Breve viaggio nel Peloponneso

Tour affascinante in un paese ricco di storia, cultura e natura

  • di proto
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: due
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Questo è stato un viaggio deciso di impulso. Avevamo una settimana scarsa libera da impegni e ci siamo detti: dove possiamo andare, in un posto che sia non troppo lontano, non troppo caro, dove non siamo già stati, non troppo impegnativo, ma vario: un po' di mare, un po' di natura, un po' di storia, un po' di arte. Ecco come è nata l'idea del Peloponneso di cui conoscevamo già il nord ma volevamo percorrere le "dita". Siamo partiti Da Bergamo con il volo Ryan Air per Kalamata. Devo dire che la nuova politica di Ryan Air, con i posti assegnati che evitano la corsa all'arrembaggio e la possibilità di portare una borsa oltre il bagaglio a mano, che evita di trasformare le tasche in bisacce piene di occhiali, portafogli, chiavi, telefoni, documenti ecc. rende il viaggio più piacevole; anche gli assistenti di volo sono più gentili, non danno più l'impressione di condurre le mandrie al pascolo! Il volo è stato piacevole e in orario. Arrivati all'aeroporto di Kalamata abbiamo, dopo una lunga coda, ritirato la macchina affittata (c'è una cauzione obbligatoria che si paga con la carta di credito di 750 euro che verrà trattenuta in caso di danni). Il nostro itinerario prevedeva come prima tappa Mistras dove abbiamo pernottato alla Mazaraki Guesthouse, consigliabilissima in bellissima posizione con una vista dal terrazzo coperto della camera ,dove servono una ottima prima colazione, che spazia per tutta la vallata.

La mattina dopo abbiamo visitato l'antica città bizantina di Mistras, con le sue chiese affrescate, i palazzi, i conventi e il castello sulla sommità della collina. Nonostante il caldo e la fatica, perchè la strada è tutta in salita, è veramente un luogo affascinante. Al pomeriggio dopo un bel po' di chilometri e una infinità di curve siamo arrivati a Monemvasia , detta a ragione la Gibilterra greca; è infatti uno sperone roccioso che si protende in mare collegato a terra da un ponte, con un piccolo paese difeso da mura che non si vede finchè non si è proprio vicino. Le strade sono strette con case adossate le une alle altre tutte di un caldo color ocra. Purtroppo la rocca che sovrasta il paese non era vistabile a causa dei restauri. Abbiamo dormito al Theofano Art Hotel. E' un albergo formato da diverse abitazioni addossate le une alle altre ,poste di fronte al mare. Anche qui abbiamo avuto un' ottima accoglienza, tra l' altro la figlia della proprietaria parla un ottimo italiano avendo studiato a Firenze. Anche qui abbiamo avuto una camera con un bel terrazzo. Abbiamo avuto un'ottima colazione, servita nel cortile racchiuso dalle case che formano l'albergo. Unico neo dell' albergo : la posizione che, anche se scenografica, è in fondo al paese e raggiungibile con un percorso di viuzze acciottolate e scalette che non è il massimo per portare bagagli a ruote. E' però possibile chiedere una persona che porti i bagagli; è quello che abbiamo fatto alla partenza. Nelle mura che circondano il paese, in vicinanza dell' albergo, si apre una porta sul mare "il portelo" da cui con una scaletta di ferro si scende in acqua, dove, in un mare pulitissimo, abbiamo incontrato una coppia di tartarughe di notevoli dimensioni che, ci è stato detto,. sono stanziali. Il giorno dopo siamo partiti alla volta del "secondo dito", cioè la penisola del Mani. E' una penisola con piccoli paesi, ricchi di alte torri di difesa, arroccati ai piedi di alti monti. Il mare è difficlmente raggiungibile e le spiagge, quando ci sono , sono formate da grossi ciotoli, indubbiamente non è l' ideale per i bagni. Qui abbiamo visitato le grotte di DIrou che hanno la particolarità di avere un fiume sotterraneo all'interno per cui vengono percorse quasi completamente in barca ,in un dedalo di canali , che solo una guida esperta può conoscere. Siamo stati forniti di giubbotto di salvataggio ma, a mio parere, sarebbe stato più utile un caschetto antinfortunistico data la scarsissima altezza in alcuni tratti e la presenza di stalattiti che pendevano dalla volta a poche decine di centimetri dalla barca (molto belle, ma bisogna fare molta attenzione a non sporgersi e ad abbassarsi in tempo)

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