Peloponneso e Zante

Viaggio itinerante tra cittadine storiche, spiagge idilliache, paesaggi mozzafiato... per finire a Zante con le sue sorprese ittiche

  • di dimodriver
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Peloponneso e Zante

Il tour del Peloponneso... quella grande penisola (o per i più pignoli, isola, dal taglio dello stretto di Corinto) che a ben guardarla dall'alto, pare una mano a quattro dita, poggiata sul Mediterraneo.

Sabato 30/06/2012

Partiamo con la nave della Grimaldi Lines da Brindisi la sera alle 20:00, viaggiando con moglie e due figli di 9 e 12 anni, naturalmente abbiamo prenotato la cabina, così nella tarda mattinata di Domenica 01/07/2012 arriviamo belli riposati a Patrasso, da dove ci dileguiamo rapidamente, imboccando la superstrada che costeggia il golfo di Corinto. Stasera dobbiamo essere a Nauplia in Argolide (il pollice della mano), in tempo utile per assistere alla finale dell'europeo di calcio Italia - Spagna (che ora sappiamo bene com'è andata), ma prima vista l'ora, ci fermiamo per un pranzetto veloce e non propriamente greco in autogrill, poi si prosegue per il ponte sul canale di Corinto, proprio nel momento in cui un'enorme nave, sfila 80 metri sotto i nostri piedi. C'è anche la possibilità di provare un bungee jumping tra le pareti verticali, ma il coraggio manca. Così proseguiamo passando dalle parti di Epidauro, dove non si può evitare una visita al teatro costruito da Policleto nel 320 a.C., essendo uno fra i meglio conservati, e che ancora oggi ospita festival importantissimi. A Nauplia per la notte, ho prenotato con Booking un monolocale a 35€ che è un pò problematico trovare, ma alla fine, siamo fortunati a quasi sbattere il naso, in un mini cartello formato A4, che ci indirizza all'hotel Vassilis. C'è il bagno e anche la cucina attrezzata! L'ora è abbastanza tarda, tutti sotto la doccia e poi via per le strade di questa simpatica cittadina, con i nostri pargoli che, indossando orgogliosi le magliette di Balotelli, accendono l'entusiasmo di tanti greci che tifano per noi. Nauplia è sormontata da una collinetta, su cui si erge una fortezza veneziana, mentre un pò più in basso, un castello domina sulla baia. Sul porticciolo si trova facilmente parcheggio e il lungomare è disseminato di taverne e locali con tavoli e mega schermi all'aperto. Nonostante la stagione sia ormai iniziata, ci stupisce la poca gente in giro, evidenza della crisi che attanaglia la Grecia di questi tempi. Ci sediamo ad una delle ottime postazioni disponibili e ci prepariamo per la finale, gustando il primo piatto greco della vacanza. Alla fine però, a rimanerci indigesto sarà solo il risultato della partita...

Lunedi 02/07/2012

Il mattino seguente, pensiamo esclusivamente al viaggio itinerante che ci aspetta. Lasciamo la costa e seguiamo una bella strada, che si snoda salendo attraverso verdi colline, il versante opposto però, è molto più brullo e rapidamente scendiamo a Sparta, dove non è rimasto gran che da vedere; Ma qui la vera attrattiva è Mistra. Vista l'ora, ci fermiamo a pranzo in un quasi deserto ristorantino, proprio sotto la collina su cui sorge l'antica città. Fortunatamente, il servizio è veloce, perchè arriviamo all'ingresso del sito appena in tempo. Con la crisi che morde, hanno tagliato i fondi e alle 15:30 chiude. Così facciamo un giro tra le belle chiese bizantine, visitabili anche internamente, e sparpagliate sulle pendici di questa collinetta che si erge ai margini del massiccio del monte Taiyetos. Di qui si gode di un bel panorama sulla vallata ricoperta di olivi e sparuti cipressi, in cui sorge Sparta. Riprendiamo la strada in direzione sud, perchè abbiamo programmato di raggiungere Monemvasia, un'altra importante città bizantina perfettamente conservata, situata sul fianco di un piccolo isolotto, collegato alla terraferma da un ponte. Giungiamo nel tardo pomeriggio a Yefira, il paesino al di qua del ponte, dove troviamo facilmente una quadrupla vista mare con colazione inclusa a 50€. C'è il tempo di bagnarsi tra le onde di un mare decisamente mosso da un forte Meltemi, per poi prepararsi a passare la serata a Monemvasia. Parcheggiamo gratuitamente a pochi metri dalla spettacolare porta d'ingresso, larga si e no un paio di metri. Chiaramente l'accesso è solo pedonale, così vaghiamo indisturbati tra questi vicoli in pietra tra edifici caratteristici dell'epoca bizantina, gatti assonnati e begli affacci su un mare ribollente che lancia schizzi spumeggianti. Non fatichiamo a scegliere dove cenare: una tipica taverna dove parlano italiano e ci sanno consigliare ottimi piatti locali, purtroppo però non ricordo il nome

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