Viaggio di nozze in Peru'

Dalla Sardegna al Perù di eloni@tiscali.it DOMENICA 26 OTTOBRE 2003 (ALGHERO – MALPENSA – GALLARATE) Io e Stefania ci abbiamo pensato tanto. “Il nostro viaggio di nozze deve essere speciale. Bisogna trovare una meta importante. Non deve essere il classico ...

  • di Raimondo Meloni
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  • Viaggiatori: in gruppo
 

Dalla Sardegna al Perù

Di eloni@tiscali.it

DOMENICA 26 OTTOBRE 2003 (ALGHERO – MALPENSA – GALLARATE)

Io e Stefania ci abbiamo pensato tanto. “Il nostro viaggio di nozze deve essere speciale. Bisogna trovare una meta importante. Non deve essere il classico viaggio di nozze, tutto riposo e relax. Dobbiamo scoprire realtà nuove, conoscere gente diversa, altri colori e altri sapori anche se questo ci comporterà più fatica”. Ci siamo detti queste cose e siccome ambedue amiamo molto il Sudamerica, per un po’ siamo stati indecisi fra l’Argentina, il Messico e il Perù. Valutando vari aspetti abbiamo optato per il Perù, poiché il paese si mostra interessante sia da un punto di vista storico – culturale che ambientale. Quindi, dopo tutti i preparativi, eccoci pronti. Partiamo un giorno prima dalla Sardegna poiché il volo internazionale è previsto per le dieci del mattino di lunedì 27 novembre. Meglio non rischiare. Quindi, domenica 26 ottobre 2003, alle 10,40, partiamo da Alghero per Milano – Malpensa. Alle 12,00 arriviamo all’aeroporto milanese, dove veniamo accolti dal figlio del titolare del Bed & Breakfast “il Melograno”, di Gallarate. Pernottiamo in una discreta e accogliente stanza e intorno alle 13,30 usciamo per cercare un posto dove poter mangiare. Trovatolo, ci accomodiamo e mangiamo un piatto di riso al barolo. Rientriamo al bed & breakfast e verso sera visitiamo il centro della cittadina. Dopo averci preso una pizza al taglio, tornati in camera, ci prepariamo per il lungo viaggio verso la meta dei nostri sogni, il Perù.

LUNEDÌ 27 OTTOBRE 2003 (MALPENSA – CARACAS – LIMA)

Alle sette e trenta del mattino veniamo accompagnati in auto dal titolare del bed & breakfast all’aeroporto internazionale di Malpensa, dove alle 10,00 partiamo verso Lima, via Caracas, con un volo Alitalia. Dall’alto si vede un panorama mozzafiato, con la campagna, le Alpi imbiancate, le nubi. Siamo un po’ spaventati poiché non sappiamo cosa ci aspetta e perché non siamo riusciti ad individuare nessuno che faccia il nostro stesso tour. Siamo alla prima esperienza di un viaggio così lungo e impegnativo ma nonostante tutto siamo fiduciosi. Dopo nove ore e mezza di volo, allietate dalla visione di 3 films e dal riposo, atterriamo all’aeroporto internazionale di Caracas, capitale del Venezuela. Siamo finalmente in Sud America, ma la sosta di cinque ore e mezza in aeroporto ci toglie qualsiasi entusiasmo. Finalmente alle 20,30, ora locale, riusciamo a partire alla volta di Lima. Siamo stanchissimi e il volo sull’aereo dell’Areopostal è interminabile, anche a causa di uno scalo tecnico di mezzora in Ecuador, a Quayanquil. Dopo poco più di quattro ore atterriamo a Lima. La città ci accoglie di notte, c’è umido ma non fa freddo. All’uscita dall’aeroporto “Jorge Chavez” siamo accolti da una folla di gente che si offre per un passaggio, per un alloggio o una sistemazione. Sembriamo delle stars, mancano solo i fotografi. Per fortuna riusciamo a vedere Alì, la nostra guida, che solleva un cartello con i nostri nomi. Rinfrancati, salutiamo e ci rechiamo verso un pulmino dove conosciamo la nostra prima compagna di viaggio, la signora Enrica, torinese, di poco più di sessant’anni. Si trovava sul nostro stesso aereo fin da Milano ma non eravamo riusciti ad individuarla. Alì ci riferisce che i nostri compagni d’avventura saranno altre diciassette persone, fra le quali quattro francesi. Alcuni di essi arriveranno l’indomani con voli Iberia, via Madrid, o con voli KLM, via Amsterdam. Ci tranquillizziamo: non siamo soli! Siamo solo arrivati con un giorno d’anticipo rispetto all’inizio effettivo del tour che partirà il 29 ottobre. All’una e trenta del mattino siamo finalmente in albergo, il “Plaza del Bosque”, dove, dopo circa 20 interminabili ore di viaggio, scali compresi, ci buttiamo sul letto per riposare. Ce n’è un gran bisogno poiché siamo stanchissimi

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