Peru' Indimenticabile

° Giorno – 21.febbraio.2003 “IL VOLO DEL DIAVOLO” Sveglia molto presto, in quanto lo zio teme il traffico lungo l’autostrada dei laghi, ciò comporta che si arriva in aeroporto con un anticipo terribile. Mentre siamo in auto io comincio a ...

  • di skull
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  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

° Giorno – 21.febbraio.2003 “IL VOLO DEL DIAVOLO” Sveglia molto presto, in quanto lo zio teme il traffico lungo l’autostrada dei laghi, ciò comporta che si arriva in aeroporto con un anticipo terribile. Mentre siamo in auto io comincio a pensare che forse una telefonata ad Andrea era anche meglio darla, una cosa sul tenore: - Hei, Andrea, allora domani si parte. Che ne dici di trovarsi in quel determinato posto a quella determinata ora? Ormai è tardi e restiamo li io, Cristina ed Ermanno ad attendere pazientemente davanti ai check-in nella certezza che prima o poi all’orizzonte appaiano gli altri tre. Alla fine arrivano. Grandi saluti con baci e abbracci, passiamo abbastanza velocemente la barriera del check-in ed eccoci in attesa di salire in aereo per Caracas. Gli auspici non sono dei migliori, il volo infatti ha un nome che letto in un determinato nome ricorda un po’ “L’Apocalisse” di Giovanni. Infatti si chiama AZ 666. Analizziamolo: A e Z sono l’inizio e la fine, come dire l’α e l’ω intesi come nascita e morte o chiusura del ciclo vitale; mentre il numero è quello dell’anticristo. Non ci lasciamo troppo impressionare, più o meno, e ci dedichiamo alla documentazione dell’evento. Andrea sfodera la videocamera truccata (c’ha del nastro adesivo per sembrare rotta e quindi meno appetibile ai ladri) e cominciano le riprese del grande documentario. Quindi si passa alla foto, chiediamo ad un ragazzo di scattarcela, così almeno ci siamo tutti, e ci mettiamo in posa, ma dimentichiamo di dargli una macchina fotografica! Il mio pensiero dopo il primo momento d’imbarazzo è stato: - Bhe, non ne aveva una lui? Il volo alla fine è andato bene. Un po’ abbiamo dormito, un po’ mangiato, alcuni hanno pure bevuto, nel senso che Ermanno ed Andrea hanno dato fondo alla cantina dell’aereo. Tra un film e l’altro si gioca a Solo e a questo punto si nota il grado di ubriacatura almeno di Andrea che tiene un tono di voce altissimo, credo senza rendersene conto. In somma in qualche modo è il “volo del diavolo” è trascorso bene. Arriviamo all’aeroporto di Caracas nel pomeriggio. Abbiamo bisogno di fare il check-in prima di reimbarcarci sul volo per Lima, ma non ci sono banchi con l’indicazione Transito, quindi ci dirigiamo da un luogo all’altro come foglie spinte dai venti. Nel frattempo Cristina sfrutta una delle due schede telefoniche che ha comprato e che non può sfruttare in Perù dato che non c’è una convenzione con l’Italia, ed è nel bel mezzo della telefonata, quando Sabrina percepisce l’annuncio dei nostri nomi nel gracchiare della speaker dell’aeroporto. Si torna al banco informazioni che non è in grado di darne alcuna, finché non veniamo acchiappati al volo da un’impiegata che ci fa le carte d’imbarco in mezzo al corridoio. Alla fine si riesce anche a partire per Lima mentre le colline attorno all’aeroporto di Caracas sonno illuminate dalle luci della sera. Sono ormai passate le dieci di sera quando giungiamo a destinazione. Sbrighiamo con una certa rapidità le pratiche doganali ed usciamo finalmente dall’aeroporto. Eravamo d’accordo che ci venisse a prendere un addetto del hotel dove abbiamo prenotato la prima notte a Lima. Lo troviamo dopo aver passato il grande assalto dei tassisti e ci porta con un pulmino allo “Hostal de las Artes” dove passiamo la nostra prima notte nel caldo torrido dei tropici.

II° Giorno – 22.febbraio.2003 “Etologia metropolitana” Ci svegliamo abbastanza presto, pronti per una colazione che facciamo appena fuori l’albergo. Cominciano già le prime fisse sull’acqua e ci facciamo preparare dei succhi di frutta, pregevoli tra l’altro, con la minerale imbottigliata. La compagnia cerca di abituarsi da subito alle abitudini alimentari locali e così si ordina l’uovo di prima mattina. Io, che non lo riesco a sopportare, come mio solito mi lancio in ordinazioni di cibi che non conosco, ma scoprirò a mie spese che un’idea vaga su cosa si va a mangiare è una buona e sana cosa. Dopo colazione la città ci aspetta. Non si vede l’ora di cominciare il viaggio vero e proprio ma siamo bloccati in albergo ad attendere il tizio dell’agenzia che dovrebbe portarci i biglietti aerei Cuzco-Lima. È un modo come un altro per scoprire come viene intesa in Perù la puntualità. L’attesa è un po’ più lunga del dovuto, anche se devo dire che i tempi rumeni sono molto peggiori. Alla fine arriva, si paga e finalmente si parte

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