A Parigi fra monumenti, dolci e tea

Una settimana alla scoperta della città e in giro per le mie piccole fissazioni culinarie

  • di pinkopanko
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Entriamo alla fermata della metro di Anvers dove facciamo l'abbonamento Navigò settimanale. Ci è sembrato più conveniente (5 euro la tessera con foto più 19 euro circa di abbonamento), per le nostre esigenze, della Paris Visite, e devo dire che lo abbiamo sfruttato più che abbondantemente.

Decidiamo di iniziare il nostro girovagare da Montparnasse partendo dalla torre, passando per i famosi locali “La coupole” e “La closerie des lilas” (e già qui si inizia a capire che Hemingway beveva e scriveva un po' ovunque per Parigi), la Rue Campagne-Premiére per terminare con una lunga camminata per il cimitero dove cerchiamo le sepolture dei famosi estinti. Mangiamo un panino per strada (qualcuno mangiava sulle panchine del cimitero ma ci è sembrato eccessivo..) e continuiamo per i Jardin du Luxembourg pienissimi di turisti e non solo che passeggiano, prendono l'ombra, oppure il sole, ai bordi del lago ottagonale. Ci soffermiamo ovviamente al Palais du Luxembourg, alla Fontaine Medicis, al gazebo è in corso l'esibizione di un'orchestrina. Da qui ci incamminiamo verso Place St Sulpice. Visitiamo la chiesa e ci godiamo la piazza con l'imponente fontana dei Quattro Vescovi. Prendiamo la metro e sbuchiamo proprio davanti alla chiesa di St Germain des Pres. Nei pressi è possibile trovare alcuni dei locali in cui beveva Hemingway come “Les deux magots”, il “Café de flore”e la “Brasserie Lipp”. Passeggiamo per il Blv St Germain e la medioevale Rue du Dragon. Finiamo per avvicinarci alla Senna all'altezza dell'Ecole Nationale Superieure des Beaux-Arts, nel Quai Malaquais, presso la Passerelle des Arts, piena di lucchetti. È ora di cena e decidiamo di avvicinarci al Quartier Latin che con la metro risulta piuttosto vicino. Troviamo un ristorante all'angolo fra Rue St Severin e Rue de la Harpe, “Le Pre Grill” dove il menù turistico è accettabile. Fortuna vuole che il nostro cameriere parli perfettamente italiano, il padre è calabrese. Finiamo la giornata passeggiando per il Qurtier Latin dato che fa buio ben oltre le 22,00.

Martedì

Ci si sveglia presto per la prima tappa obbligata: Disneyland. Prendiamo la metro 2 sotto casa, da Blanche fino al capolinea Nation, da qui la Rer A in direzione Marne la Vallée (circa 6 euro di biglietto per viaggio), impossibile sbagliare, al capolinea della 2 ci sono persino due ragazzi che forniscono informazioni o aiuto a chi deve viaggiare. Entriamo a Disneyland con il nostro biglietto dell'anniversario dei 20 anni, acquistato su internet, che ci da la possibilità di entrare ed uscire dai due parchi a piacimento. Che dire, è proprio come uno se lo immagina, la musica che ti accompagna continuamente ovunque, tanti negozi di souvenir in tema e locali o chioschi in cui mangiare sparsi un po' dappertutto. I giochi sono a misura di bimbo, quelli un po' più “arditi”, che noi facciamo, sono pochi e sono poi delle piccole montagne russe in tema con l'area in cui sono collocati. Evitiamo le file sfruttando il sistema dei fast pass, ed alla fine verso metà pomeriggio, ci riteniamo soddisfatti e ci incamminiamo verso la stazione. Chi ci viene con i figli però non credo che possa limitarsi ad un solo giorno. Il tempo di rientrare, passare da casa a darci una rinfrescata ed è ora di cena che trascorriamo in un ristorante libanese in Blv de Rochechouart, della catena “Dima”.

Mercoledì

Di nuovo sveglia presto e si va in direzione Tour Eiffel. Purtroppo non siamo riusciti a fare i biglietti su internet. Non c'era nessuna disponibilità per l'ascensore, dato che uno era fuori uso, e i biglietti per le scale non si possono acquistare con questa modalità. Quando arriviamo, con la Rer che si ferma proprio li, troviamo già una lunga fila per l'ascensore. Decidiamo di posizionarci nella fila per le scale. La biglietteria fortunatamente apre in orario e la fila dura relativamente poco. Devo dire che il biglietto è più conveniente (circa 11 euro contro i 15 dell'ascensore) e la salita, fatta con calma, non è poi cosi terribile. Inutile dire, però, che trovare l'ascensore per la vetta, al secondo piano, ci riempie di felicità. Vedere la città che pian piano diventa sempre più piccola è piuttosto curioso. Ridiscesi dalla torre ci incamminiamo per i Champs de Mars, in direzione dell'Ecole Militaire. Da qui intravediamo già la cupola del Dome e, passando per la Rue Cler, dove si dovrebbe trovare un mercato interessante, ci indirizziamo verso il complesso de Les Invalides. In realtà la Rue Cler ha diversi negozi ma niente di caratteristico

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