel pomeriggio avremmo potuto scendere ad Arequipa! Così anche gli sbalzi di pressione sul fisico sono leggermente minori!! Comunque a Chivay (“il paese di Ivan”: Anna ci ha detto che è il paese dell’Ammore!) è stata ottima la capatina alle terme (ma che freddooooo!) e poter vedere la festa del paese durata tutta la notte! Bellissimo anche l’hotel (Pozo del cielo: l’unico letto con misure extralarge e non peruviane!!). Dopo Taquile l’arrivo ad Arequipa è un po’ sconvolgente, con tutti i suoi taxi, la confusione, l’anima così europea (sembra una città spagnola!) ma abbiamo apprezzato moltissimo il clima! Poter indossare finalmente una tshirt sembrava una favola! La giornata libera è davvero bella: visitiamo tutti assieme il monastero di S. Catalina (grazie Camilo!!) e poi andiamo a festeggiare il 33° compleanno di Ivan in un ristornate tipico (la nueva Palomino) dove mangiamo enormi piatti tipici e qualcuno anche il Cuy! Nel frattempo Ivan è oggetto dei desideri della cantante (un mix orrendo fra Orietta Berti e Vanna Marchi!) che gli dedica canzoni, lo invita a ballare, ma soprattutto gli fa un giochetto con le sopracciglia che lascia presagire chissà quali delizie amatorie … ma Ivan o è troppo stanco o è troppo sobrio per accettare!!! Nel pomeriggio cosa possiamo fare di meglio se non un giro al museo della storia andina per vedere la mummia Juanita e poi un tuffo nella festa per l’anniversario della fondazione della città, che ci ingloba coi suoi carri mascherati, con le strade piene di compagnie di ragazzi che ballano e saltano e ti impediscono di attraversare la strada se non dopo un tributo a passi di danza! Il giorno dopo partiamo alla volta di Nasca: questo si che è un trasferimento tosto! Il viaggio è lunghissimo e sembra davvero non finire mai, anche perché dopo poco tempo si arriva nel deserto e il paesaggio, per quanto affascinante, è davvero ipnotico! A metà tragitto arriviamo al mare, mangiamo il pesce in un ristorantino di pescatori e a quel punto il maschio italiano non può farsi mancare la classica partita in spiaggia; nel frattempo noi femminucce facciamo una passeggiata fra le onde … il risultato del pomeriggio è per i primi un sanatorio fra ossa malandate, caviglie decrepite e colpi di tosse, mentre per le seconde c’è il rischio di amputazioni ai piedi: quant’è freddo l’Oceano??!? Arriviamo a Nasca che è già buio, l’hotel (Allegria) è bello e confortevole (alcune camere invece hanno problemi con la tensione elettrica). La serata trascorre tranquilla davanti ad un Pollo alla Brasa e ad una Cusquena, in attesa del volo sulle linee del giorno dopo, ma solo per alcuni! Noi scegliamo di rimanere a terra, grazie all’invitante presentazione fattaci da Emanuele a Cusco! In mattinata, grazie alla guida Marcos (auguri per i tuoi gemellini!), conosciamo il sito archeologico di Cahuachi e l’acquedotto di Cantalloc, veramente bellissimi! Tutta la giornata però vola nell’attesa di arrivare finalmente all’oasi di Huacachina (Ica)! L’aspettativa viene ripagata in tutto! L’hotel (El Huacachinero) è molto carino, la piscina invitante e la sagoma buia delle dune tutt’attorno ci fanno capire che l’indomani sarebbe stata una giornata da ricordare! L’indomani sveglia un po’ più tardi del solito (per intenderci…alle 9) e a seguire sciallo totale a bordo piscina, mentre qualche matto scatenato fa su e giù per le dune anche due volte (compreso Ivan, amici!!!Incredibile!). Noi sfidiamo l’acqua gelida della piscina e iniziamo una partita a pallanuoto, a cui si unisce una ragazza americana, che credo non fosse andata alle Olimpiadi proprio perché era già in viaggio in Perù, ma sicuramente era stata convocata!!! Una vera forza della natura che Mattia decide bene di