Sudafrica e Zimbabwe: safari nei grandi parchi

Duemila chilometri percorrendo la strada che porta a sei gioielli naturalistici, per conoscere popoli, natura e animali. Partendo da Johannesburg per attraversare il Blyde River Canyon Nature Reserve e arrivare al Kruger. Fermarsi al Polokwane Game Reserve per poi attraversare ...

  • di a.a.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Usciamo dal parco per dirigerci al nostro Lodge dove ci attendono per la cena. Poi tutti a guardare le stelle... con la luna piena.

LUNEDì 28 maggio

Colazione e subito in moto per un altra meta. Costeggiamo il Kruger verso nord e ci fermiamo alla distilleria Amarula Lapa di Phalaborwa per una degustazione e la spiegazione dell'Amarula Elephant Research Programme. Visita agli stabilimenti e poi si riparte in direzione Ovest costeggiando il Selati e poi il Ndzalama ricco di piantagioni di frutta tra cui spiccano i bananeti. Alla Wheelbarrow Farmstall di Tzaneen la sosta per il pranzo. Più che un ristorante è un vero punto di sosta, con il vivaio accanto e un piccolo spaccio di frutta e di oggetti d'arte. Compro ovviamente le banane, due chili 22.50 ZAR (1.50 euro), mentre al tavolo ordino uno sformato di pollo 58 ZAR (4 euro). Attraversiamo la suggestiva Foresta Woodbush e la caotica Moria per dirigerci verso Polokwane dove al Pietersburg Game Reserve facciamo due ore di "caccia" a piedi. Una doccia rigeneratrice nell'accogliente chalet e subito a cena. Terminata, Simon ci introduce il suo Zimbabwe, appiccicando alla parete delle cartine usurate con il tempo. Geografia, storia, usi e costumi della nazione che l'indomani andremo a visitare, per me la prima volta.

MARTEDì 29 maggio

Sveglia come al solito prima dell'alba per fotografare i primi chiarori nel Boma In The Bush, struttura attrezzata a pochi passi dalla città, vicino alla stadio che ha ospitato i Mondiali di Calcio. L'ultima città prima del confine è Musina (in italiano Messina), poi lo Zimbabwe. Le procedure per uscire dal Sud Africa sono lente. Dobbiamo fare una fila chilometrica per farci timbrare il passaporto, ma si fa subito amicizia con quelli che sono in coda con noi, che ovviamente mi chiedono del calcio italiano e di Ballottelli. Loro il confine lo passano a piedi attraversando il lungo ponte che scavalca il Limpopo. Non ci sono reti a dividere i due stati, sono i coccodrilli a pattugliare gli eventuali audaci. Dobbiamo accaparrarci il visto d'entrata (30 USD), non c'è fila ma la procedura è lenta, dobbiamo attendere una mezzora per riavere il nostro passaporto con la "pecetta". Ci fermiamo alla prima stazione di servizio a Beitbridge, subito dopo il confine per il pranzo. La natura è la stessa, ma si percepisce un tono diverso dalla popolazione locale. La strada è una lunga striscia di asfalto corrosa ai lati dal tempo. Due camion ci entrano quasi a sfiorarsi. Sono i Baobab a segnare il panorama. All'interno si scorgono i primi villaggi con le tipiche costruzioni circolari di terra coperte dal tetto in stuoia. Le automobili lasciano il passo ai carretti trainati da asini o da buoi. Ogni tanto si incrocia la ferrovia, nessun passaggio a livello, bisogna fare attenzione da soli.

Attraversiamo Mazunga, Makado, West Nicholson e Gwanda. Per strada non ci sono strutture per i turisti, le soste si fanno lungo la strada in mezzo alla boscaglia. Ultimo paese Mulungwane per poi arrivare a Bulawayo quando è quasi notte. Il Travellers Guest House è un Lodge confortevole con la sua piscina all'interno di uno dei tanti giardini fioriti. Riunione con il Ranger che ci farà da guida la mattina seguente, ci tiene a spiegarci alcune cose di base dei Safari, e ci fa scegliere se farlo di mezza giornata o intera. La cena è nel vicino ristorante New Orleans stracolmo di ospiti. Il mangiare è squisito anche se i prezzi sono europei, per noi è tutto pagato nel tour

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