Huaro, la nostra scuola

Eccomi a raccontare un sogno.Un sogno colorato da volti radiosi di bimbi abbandonati che hanno conosciuto la speranza.Il sole rideva quel mattino di agosto. La piazza di Huaro era deserta; solo un gruppo di italiani spaesati calpestava il prato all’esterno ...

  • di gabrielepoli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Eccomi a raccontare un sogno.Un sogno colorato da volti radiosi di bimbi abbandonati che hanno conosciuto la speranza.Il sole rideva quel mattino di agosto. La piazza di Huaro era deserta; solo un gruppo di italiani spaesati calpestava il prato all’esterno della chiesa. Un tempio quasi abbandonato, mezzo in rovina, ma splendido per le decorazioni, gli affreschi, l’armonia. E abbandonato pareva pure quell’edificio fatiscente, all’altro lato del piazzale, ma così non era. Dal portone cadente, un viso di bimbo fece capolino e un sorriso illuminò gli intrusi stranieri. Fu un istante, l’inizio del sogno, il principio di tutto.Da quel mattino di due anni orsono molte cose sono accadute, molte ed esaltanti.Una promessa, il ritorno, un anno più tardi. Lo sciamano intonava una nenia, il fumo d’incenso saliva danzando, s’insinuava nelle narici, prendeva la testa e spariva lento nel cielo. Gli Apu annuivano soddisfatti: quegli italiani avevano mantenuto la promessa ed ora la posa della prima pietra sanciva l’inizio dei lavori.Un altro anno.Altro mattino di sole. Un nuovo gruppo di italiani in piazza a Huaro. Impazienti, i nuovi venuti s’incamminano lungo la strada che conduce alla scuola. Poche centinaia di metri, ma le gambe tremano. Crediamo di immaginare cosa ci attende: la nuova scuola e il ringraziamento dei bimbi. Ma non basta.Superiamo il cortile del centro scolastico statale, voltiamo l’angolo…ci arrestiamo stupiti. Una banda inizia a suonare: cento e più fanciulli formano due lunghe sponde attraverso le quali passiamo commossi, fra uno sventolio di bandiere multicolori. Rosso, bianco e rosso del Perù, rosso bianco e verde dell’Italia.Non è facile sorridere e salutare, non è facile perché una lacrima prepotente vuole scendere a forza e il tremito che percorre il corpo piega le gambe. Ma si va; scacciata per un momento quella lacrima dispettosa, riusciamo a giungere a “casa”. Sì, la nostra casa, il sogno realizzato.E’ bella la nostra scuola, è la più bella! Bella perché è frutto di sacrifici, bella perché è funzionale e pulita, bella perché è là che ci guarda ammiccando, bella perché ci sono i nostri bimbi!Ah, quanti sentimenti affiorano in questi momenti, quanti brividi accapponano la pelle. Ad uno ad uno i fanciulli della scuola Magie delle Ande ci sommergono con il calore d’affetto, salgono arrampicandosi lungo le gambe, si stringono forti al nostro petto. Ma per fortuna la cerimonia sta per iniziare e riusciamo ad allontanare il nodo alla gola.Parlano in tanti, politici, amministratori, responsabili, notabili e non so chi altri: parlano, ringraziano, ricordano, ma sono i nostri piccoli bambini coloro che animano la giornata. Accompagnati dalle maestre, ballano per noi e sono meravigliosi! Alla fine, anche tutti i presenti sono coinvolti in modo attivo nella festa e così ci ritroviamo nel mezzo del patio a tentare di muovere passi di danza, allacciati ai fanciulli che sorridono felici. Ma com’è difficile danzare ad oltre 3000 metri di altitudine!Un poco discosti, quasi emarginati, stanno gli operai che per lunghi mesi hanno lavorato senza sosta, domeniche e festività comprese. E’ anche grazie al loro impegno se ora siamo qui, in questo lunedì 25 luglio 2005, ad inaugurare la scuola. Senza indugiare, ci avviciniamo e li abbracciamo ad uno ad uno, ringraziandoli come meritano. E poi i nostri splendidi architetti, Josè Everardo Rodriguez, Josè Luis Alvarez e Gary Arredondo, che pur di terminare in tempo la costruzione hanno lavorato anche di notte e, soprattutto, si sono tassati in attesa dell’arrivo delle sovvenzioni dall’Italia: amici che non dimenticheremo.Lo sciamano intona la nenia, gli Apu ammiccano soddisfatti: sì, questi italiani hanno mantenuto la promessa. I monti vicini pare ci vogliano abbracciare: sono loro gli Apu, le divinità tutelari che ci hanno adottato ed ora tutti noi ci sentiamo parte di Huaro, di questi rilievi, del cielo terso; siamo parte dei nostri bimbi.Tutto ciò, è giusto ricordarlo, non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di tante persone ed istituzioni:Il Comune di Bolzano, la Regione Trentino Alto Adige, la Provincia di Bolzano, il Consorzio Lavoratori Studenti di Bolzano, con in primis il suo presidente onorario, l’amico sincero Armando Polonioli, gli amici di cisonostato.it e tanti, tantissimi simpatizzanti e soci di Magie delle Ande Onlus. E poi, la Presidente di Magie delle Ande del Perù, Phyllis Tepperman, la Responsabile del Progetto Huaro, Camila Chàvez, la Direttrice della scuola, Rufina Romero, le nostre Yolanda Yulca e Angelica Rojas, il Sindaco di Huaro, Juan Carlos Ribero Escobar, il Direttore agli Studi, Mario Paredes Ojeda. A tutti va il ringraziamento della nostra associazione e il mio personale grande affetto

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