prendersi in squadra!! Una squadra di peso, non c’è che dire!!! Ci battono 10-8, ma devo dire che la mia squadra si è difesa … con le unghie e con i denti, vero Davide!? Nel pomeriggio abbiamo appuntamento con la corsa nel deserto con le Dune Buggy: ci disponiamo su due vetture e capiamo già che la nostra è quella che vuole mas adrenalina!! Partiamo e ci ritroviamo a una velocità pazzesca in mezzo ad un deserto immenso, con tutte le sfumature del sole che si avvia al tramonto. Dopo svariate soste per permettere ai più temerari di fare un po’ di sandbording o di lanciarsi a razzo sulle dune ci lanciamo in varie sfide alla gravità salendo e scendendo per dune altissime e ripidissime! Come una corsa sulle montagne russe, ma di sabbia! Quando ormai i colori ci dicono che il sole sta scendendo, ci fermiamo e aspettiamo che tutta la sabbia intorno a noi si incendi e il sole veloce scenda dietro l’ultima duna all’orizzonte. Torniamo all’hotel felici come bambini (tranne qualcuno un po’ troppo sensibile alla velocità!!) e con gli occhi pieni di una bellezza davvero infinita! Serata tranquilla, talmente tranquilla che l’aiuto guida si addormenta a tavola fra l’arrivo della birra e quello del panino! Come chi è l’aiuto guida? Dai che avete capito?! Domani è il penultimo giorno del nostro viaggio e ci aspettano le Isole Ballestas con tutti i loro animali: pellicani, pinguini, leoni marini buffissimi e molto stanchi, gabbiani normali e quelli dal pico rojo, granchi e in più il guardiano della riserva, la specie più rara di tutte, che vive solo su un’isola per 6 mesi e che ci saluta da una finestra! L’ultima meraviglia che ci aspetta è Paracas, con i resti della Cattedrale, la playa roja , l’oceano verde smeraldo e la sabbia di un colore che credo non esista in nessun altro luogo del mondo! Nel pomeriggio inizia il viaggio di ritorno a Lima … e tutto ciò che vediamo è affievolito dalle esperienze che abbiamo vissuto in questi preziosissimi giorni! Al Ceprof le bambine ci aspettano con un balletto preparato apposta per noi, ma Camilo perde la strada (non lo ammetterà mai, ma è così!) e arriviamo tardi, sono già a letto! In compenso ci aspettano due teglie di lasagne preparate da Daniela (una delle tante “peruviane” made in Veneto che abbiamo incontrato!) che ci fanno pensare di fermarci lì per sempre!! Attento Matteo, perché vuole fare concorrenza alla Locanda! Siamo tutti stanchissimi, quindi a nanna presto, perché domani alle 7.30 le bambine ci aspettano per conoscerci prima di andare a scuola! Ci svegliamo e corriamo subito da loro, che ci accolgono con tantissimi baci e un affetto pazzesco. Il risveglio più bello del viaggio! Il loro entusiasmo, i loro sorrisi e i loro baci dal pulmino (guida Emanuele … possiamo stare tranquilli?!) ci ripagano di tutta la fatica fatta, dei risvegli prima dell’alba, della garua, delle tante ore in pullman, del freddo di Chivay, dei gradini di Taquile, del traffico di Cusco e Arequipa e delle ginocchia rotte dopo l’Intipunku! Si conclude così il nostro viaggio, i nostri occhi sono stanchi e segnati, ma il cuore è così pesante di emozioni, ricordi, paesaggi, colori e nuovi amici … che al check-in speriamo non ci facciano pagare il sovraprezzo!!!

Un grazie a Matteo e ad Emanuele per essersi incontrati e aver condiviso i loro sogni! Ai signori Chavez e Granadino per aver donato la loro casa al progetto della Locanda e per aver messo al mondo dei figli meravigliosi! A Camilo perché ci ha fatto amare davvero tutto del suo paese! A Ivan perché senza di lui non sarebbe stato lo stesso viaggio! Ai nostri compagni di viaggio che speriamo vogliano condividere con noi ancora tante altre esperienze!

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