Perù (quasi) fai da te

Diario di viaggio in tempo reale di Laura e Franco. 10 novembre 2004 – Pisco Eccoci qua! Sono le 11 e mezzo del mattino e siamo a Pisco. Stiamo attendendo Joel, la nostra guida contattata dall’Italia che a mezzogiorno ci ...

  • di M.Laura
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  • Viaggiatori: in coppia
 

Diario di viaggio in tempo reale di Laura e Franco.

10 novembre 2004 – Pisco

Eccoci qua! Sono le 11 e mezzo del mattino e siamo a Pisco. Stiamo attendendo Joel, la nostra guida contattata dall’Italia che a mezzogiorno ci accompagnerà a Paracas.

Il viaggio aereo è stato ok, il primo volo (Venezia – Amsterdam) non è iniziato benissimo: prima dell’imbarco la polizia ci ha chiesto di aprire il nostro bagaglio a mano, e poi, pieno com’era non riuscivamo più a chiuderlo….

Dopo un quarto d’ora di volo Franco mi ha rovesciato il the bollente sui pantaloni, e quindi, visto l’inizio credevo che tutto sarebbe andato storto…. Invece non ci sono stati altri intoppi.

Da Amsterdam siamo partiti in perfetto orario, abbiamo letto e dormicchiato per tutto il tempo, unico neo una pungente puzza di piedi di un nostro vicino alla quale ,dopo qualche ora, ci siamo assuefatti.

L’aereo ha fatto uno scalo a Bonaire, nei Caraibi, dove siamo rimasti per circa 45 minuti; è un peccato che stesse piovendo, perché sembrava davvero un bel luogo….

Siamo arrivati a Lima puntualissimi e dopo aver sbrigato le solite formalità ci siamo tuffati nella ressa più totale alla ricerca di Yolanda, la ragazza che ci avrebbe ospitati, anche lei contattata dall’Italia grazie all’aiuto ricevuto dagli amici del forum “Portale Perù” (indispensabile per l’organizzazione del viaggio).

Leggevamo tutti i vari cartelli alla ricerca di uno che dicesse Laura y Franco, ma non lo vedevamo…. Ad un certo punto si è fatta avanti fra la folla una bella ragazza sorridente, e senza esitazione mi ha chiamata per nome! Ma come avrà fatto a riconoscermi? Mi ha dato due baci e poi, con una temperatura che sfiorava i trenta gradi, mi ha infilato in testa un berretto di lana e mi ha detto “Benvenuti in Perù!”. Mi sentivo alquanto stupida: dopo venti ore di viaggio, un colorito che andava dal senape al verdognolo, con il berretto di lana beige con i lama marroni in testa e che non avevo il coraggio di togliere per non sembrare scortese…. Beh, decisamente non ho fatto innamorare nessuno!

Dopo una ventina di minuti in taxi (non mi soffermerò sulla descrizione di tutte le effigi che lo ornavano; c’era anche un piccolo presepio incollato sul cruscotto), siamo arrivati a casa Yolanda: un appartamentino dotato di tutti i comfort al terzo piano della sua casa nel quartiere di San Luis, ad un prezzo decisamente modico: 20 dollari.

Questo tesoro di ragazza aveva già acquistato per noi i biglietti del bus per la trasferta di oggi, Lima – Pisco.

Dopo aver depositato gli zaini a casa sua, ieri sera ci ha accompagnati in una tavola calda lì vicino, e per 38 soles abbiamo ordinato una parillas per 3 (circa 11 dollari).

Questa mattina ci ha accompagnati alla stazione della “Ormeno”, e ci ha anche consegnato una scheda telefonica “Hola Perù” internazionale da 20 soles, con la quale abbiamo chiamato a casa per avvertire che fino a qui ci eravamo arrivati.

Ah, se ogni città avesse una sua Yolanda!

12 novembre 2004 – Arequipa

Ho fatto una pausa, perché sono state giornate un po’ sfiancanti: mercoledì Joel ci ha accompagnati alla penisola di Paracas, e qui abbiamo visto i fenicotteri rosa e visitato il museo, poi abbiamo fatto un giro in auto e alla fine pranzato in un ristorante sulla spiaggia, Tia Fela; abbiamo mangiato capesante, filetto di pesce e le immancabili patate, naturalmente tutto annaffiato da birra “Cusquena”.

Siamo tornati alla Posada Hispana a Pisco, prenotata dall’Italia, dove abbiamo letto un po’, sorseggiando mate de coca. Sempre qui più tardi abbiamo cenato, e dato che il proprietario è originario di Barcellona, ci ha deliziati con una buona paella, “sin ayo”, perché la sottoscritta non lo sopporta proprio!

Durante la cena il gruppo musicale “Inti America” (abbastanza bravi) ha suonato per noi, e poi naturalmente ci hanno venduto il loro CD

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