Terre del Sud

Patagonia, un sogno ad occhi aperti

  • di albachiara79
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Sarebbe troppo semplice parlare del viaggio in Patagonia come il viaggio della vita, ma la realtà dei fatti è proprio questa. Partire per un luogo così lontano permette di ritagliarti una vita parallela a migliaia di chilometri di distanza, in cui tutto quello che lasci a casa è contenuto in un telefonino che ti impedisce di rimanere in contatto con l’Italia. Prima sorpresa del viaggio è stata proprio quella di appurare che il mio cellulare, decisamente non di ultima generazione, fosse completamente inutile in terra argentina. Nulla d’irrimediabile, la fortuna è sempre dietro l’angolo così come il nuovo fiammante cellulare regalo natalizio per il mio fidanzato. Paolo ed io siamo due perfetti compagni di viaggio, riusciamo a completarci facilmente. Già nella fase di organizzazione ci siamo divisi i compiti diligentemente, io gli hotel e le escursioni da fare, Paolo prenotando le auto e ottimizzando i giorni per gli spostamenti.

È il 29 dicembre 2009. Il giorno della partenza è arrivato. Io e il mio socio viviamo e lavoriamo in due continenti diversi. Siamo abituati alla valigia, agli aerei, agli spostamenti. Ma questa volta tutto ha un sapore decisamente più dolce, finalmente partiamo insieme verso la stessa meta, l’Argentina. Ci siamo affidati ad una carissima amica per prenotare i voli (intercontinentali con Air Europe, continentali Aerolinas Argentinas). Provvisti della solita curiosità e della voglia di avventura, inizia il nostro viaggio alla scoperta delle Terre del Sur. L’arrivo a Buenos Aires è perfetto. Le braccia di Morfeo ci hanno reso la lunga traversata aerea il meno traumatico possibile. E poi il calore, il sole e i profumi di Buenos Aires ti mettono subito nella condizione di camminare, di ascoltare, di soffermarti tra i "porteños". È un riversarsi di gente tra le vie del business e dello shopping. Anche la scelta dell’hotel è stata veramente azzeccata (Tryp Hotel Buenos Aires, San Martin 474) centrale, pulito, stile impeccabile e moderno. Siamo solo di passaggio, giusto per fare acquisti per il nostro trekking in Patagonia e già ci innamoriamo di questa fantastica città, in cui ogni tassista ha una storia che lo lega all’Italia. Ogni argentino ha un pezzettino di Italia dentro di se, e questo li rende orgogliosi, e questo ci rende orgogliosi. Giusto il tempo di assaporare la capitale, che il nostro primo volo Aerolinas Argentinas ci porta verso la Peninsula di Valdes, situata lungo la costa atlantica nella Provincia di Chubut. Trelew è la sua capitale, nonché approdo aereo del nostro velivolo. Nel nostro diario di viaggio abbiamo definito quest’aeroporto come “il nulla in mezzo al niente”. Un edificio in divenire in cui il desk dell’Avis, naturalmente sprovvisto di PC e di qualsiasi tipo di strumentazione elettronica, è presidiato in modo eccellente da una simpatica signora che ci aspetta con le chiavi della nostra auto. Rossa, una luccicante Chevrolet rossa a chilometraggio limitato (da sconsigliare poiché per chi volesse esplorare la Peninsula di Valdes nella sua totalità, un auto a chilometraggio illimitato sarebbe l’ideale). Alloggiamo a Puerto Madryn all’Hotel Piren (Julio A. Roca 439), accogliente, un po’ datato ma dotato di tutte le comodità. La vista dalla stanza è impagabile, l’alta e la bassa marea dell’oceano scandiscono le giornate dei bagnanti. C’è un grande affollamento sulle lunghe spiagge, è periodo di vacanze estive in Argentina e tutti si riversano verso le città marittime. Ma non siamo qui per l’abbronzatura, la fauna del posto ci offrirà dei fantastici incontri

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Commenti
  1. Robin
    , 7/4/2011 11:54
    "Sarebbe troppo semplice parlare del viaggio in Patagonia come il viaggio della vita, ma la realtà dei fatti è proprio questa".

    ..... Non sai quanto sono d'accordo con te!!!.... terra meraviglio, terra magica che ti si infila sotto la pelle!
  2. AlbyUD
    , 4/3/2011 11:23
    Cosa dire, non avrei potuto descrivere meglio un viaggio che ho appena fatto anche io e che mi ha lasciato le stesse sensazioni...grazie ragazzi per avermele fatte di nuovo rivivere....Al.

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