Malesia e Cambogia: un sogno che si avvera

Tre settimane fai da te tra cultura, natura e mare

  • di Elisa71
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Di nuovo in Asia anche quest’anno, per la terza volta consecutiva, anche se non l’avevo previsto. Il richiamo della Cambogia era forte e anche la Malesia mi affascinava da tempo. All’inizio pensavo di fare solo Cambogia; oltre ad Angkor mi attiravano le provincie orientali di Ratanakiri e Mondulkiri, a cui poi avrei potuto abbinare un’isola sulla costa meridionale. Ma poi, leggendo e documentandomi, mi sono resa conto che quelle zone forse non erano adatte per un viaggio con una bambina, seppure non più piccolina. Troppi problemi: il rischio malaria, i collegamenti difficili, le mine antiuomo… No, meglio evitare! Allora ho cominciato a prendere in considerazione la Malesia, a cui già diverse volte avevo pensato. Piano piano il viaggio ha cominciato a prendere forma e … io ad appassionarmi sempre di più! Avevo l’adrenalina a 1000: l’organizzazione è stata una parte molto importante ed entusiasmante di questa meravigliosa esperienza. E’ stato come avere un foglio bianco su cui scrivere; ogni giorno aggiungevo qualcosa di nuovo, modificavo, riscrivevo.

Alla fine il risultato è stato questo: 3 notti a Kuala Lumpur, 4 notti a Siem Reap, 1 notte ancora a Kuala Lumpur, 3 notti nel Taman Negara e infine 7 notti alle isole Perhentian. Durata totale del viaggio: 20 giorni. Sono riuscita ad infilarci anche una capatina ad Istanbul all’andata (che mio marito sognava da tempo di vedere) scegliendo il volo della Turkish Airlines con scalo di 11 ore in questa affascinante città . Questa scelta mi ha destato non poche preoccupazioni, prima della partenza, a causa dei disordini che c’erano stati in Piazza Taksim e che duravano ormai da qualche settimana, ma per fortuna era tutto tranquillissimo, per lo meno in zona Sultanahmet.

Istanbul è stata una piccola parentesi, ma comunque piacevole. Siamo stati alla Basilica Cisterna (bellissima!), alla Moschea Blu e al Grand Bazaar. La Basilica di Santa Sofia l’abbiamo vista solo da fuori perché era tardi. Poi, prima di tornare all'aeroporto, abbiamo attraversato il ponte Galata e abbiamo ammirato lo splendido paesaggio all'imbrunire, da un'altra prospettiva.

Kuala Lumpur non mi ha entusiasmato particolarmente. Comunque avevo letto molte recensioni a riguardo e quindi ero preparata al fatto che, rispetto ad altre città asiatiche, quali Bangkok e Singapore, K.L. non è niente di che. Per fortuna io in ogni luogo cerco sempre di trovare qualcosa di positivo e così è stato: mi sono piaciuti molto i quartieri etnici, per la loro atmosfera, quali Chinatown (soprattutto di sera, Jalan Petaling , con tutte le sue lanterne rosse) Little India e Brickfields; poi le Batu Caves, il mercato di Chow Kit (davvero molto caratteristico) e anche il caos di Bukit Bintang e Jalan Alor di sera (adoro i colori, gli odori e la confusione delle caratteristiche bancarelle asiatiche: mi mettono allegria!); e naturalmente le Petronas Towers, simbolo di Kuala Lumpur. Assolutamente deludenti invece i Lake Gardens (noi siamo stati a Orchid Garden e Hibiscus Garden).

Per il resto…abbiamo fatto un “assaggio” di tutto (giusto un’occhiata e via) senza però rimanerne particolarmente colpiti: Merdeka Square, Sultan Abdul Samad Building, National Textile Museum, Majid Jamek, Majid Negara, Majid India, Sri Maha Mariamman Temple, Menara Tower, Suria KLCC. Per chi ha bambini consiglio di passare qualche oretta al KLCC Park, dove c’è un parco giochi enorme ed anche una piscina per i più piccini. Consiglio anche una capatina al Berjaya Times Square: all’interno di questo centro commerciale ci sono le montagne russe! Comunque 4 notti sono decisamente troppe. Col senno di poi avremmo potuto fare una notte in meno a K.L. e una in più a Siem Reap. D’altronde è impossibile organizzare il viaggio perfetto; io ce l'ho messa tutta (non è facile dall'Italia, per quante informazioni si cercano di reperire, prevedere tra l’altro che cosa ci piacerà di più e cosa di meno) e comunque, a parte questo "piccolo" particolare il resto è stato tutto perfetto! Mi faccio i complimenti da sola! Quest’anno ho dovuto fare proprio tutto da sola. Mio marito non ha partecipato per niente alla fase organizzativa; non si è occupato nemmeno di programmare i vari spostamenti, cosa che di solito spetta a lui…niente, nemmeno questo!

