Ex Jugolslavia da sogno

Un avvincente viaggio nell'entroterra dei Balcani

  • di Mapar
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Ci siamo. Finalmente dopo due rinvii a data da destinarsi partiamo. Destinazione: le più importanti città della ex Jugoslavia. Lo scorso anno avevo già trascorso alcuni giorni in una parte di quel territorio, scoprendo Zagabria e Fiume, ma ora entriamo direttamente nel cuore della ex Jugoslavia

GIORNO 1: Partiamo dal porto di Ancona in orario alle 20.30. La nave è la "Regina della Pace" della compagnia Blue Lines. Per il viaggio di andata abbiamo prenotato due posti nella sala poltrone che presto cambiamo in quanto i sedili sono rotti. Per fortuna non c'è molta gente e riusciamo a trovare due poltroncine appartate. Peccato che faccia buio presto perché il panorama che godiamo di Ancona dal mare è veramente splendido. Poco male, lo vedremo al ritorno con la luce del sole.

GIORNO 2: Arriviamo a Spalato intorno alle 8.30 e, passata la dogana, ci lanciamo verso sud alla scoperta della città di Dubrovnik. Non sappiamo che per un breve tratto potremmo utilizzare l’autostrada , per cui percorriamo il tratto lungo la costa. Niente da eccepire sulla bellezza del paesaggio ma quattro ore e mezza per percorrere 230Km (e attraversare due valichi di frontiera) sono troppi. Ma le code alle frontiere che abbiamo affrontato oggi non saranno le uniche. Arriviamo al nostro albergo (Villa Kosuta) praticamente a due passi dal centro cittadino. Il prezzo è un po’ alto ma la comodità si paga. Ci accorgiamo poi che i prezzi alti a Dubrovnik non sono un eccezione quando a pranzo, mangiando un filetto di carne e acqua, spendiamo quasi 40 euro. Dubrovnik è una splendida città sull'adriatico costellata di chiese barocche e di strade lastricate di marmo. Non facciamo il giro delle mura perché il prezzo è esagerato ma viviamo comunque l'atmosfera della città vangando nelle sue mille vie. Il corso principale è pieno di turisti e gente del posto. Degna di nota è la scalinata di Uz Jezuite, simile a Trinità dei Monti. Alle 19.30 ci concediamo un tuffo nella spiaggia di Ploce (sarà l'unico di tutta la vacanza), lido che ha il vantaggio di essere a due passi dall'albergo e dal centro ma che sinceramente non è per niente eccezionale. Cena messicana e poi letto.

GIORNO 3: ci alziamo di buon mattino e su consiglio della padrona dell'hotel anziché affrontare le strade interne per raggiungere Mostar, percorriamo nuovamente il tratto di costa. Pensiamo che magari possiamo fare un salto a Medugorije spinti dalla curiosità di vedere la basilica e i “fenomeni” che accadono nella città. Invece rimaniamo bloccati per 1 ora e mezza alla frontiera tra Croazia e Bosnia per cui ci salta la tappa a Medugorije e riusciamo solamente a fermarci qualche istante a Pociteli che è un grazioso paesino arroccato sulle montagne. Arriviamo alle 15.00 al nostro albergo (Villa Monera) dove la simpatica padrona ci indica la strada per il centro (5 min a piedi) e un posto dove mangiare i famosi cevapcici. Visitare Mostar non vuol dire solo vedere il ponte (distrutto nel 1993 e poi ricostruito) ma la città offre molto di più. Certo la costruzione in pietra che attraversa la Neretva è impossibile da non osservare dai tanti punti della città (torri, minareti, colline o altri ponti) ma il centro merita veramente una visita in quanto è veramente grazioso, pieno di botteghe e ristorantini. Inoltre scopriamo che è il posto più conveniente di tutta la Bosnia dove effettuare gli acquisti ma noi ne approfittiamo solo parzialmente. La visita all'interno delle moschee non può mancare in un paese abitato in prevalenza da mussulmani ma è sicuramente sulla Kujundziluk (la via acciottolato che costeggia la Neretva) che cogliamo lo spirito della regione. Ovviamente non ci siamo fatti mancare un’esibizione di un tuffo dal ponte da parte di un improbabile tuffatore e il bagno dei piedi quando siamo scesi direttamente sul fiume, da dove si scorge l'immagine più bella del ponte affiancata dalle due torrette. Ceniamo e la sera facciamo un nuovo giro per la città ma questa volte le vie sono meno affollate del pomeriggio.

GIORNO 4: partenza per Sarajevo. Lasciamo Mostar e ci impressioniamo di fronte ad alcuni suoi palazzi che sono stati volutamente lasciati distrutti dalla guerra per percorrere la valle della Neretva. Il paesaggio è bellissimo pieno di verde e gole tracciate dal fiume. Con varie soste in meno di due ore siamo nella capitale della Bosnia. Soggiorneremo per due notti nell'Hotel Telal in pieno centro nella zona della Bascarsija. E' la metà che più attirato in questo viaggio per il triste destino che ha vissuto venti anni fa. L'entrata in città ci fornisce l'idea che ancora c'è del lavoro da fare: i palazzi sono stati in gran parte ricostruiti e alcuni abbattuti e costruiti ex novo. Non mancano grattacieli in vetro e strutture avveniristiche. Ma al loro fianco non possiamo fare a meno di notare palazzi crivellati dai colpi delle granate o addirittura sventrati e parte di questi sono abitate da persone. Facciamo inizialmente un giro per il centro, un reticolato di due vie parallele intersecato da viuzze dove si aprono botteghe e ristoranti per turisti. Ciò che ci sorprende e che apprezziamo è la presenza nel raggio di 500 m di mosche, chiesa ortodossa, chiesa cattolica, sinagoga ashkenazita e sinagoga sefardita. Le vie sono affollatissime di gente di ogni fede e ad ogni ora del giorno e della sera

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