I colori del Perù

Antonio & Claudia Oceano Atlantico, 03 settembre 2005 ore 18.30 Finalmente dopo due anni e tante peripezie è iniziata questa nostra fantastica avventura: “Perù”. I nostri compagni di viaggio sono una coppia di romani o meglio, lei d’origini sabine, lui ...

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  • Viaggiatori: in gruppo
 

Antonio & Claudia

Oceano Atlantico, 03 settembre 2005 ore 18.30

Finalmente dopo due anni e tante peripezie è iniziata questa nostra fantastica avventura: “Perù”.

I nostri compagni di viaggio sono una coppia di romani o meglio, lei d’origini sabine, lui marchigiane; i loro nomi e le loro caratteristiche: Simona, la precisa del gruppo che studia, prende appunti… e Marco che adesso sta dormendo dopo essersi diviso con me un bicchiere di vino: è quasi astemio e soprattutto a paura di volare, non preciso, insomma un casinaro.

Ma ora veniamo a noi due: Antonio e Claudia; il primo simile a Simona: infatti, ora è preso nella scrittura di una sorta di diario di viaggio, la seconda uguale a Marco: non dorme, ed è impegnata a compilare le parole crociate della settimana enigmistica.

Insomma un gruppetto niente male, già affiatato da una bell’amicizia iniziata con il corso prematrimoniale, che inizia quest’avventura con lo spirito che dovrebbe accompagnare ogni viaggiatore, quello della scoperta e del rispetto della cultura che si va a visitare.

Dimenticavo di scrivere che tra poche ore “italiane” è il compleanno di Claudia che ha la fortuna di allungare di sei ore i festeggiamenti.

Lima: la prima tappa del nostro viaggio.

Pernottiamo nel quartiere di Miraflores, zona residenziale affacciata sull’oceano. Di primo mattino ci avviamo per una passeggiata lungo lo costa, ricca di parchi verdi e giardini. Ottima impressione, ma certo questa non è la vera Lima; infatti nel primo pomeriggio ci trasferiamo a Huaraz, seconda tappa del nostro lungo viaggio, e attraversiamo la città che nulla ha a che fare con il quartiere Miraflores: molto povera e in alcuni punti anche pericolosa. In tarda serata siamo finalmente arrivati nel nord: Huaraz, 3091 m. Di altitudine, appena sotto le due catene della Cordigliera Bianca e Nera. Distrutta da un terribile terremoto nel 1970, oggi ci appare come una caotica cittadina, punto di partenza per qualsiasi tipo di trekking. Non c’è da aspettarsi molto, ma per chi come noi e’ arrivato fin qui per godersi il panorama delle montagne, è sicuramente un bello spettacolo. Nella mattinata siamo partiti per il primo dei tanti siti archeologici che visiteremo in questo splendido paese: “Chavin de Huantar”. Prima di arrivare al sito abbiamo attraversato il parco di Huascaran visitando il lago di Querococha, posto a3980m d’altezza. Qui abbiamo consumato un “rito” che in Perù è molto importante, non solo ai fini del mal di montagna, ma anche buono per lo spirito e la tradizione; abbiamo prima bevuto il matè de coca e poi, in un boschetto accanto al lago, abbiamo masticato le foglie di coca. Proseguendo sulla strada panoramica all’interno del parco, abbiamo raggiunto il punto più alto: 4178m. Dove abbiamo attraversato una galleria interamente scavata a mano, ed ora in via d’ampliamento: infatti la si può attraversare in sole due ore della giornata alle 12 e alle 18; essendo l’unico passo per poter entrare alla valle da cui si accede a Chavin conviene rispettare gli orari. Il sito di Chavin è a 3250m ed a prima vista, quando si giunge dalla strada 17 enero, non sembra un granché: questo a causa della valanga che nel 1945 investì completamente il sito, ricoprendolo di circa 15 metri d’altezza di fango. Negli anni si sono susseguiti diversi archeologi che pian piano hanno riportato alla luce il sito e soprattutto la cultura Chavin che risulta essere più antica di 2000 anni di quella Inca. La bellezza del sito si apprezza passeggiando per i tanti tunnel sotterranei al di sotto della costruzione centrale: in uno di questi è stato ritrovato un totem raffigurante un giaguaro con un condor ed un serpente, le tre divinità principali, posto al centro della croce del sud. Si pensa che sia stata l’abitazione dello stregone, posto in cui a nessuno era consentito l’accesso. Sono presenti due piazze, una circolare più piccola ed una quadrata più grande al centro del sito, al di sotto una serie di cunicoli utilizzati per l’irrigazione

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