A Kuala Lumpur abbiamo alloggiato all’Ancasa Hotel, a Chinatown, posizione che per noi si è rivelata perfetta. Ho trovato una buona offerta sul sito ufficiale e non me la sono lasciata sfuggire: 40 euro a notte con colazione. Niente da eccepire su questo hotel a 3 stelle, che secondo me potrebbe meritarne anche mezza in più: personale molto efficiente e disponibile, camere carine e confortevoli (noi avevamo prenotato una standard ma ci è stata assegnata una deluxe, al 14esimo piano, molto silenziosa e con una bella vista su Chinatown) colazione a buffet discreta, deposito bagagli gratuito (che abbiamo utilizzato durante il nostro soggiorno in Cambogia).

Cambogia

Altro capitolo. Quattro giorni sono davvero troppo pochi per poter dire di aver visto, conosciuto e capito un paese come la Cambogia. Il nostro è stato solo un assaggio… desideravo da tempo vedere le meraviglie di Angkor, anche se in realtà la Cambogia è molto più di questo…un assaggio che però mi è piaciuto molto, anche se è stato psicologicamente molto toccante. Come ha scritto l'autrice di un libro ho letto proprio durante il mio viaggio: "La Cambogia non è un souvenir: è una frustata all'anima. E fa male." Ero già preparata a quello che avrei visto, ma...vederlo con i propri occhi è diverso. Tutti quei mutilati ... e i bambini, con quegli occhioni tristi... Essendo mamma, i bambini sono quelli che mi hanno colpita di più. Avrei voluto poter fare qualcosa per loro, per ognuno di loro, non per uno soltanto e ...mi sono sentita veramente impotente. Vederli vagare da soli, nelle aree dei templi, sentirli supplicare con quella vocina debole e sommessa, di comprare qualcosa da loro o di dare loro l'elemosina... per me era uno strazio ogni volta! Quello che mi ha fatto più pena è stato un bambino che trainava con uno spago una bottiglia di plastica con infilate 2 ruotine: era il suo camioncino o la sua macchinina giocattolo! Povero cucciolo! E pensare a tutti i giocattoli che i nostri figli hanno in garage, ammassati , con i quali non giocano più o non hanno mai giocato! Che ingiustizia! La loro sfortuna in fondo è quella di essere nati nel posto sbagliato. Ci ha chiesto un "bonbon" e noi, che tristezza, non ne avevamo più! Li avevamo appena finiti (non mi piace dare l'elemosina ai bambini, anche perché ho letto tante brutte cose a riguardo, e così preferisco dare loro una caramella o una gomma da masticare...credo possa essere un piccolo attimo di piacere per loro e...cavolo, non sarà mica quella che farà loro cariare i denti!). Il primo giorno, dopo il nostro arrivo, siamo andati al villaggio galleggiante di Kompong Phluk, sul lago Tonlé Sap, dopo un lungo tragitto in tuk tuk , attraverso paesini sperduti, e in barca. Un posto quasi surreale che mi ha emozionata molto, soprattutto quando siamo scesi a dare un'occhiata al villaggio. Sembra impossibile che ci siano persone che vivono in quel modo, in quel "nulla". Sono rimasta davvero colpita. Le palafitte sono altissime, il che vuol dire che durante la piena, il livello dell’acqua cresce davvero moltissimo. A differenza di quello che temevo, di turisti non ce n’erano proprio; ne abbiamo incrociati solo alcuni, in barca, lungo il fiume. Sembrava davvero di essere in un’altra dimensione: il silenzio, i pescatori immersi fino al bacino, i bambini mezzi nudi, il nulla tutt’intorno…Quando siamo scesi al villaggio c'è stato un episodio che mi ha davvero turbata: prima di partire avevo deciso di portare in Cambogia un pò di regalini (giochini, borsette, braccialettini, fermagli per capelli, colori, pupazzetti e altre cose) da distribuire ai bambini… solo una piccola goccia nel mare, lo so, ma…sempre meglio di niente. Ero anche riuscita a coinvolgere la mia bambina, che mi aveva aiutata a sceglierli e a “confezionarli” e, soprattutto, ero riuscita a farli stare in valigia. Avevo pensato di portarli proprio lì , solo che... non avevo calcolato che a volte la povertà può fare brutti scherzi: non ho fatto in tempo ad estrarre la borsa con i regalini dallo zaino e a distribuire una o due cose che... sono spuntati una miriade di bambini dalle capanne e si sono avventati sul mio zaino... una scena bruttissima... mani che frugavano con avidità, altre che strattonavano lo zaino... a fatica sono riuscita a tenerlo stretto, ma ...la borsa con i regalini è sparita in un batter d'occhio. Ero scioccata; è successo tutto in un attimo, tanto che non ho nemmeno avuto il tempo di rendermene conto. Ero molto dispiaciuta perché i bambini più forti e prepotenti hanno avuto troppo e alcuni, i più piccoli, soprattutto le bambine, niente. C'era una bambina che ci ha seguiti fino alla barca che sorrideva sempre e...bè lei non ha avuto proprio niente. Le ho dato una caramella... non avevo nient'altro. Mi ha fatto una gran pena. Mi sentivo in colpa. Comunque, nonostante questa triste parentesi trovo che il popolo cambogiano sia straordinario, sempre con il sorriso sulle labbra, nonostante le tragedie e le atrocità che ha dovuto subire in passato e nonostante la povertà; un popolo mite e gentile che ti tocca il cuore... a parte il nostro tuk tuk driver che secondo me ci ha fregati alla grande! Forse dovevamo sceglierne uno esterno anziché affidarci a quello della guesthouse in cui alloggiavamo, ma avendo già pochi giorni a disposizione abbiamo deciso di non sbatterci a cercarne un altro. Comunque i suoi prezzi erano, secondo me, un po’ troppo alti e…non c’è stato modo di contrattare! Il giro a Kbal Spean + Bantey Srey + Banteay Samre ci è costato ben 29 dollari!!! Un pò tantini per un tuk tuk secondo quanto avevo letto in internet. Mentre Angkor (parte del grande circuito) + Roluos ci è costato 23 dollari. Comunque...tutto assolutamente bellissimo, meraviglioso, unico! Noi non abbiamo fatto nè albe, nè tramonti perchè eravamo già troppo stanchi dai giorni intensissimi a Kuala Lumpur (abbiamo macinato chilometri e chilometri a piedi!) comunque ci alzavamo sempre alle 6 e uscivamo abbastanza presto per poi tornare a metà pomeriggio e concludere la giornata con un pò di relax in piscina (per accontentare la mia bimba che non aspettavo altro!) e al centro massaggi (per accontentare me!). Per soli 8 dollari mi facevano un fantastico massaggio all'olio, dalla testa ai piedi, della durata di un'ora! Mio marito, invece, per 6 dollari, faceva il massaggio khmer, molto meno rilassante ! Che meraviglia!

