Parigi in inverno

Weekend nella più romantica delle capitali europee in un periodo dell'anno che ha molto da offrire (dal punto di vista del fascino) tra giornate uggiose e schiarite improvvise

  • di ettoreb74
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Parigi

1° GIORNO

Partiti di mattino presto da Napoli e atterrati a Charles de Gaulle intorno alle 11, siamo da qui giunti con la navetta dell'Air France (le car) al nostro albergo che si trovava poco più a nord dell'Arco di Trionfo, nella zona Etoille, incorporato nel Centro Congressi. L'albergo si chiama Hyat regency Etoille e ci hanno assegnato una camera al 24° piano dal quale si poteva ammirare la Torre Eiffel e tutta la città.

Dopo aver pranzato in zona ci siamo recati al centro, all'ufficio turistico che si trovava alla fermata della metro Pyramides per ritirare i pass acquistati online che danno l'accesso a tutti i principali musei (senza dover necessariamente fare la fila per acquistare il biglietto), comprensivi di biglietto per la metro illimitato e valido due giorni e di biglietto per la gita sul Bateaux Muches. Dopo aver passeggiato a piedi fino alla Senna, attraveso il giardino del Louvre e attraversando il Ponte del Carosello, siamo giunti al Café de Flore sul Boulevard St. Germain, dove ci siamo riposati prima di ripartire per visitare la Torre Eiffel.

La vista della Torre usciti dalla metropolitana al Trocadero è davvero mozzafiato e si ha, a pieno, la percezione di trovarsi in un altro posto; un po' come quando si osserva la prima volta il Big Ben o il Colosseo per gli stranieri.

Il biglietto non era incluso e per salire (in ascensore) al piano più alti ci sono voluti 15/20 minuti di fila e 15 € a testa. Dalla cima della Torre si ha una vista magnifica dell'intera città e si può avere un'idea, grazie alle indicazioni, delle varie distanze della capitale francese dalle altre città del mondo.

Abbiamo cenato in uno dei ristoranti al Trocadero e siamo rientrati con la metro (alla fermata del nostro albergo non era necessario nemmeno uscire all'esterno, conducendo, i vari corridoi, al centro commerciale all'interno del Centro Congressi il quale a sua volta inglobava l'hotel).

2° GIORNO

Dopo la buona colazione in albergo a base di croissant e pan au chocolate, abbiamo subito preso la metro per recarci alla Ile de la cité per visitare la Conciergerie e la St. Chapelle (il primo, monumento storico sede un tempo della residenza del Re e poi prigione che ha avuto il suo peso durante la Rivoluzione Francese, ora inglobato nel complesso del palazzo di giustizia; la seconda un vero e proprio capolavoro di architettura gotica anche se attualmente in restauro).

Ovviamente il passo successivo, spostandoci attraverso il mercato dei fiori del centro dell'isola è stata Notre Dame, una delle chiese gotiche più belle d'Europa, che è possibile visitare gratuitamente e che non può non sorprendere per la sua maestosità interna, le navate, i rosoni, le statue decorative e le vetrate. All'esterno della chiesa è stato possibile (perché incluso nei pass) visitare la torre (ma non evitare la fila) sulla cui sommità, oltre alle campane che suonando ti fanno prendere un bello spavento, i doccioni, che a me piace chiamare gargoille, davvero inquietanti e che sovrastano la città dall'alto.

Dopo la discesa (rigorosamente a piedi come la salita) abbiamo pranzato e poi attraversando le zone centrali siamo giunti al centro George Pompidou (e qui sì che c'era una fila chilometrica per entrare, il pass è stato davvero provvidenziale) all'interno del quale, oltre alle esposizioni sull'arte contemporanea (altre file di chilometri) abbiamo potuto ammirare ogni genere di bizzarra forma d'arte moderna, sempre più coraggiosa e azzardata

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Commenti
  1. ettoreb74
    , 6/3/2014 09:14
    Ciao buongiorno.
    La sconsiglio per due motivi fondamentali.
    Il primo è che non mi fido mai dei menù esterni che espongono il prezzo fisso (peraltro uguale in tutta la zona) perché sono specifici per i turisti poco smaliziati e generalmente la qualità è sempre bassa.
    Il secondo è che, consultando le varie guide (Lonely Planet, Trip Advisor), ho scoperto che i francesi la chiamano Rue se Bactaris ossia strada dei batteri per sottolinearne la sporcizia e la cattiva conservazione del cibo.
  2. pietrina
    , 5/3/2014 23:05
    Bello il tuo diario, hai visto proprio molte cose a Parigi! Scusa ma perchè sconsigli rue del la Huchette e i ristorantini etnici?
    Ciao

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