Per quanto riguarda i templi, quelli che mi sono piaciuti di più in assoluto sono: Bayon, Ta Prohm, Banteay Srey e Banteay Samre. Bello anche Kbal Spean, il fiume dei mille linga, e la sua cascata. Al ritorno siamo stati sorpresi da un acquazzone e i sentieri nella foresta si sono trasformati in rigagnoli d’acqua e fango…meno male che eravamo quasi arrivati al parcheggio perché camminare in quel pantano con le infradito era quasi impossibile! Comunuque in 4 giorni siamo riusciti a fare buona parte del piccolo e grande circuito, il gruppo Roluos , più qualche sito più lontano (Banteay Srey, Banteay Samre e Kbal Spean) oltre naturalmente al villaggio galleggiante di Kompong Phluk. I templi di Angkor, come previsto, erano affollatissimi (che fatica fare le foto!) mentre quelli un pò fuori...che pace, che meraviglia! Abbiamo fatto anche una capatina all'Old Market, e devo dire di averlo apprezzato molto, essendo un'amante dei mercati caratteristici, con i loro colori, i loro odori forti, le loro mosche e i loro cibi "strani". Ho avuto anche il coraggio di assaggiare i grilli fritti (è stata dura, ma ce l'ho fatta!) e...non mi hanno fatto schifo, ma sicuramente non li rimangerei. Oltre ai grilli c'erano degli scarafaggi enormi, sempre fritti credo, ma...facevano davvero ribrezzo! Parlando di piatti tipici, mi è piaciuto molto, tra le altre cose, l’amok di pesce, speziato, ma dal sapore comunque delicato, a base di latte di cocco e citronella, e il lok lak di manzo, con una deliziosa salsina molto pepata.

Abbiamo alloggiato al Motherhome Inn a Siem Reap, una guesthouse semplice, ma molto carina, con piscina e centro massaggi, il cui personale è di una gentilezza straordinaria

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